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La corte dei conti e la passerella di Christo
Mara Rodella
Corriere della Sera - Brescia 18/8/2016

Per il Codacons i conti della passerella di Christo non tornano: alcune spese sono pesate sulla collettività. Da qui un esposto e l’indagine della Corte dei conti con la Finanza.

Strascichi dell’«effetto Christo». Non sull’indotto del Sebino, stavolta, ma nelle «aule» di giustizia. Per il Codacons i conti non tornano. E a deciderlo sarà proprio (giochi di parole a parte) la Corte dei Conti, che ha deciso di aprire un’indagine proprio a seguito di un esposto presentato dall’associazione a tutela dei consumatori nelle scorse settimane in relazione alla passerella installata dall’artista bulgaro sul lago d’Iseo tra giugno e luglio.

Punto chiave della denuncia, che quindi non è caduta nel vuoto: i costi dell’opera a carico della collettività. E per vederci chiaro, su delega della magistratura, gli uomini della Guardia di Finanza hanno acquisito tutta la documentazione contabile necessaria agli accertamenti del caso negli uffici della Comunità Montana del Sebino. Nel mirino, i costi sostenuti dagli enti locali per la realizzazione della passerella. Nel dettaglio, si legge a pagina cinque dell’esposto del Codacons, si chiede di «mettere in luce molteplici aspetti sintomatici dell’esistenza di condotte che potrebbero aver posto in essere sprechi di rilevanza tale da poter configurare, oltre a un vero e proprio danno erariale, anche un danno a tutti i cittadini residenti in Lombardia e nei paesi limitrofi al luogo di installazione della passerella che finanziano i servizi pubblici fortemente compromessi e a tutti i titolari di piccoli esercizi commerciali che hanno visto ridotta l’affluenza». Situazioni «non conformi» denuncia il Codacons «a un corretto operato tanto nella gestione dei servizi pubblici essenziali — trasporti, ambulanza ed elisoccorso, pronto intervento dei vigili anche del fuoco — che nella programmazione di un evento al fine esclusivo di creare un indotto economico e non solo per la comunità di riferimento». Quindi, «si chiede alle procure di indagare». Anche su eventuali «responsabilità dei soggetti coinvolti nei confronti dell’erario», oltre che al fine di «accertare i fatti». E la Corte dei Conti, a quanto pare, non ha buttato la segnalazione nel cestino.

Dalla sua inaugurazione, The Floating Piers avrebbe causato esborsi non indifferenti, a partire dagli interventi messi in campo dai presidi ospedalieri e dalle forze di soccorso pubblico (per Areu 1600 interventi in poco più di due settimane) che «hanno messo in risalto un impiego di risorse economiche e di personale le quali di fatto hanno finito per gravare esclusivamente sui cittadini e non sull’autore dell’opera», cioè Christo. Che, di suo, ha messo sul piatto 15 milioni di euro. Più altri 3, stanziati da Regione Lombardia.

Sulla passerella hanno camminato un milione 200 mila visitatori: record di presenze che, va di pari passo con «non meno rilevanti ricadute sul territorio». Capitolo trasporti: per Trenord 1.200 treni per 460 mila visitatori. Oltre ai 400 mila che hanno scelto invece il battello.

Preso atto quindi che «la scelta del lago d’Iseo per l’esposizione di un’opera capace di attrarre milioni di turisti e portare la cultura internazionale a disposizione dei residenti in Lombardia costituisca un momento importante di crescita e sviluppo (pagina tre dell’esposto firmato dall’avvocato Giuseppe Ursini) al tempo stesso il Codacons rileva come programmare questo evento «avrebbe imposto una maggiore preventivazione dell’impatto sul territorio, sia in termini di pregiudizi che di individuazione di azioni idonee a migliorare e catalizzare il turismo». Prima della firma, l’elenco dei «mancata»: dalla stima degli utenti alla previsione dell’impatto sul territorio, passando all’assenza di previsione di misure straordinarie «finalizzate a garantire livelli essenziali dei trasporti».



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