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Franceschini: "Nessuno sarà abbandonato"
di FRANCESCO ERBANI
18 agosto 2016 LA REPUBBLICA




Il ministro dei Beni culturali rassicura Eike Schmidt, direttore degli Uffizi: "Per il museo fiorentino stiamo facendo tantissimo"


"Io non abbandono nessuno ". Dario Franceschini cerca di rassicurare Eike Schmidt, direttore degli Uffizi. "Per il museo fiorentino stiamo facendo tantissimo".

Per esempio, signor ministro?
"Per esempio abbiamo destinato i soldi necessari al suo ampliamento e unito in un'unica struttura Uffizi, Pitti, Corridoio Vasariano e Giardini di Boboli. Le posso raccontare che cosa mi è successo alla prima visita da ministro agli Uffizi?"

Prego.
"Lasciate le sale, sono stato accompagnato lungo il Corridoio Vasariano verso Palazzo Pitti. Una volta arrivato, mi hanno letteralmente consegnato ad altri funzionari, come se fossimo a un check point. Non si poteva conservare una struttura così frammentata ".

La frammentazione non era forse il peggiore dei problemi che affliggevano i nostri beni culturali.
"Teniamo distinte le questioni della tutela da quelle dei musei. Sulla tutela noi vantiamo un sistema molto antico e molto efficiente, quello in capo alle soprintendenze. Ma i nostri musei stagnavano in una condizione surreale. Grandi, favolose collezioni, però uffici distaccati delle soprintendenze, senza statuto, senza un bilancio, con gli incassi trasferiti al ministero e tutte le attività, dalle mostre ai bookshop, affidati in concessione".

Di qui l'esigenza di una riforma. Ma non era possibile investire sull'ordinario, potenziare le strutture, invece di partire dall'alto, cambiando i direttori?
"La riforma non si limita al cambio dei direttori. I venti musei hanno ottenuto l'autonomia, come la otterranno i futuri dieci per i quali si sono chiusi i bandi. Trattengono gli incassi e un 20 per cento viene versato a un fondo di solidarietà per sostenere i musei minori. Hanno un bilancio, un consiglio d'amministrazione, un comitato scientifico. E poi ci sono i direttori scelti con un bando internazionale".

Direttori che non abbandonerete a loro stessi?
"Assolutamente no. Devo innanzitutto ringraziarli, perché sapevano del grande compito che li attendeva. Come altrettanto bene conoscevano l'arretratezza delle nostre strutture amministrative e dei nostri servizi".

Vede solo luci in questo anno di riforma?
"A questo punto il bilancio è grandemente positivo. Dovunque crescono i visitatori, mentre in altri paesi europei si assiste a un calo. Si stanno modernizzando le collezioni, l'accoglienza migliora. Conosco i nostri deficit. Ma intanto abbiamo incrementato i fondi, siamo complessivamente a 1 miliardo e 900 milioni, già tutti stanziati, fra gli altri, per Brera, Capodimonte, gli Uffizi, l'Archeologico di Napoli e quelli di Reggio Calabria e di Taranto ".

Stanziamenti "una tantum" o strutturali?
"Strutturali. Per la prima volta, dopo un decennio di tagli".

Saranno strutturali anche i concorsi per assumere?
"Intanto è partito quello per 500 posti".

Che non copriranno tutto il fabbisogno.
"Mi batterò perché le assunzioni continuino nel futuro. Stiamo discutendo con i sindacati per una diversa organizzazione dei servizi di custodia ed evitare che ci sia sovrabbondanza in alcuni luoghi e carenze in altri. Procediamo su diversi versanti. Abbiamo fatto una scelta non reversibile".

Sono stati diversi e traumatici gli stravolgimenti nel sistema dei beni culturali. Lo stato di malessere negli apparati di tutela è altissimo. In molti si sono sentiti sfiduciati.
"Io non ho mai espresso giudizi negativi sul modo in cui i nostri funzionari gestivano i musei. Con pochi soldi e poco personale che cosa vuole che si potesse fare. Spesso si teneva in piedi un museo con atti di eroismo".

E allora perché non rendere più agevole il compito di archeologi e storici dell'arte del ministero?
"Una riforma andava comunque fatta. Come dicevo, noi vantiamo un'eccellenza nella tutela, meno nella gestione museale. E i musei devono essere attenti a molti fattori, da come si organizza l'esposizione all'accoglienza del pubblico. E, a proposito
del pubblico, se capisco le reazioni negative dentro il ministero, non comprendo quelle che vengono per così dire "da sinistra"".

A cosa si riferisce?
"A chi storce il naso se si portano più persone nei musei"



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