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"Poco personale e ormai vecchio" Musei pugliesi a rischio chiusura
28 luglio 2016 LA REPUBBLICA



AL museo archeologico Jatta di Ruvo sono solo tre, uno per turno, gli addetti alla vigilanza e all'accoglienza eppure il palazzo che conserva preziosi vasi di epoca greca è aperto tutta la settimana, cinque giorni solo la mattina e due giorni per 11 ore. Ad Altamura, invece, i quattro dipendenti tra pochi mesi diventeranno tre a seguito di un pensionamento

senza però cambiare gli orari di apertura al pubblico: 11 ore per quattro giorni, il sabato e la domenica apertura nelle ore antimeridiane.

Non va meglio a Palazzo Sinesi a Canosa di Puglia dove sono solo quattro le unità in servizio di cui una in part-time e una di supporto. E a fronteggiare migliaia di visitatori al giorno a Castel del Monte ci sono appena due unità per turno. Ammonta a 95 unità, secondo le stime della Fp Cgil Puglia, la carenza di organico nei musei pugliesi: all'appello mancano per lo più personale dell'area vigilanza e accoglienza e tecnici e amministrativi. «Il Polo museale della Puglia, su un totale di 221 unità previste nell'organico, conta poco più della metà di personale in servizio», denunciano i sindacalisti della Cgil Patrizia Tomaselli e Matteo Scagliarini.

Una situazione aggravata dall'invecchiamento del personale in dirittura d'arrivo alla pensione. «La situazione degli importanti luoghi della cultura in Puglia è ormai esplosiva — spiega la Cgil alla vigilia della visita in Puglia del ministro Dario Franceschini che inauguerà il Museo archeologico nazionale di Taranto — tra poco si sarà costretti a ridurre gli orari di apertura al pubblico di musei e monumenti con il rischio di arrivare alla chiusura». Nell'elenco delle carenze di organico stilato dal sindacato ci sono, ancora, il museo archeologico nazionale di Gioia del Colle e il castello di Trani, entrambi con 6 unità di vigilanza e accoglienza, tra cui una a breve in pensione, e 11 ore di apertura al pubblico per sette giorni; il castello di Copertino, 3 unità, chiuso i festivi con nessuna possibilità di aumentare le ore di apertura al pubblico.

«Le condizioni di sicurezza sono assolutamente precarie ed è continuamente a rischio l'apertura — proseguono Tomaselli e Scagliarini — considerato che non è raro che in siti importanti la condizione di apertura è assicurata da una sola unità, contro ogni norma di sicurezza. Inoltre, l'invecchiamento e il numero ridotto dei dipendenti impedisce di qualificare l'accoglienza. Nel Polo museale della Puglia, se si esclude il direttore, è in servizio una sola storica dell'arte». Dito puntato contro la privatizzazione del patrimonio: «Il castello di Trani è stato concesso per una festa nuziale privata a prezzi irrisori».

(f.rus.)



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