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Beni culturali, il grande pasticcio dei restauratori. C il concorso per 80 posti, non la qualifica per assumerli
di Thomas Mackinson
12 agosto 2016 Il Fatto Quotidiano


Beni culturali, il grande pasticcio dei restauratori. C il concorso per 80 posti, non la qualifica per assumerli
Politica

Alla prima sessione di prove seimila candidati finiscono in un limbo. Vengono ammessi, ma con "riserva", perch in 12 anni nessuno s preso la briga di dire chi ha "titolo" per metter mano al patrimonio darte italiano. La pezza si rivela anche peggiore del buco: una commissione doveva verificare i requisiti ma a prove avviate ancora in alto mare e si prende 597 giorni per verificare un elenco. Fioccano ricorsi, appelli, interrogazioni. L'elenco provvisorio congelato dal Tar



Un concorso impossibile per una qualifica fantasma. E quello, attesissimo, per 80 funzionari restauratori. La fase di preselezione si appena svolta e gi fioccano ricorsi e diffide. Il motivo? In oltre 12 anni vale a dire dal varo del Codice dei beni culturali e del paesaggio nessuno s preso la briga di stabilire chi in Italia ha titolo per metter mano al patrimonio darte pi ricco al mondo. E dunque per partecipare alla selezione pubblica in corso. Il problema del sistema di qualifica si fa ineludibile con lindizione del bando, uscito il 24 maggio 2016: per partecipare bisogna avere un titolo accademico conforme al nuovo percorso di laurea quinquennale istituito nel 2009 oppure la qualifica di restauratore. Problema: a rilasciarla il Mibac, che la riserva per ai soli diplomati delle sue Scuole di alta formazione (Saf), non alle migliaia di professioni formati prima del 2009 che lavorano da anni sul campo. Il concorsone era loccasione per raddrizzare la stortura, procedendo alle verifiche dei requisiti e allinserimento di tutti gli idonei in un unico elenco, insieme ai nuovi laureati. Cos non stato, e la pezza si rivelata peggiore del buco. Tanto che c chi chiede la restituzione delle rette versate per corsi universitari in scienze del restauro che non valgono labilitazione al concorso per restauratori.

597 giorni non bastano a verificare un elenco
A novembre 2015 il Mibact incarica una commissione di verificare oltre 6000 domande di qualifica pervenute da ogni parte dItalia a seguito del bando. La sua istruttoria doveva terminare il 31 maggio 2016, in tempo per allargare la platea dei candidati al concorso del 24 maggio scorso. Ma 597 giorni non sono bastati a verificare un elenco di professionisti. I candidati in attesa della qualifica, dopo fior di proteste, vengono ammessi comunque ma con riserva, mentre a pochi giorni dal concorso il 21 luglio i diplomati Saf vengono ammessi dufficio, tanto che i loro nomi vengono pubblicati in un elenco provvisorio che far ulteriormente infuriare gli aspiranti alla qualifica. Proprio oggi lelenco parziale stato sospeso dal Tar fino al 14 settembre, data di trattazione del ricorso promosso dal presidente dellassociazione La Ragione del restauro, Andrea Cipriani.

Ai professionisti in bilico non resta che sperare che la commissione verifichi la loro posizione in tempi utili a proseguire le prove. Ma ormai una missione impossibile: le pre-selezioni si sono svolte 3 agosto e riprenderanno a settembre per terminare entro il 31 dicembre. La commissione, che ancora in alto mare, finir il suo lavoro solo sette mesi dopo. Sui social scoppia la polemica. Andrebbe soppresso il suddetto corso di laurea in quanto non viene riconosciuta dal Mibact la figura professionale dei laureati sbotta una ragazza su Facebook Pretendo il rimborso non delle 10 euro per liscrizione al concorso, ma delle tasse universitarie pagate. Vergogna!. Dai una supercazzola commenta unaltra laureata sul gruppo Concorso 500 funzionari Mibact 10 euro pagati, libro comprato, un mese di studio. Cio sono consapevoli che adesso la gente si incazza davvero? Anni di studio, riconosciuti in bando atteso 7 anni, primo concorso effettivo per una figura professionale da loro creata e riconosciuta e pensano sia legale una cosa simile dopo 15 giorni dalluscita della domanda?.

Lettere, appelli e proteste
Arrivano anche appelli, lettere e interrogazioni durissime allindirizzo del ministro Franceschini. Il presidente dellAssociazione Italiana dei Conservatori e Restauratori di archivi e biblioteche Melania Zanetti parla di una situazione di eccezionale gravit , tale da comportare responsabilit di carattere civile e forse anche penale delle quali chi di dovere sar chiamato ovviamente a rispondere. E parla di un concorso dalle evidenti sperequazioni tra concorrenti Antonella Docci, presidente dellAssociazione Restauratori Italiani e con ripercussioni si veda la creazione dellelenco parziale di qualifica che creano un grave pregiudizio anche sul piano lavorativo e professionale. Lei stessa, ormai cinquantenne, da oltre 30 anni opera nel campo del restauro ma in attesa del riconoscimento formale della qualifica che spetta a tutti i restauratori che ricadono nella norma transitoria e non solo a quelli che sono usciti dalle scuole del Mibact. Come altri ha partecipato al concorso con riserva, indicando cio di avere in corso la pratica di verifica del titolo presso la commissione. E una situazione davvero scandalosa che contribuisce a bloccare un settore gravemente in crisi, dove gli investimenti pubblici sono al minimo e le imprese che costituiscono il prezioso tessuto specialistico non lavorano pi. Questa vicenda del concorso sembra certificare che in Italia non c la volont di conservare il patrimonio di cui siamo custodi temporanei.

Lo stato dellarte
Parole che cadono su muri che crollano. La vicenda appare tanto pi incredibile se messa in relazione con lo stato dellarte. Monumenti, reperti, archivi e opere cadono letteralmente a pezzi davanti agli occhi di turisti increduli, fin quando vengono interdetti del tutto per motivi di sicurezza. Qualche flash, da un patrimonio in rovina. Al Comune di Napoli ha appena chiuso i battenti larchivio storico e non per ferie, ma per gravi problemi di statica delledificio. A Teano stato sigillato il teatro romano, il pi antico edificio da spettacolo interamente costruito su volte. Dalla Sardegna arriva lurlo degli archivi di Stato, dove la carenza di personale e risorse sta mettendo a rischio un altro pezzo della memoria storica dItalia. A Cefal, in Sicilia, cadono letteralmente a terra i mosaici del duomo che un bene dellUnesco costringendo i visitatori, circa mille al giorno, a stare col naso per aria per evitarli. Ora il ministro Franceschini promette ben 182 milioni per 75 interventi di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione di beni culturali sparsi per lItalia. Presentando il decreto ha ribadito la volont del governo di valorizzare il patrimonio culturale che uno degli assi fondamentali per il rilancio delleconomia del Paese. Ecco, se togliesse anche la croce a chi deve farlo materialmente anche i mosaici di Cefal potrebbero prima o poi smettere di piangere cadendo a terra.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/12/beni-culturali-il-grande-pasticcio-dei-restauratori-ce-il-concorso-per-80-posti-non-la-qualifica-per-assumerli/2970414/


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