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Brescia. S. Afra, via al restauro Il parroco: aiutateci
Alessandra Troncana
Corriere della Sera - Brescia 20/8/2016

S. Afra ha qualche problema causato dall’età e dagli agenti atmosferici. In pochi giorni sono stati montati i ponteggi, ma la parrocchia non dispone di tutti i fondi necessari. Si accettano contributi.

Nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo (scolorito): il bacio di Giuda l’hanno dato la pioggia e l’incuria. La Pentecoste affrescata dal Carloni sulla cupola — i padri si svenarono per pagargli la fattura — è in prognosi riservata: Maria, gli apostoli e lo spirito santo sono pieni di crepe. Lo scalone nobiliare dell’appartamento dell’abate non si può calpestare nemmeno con un mocassino: il terremoto di Salò, nel 2004, l’ha reso instabile. Il marmo di Botticino della facciata settecentesca è pieno di fessure: c’era il rischio che alcuni pezzi cadessero fino sul marciapiede, dove le persone passeggiano ogni giorno.

Sant’Afra è stata «impacchettata» e i fedeli sono stati sfrattati qualche metro più in là: fino all’8 settembre, don Faustino celebrerà messa nel teatro della parrocchia, perché in chiesa stanno montando i ponteggi. «Dobbiamo fare alcuni lavori di consolidamento: la cupola ha problemi di staticità, gli affreschi del Carloni hanno crepe a spicchi (a restaurarli, penseranno i bisturi della Lithos di Venezia, ndr), la facciata è piena di fessure, le infiltrazioni hanno rovinato gli intonaci, l’impianto elettrico è fuori norma e lo scalone che porta all’appartamento dell’abate va sistemato». Bisogna anche cambiare le lampadine: metteranno i led al posto dei fari puntati sulla navata.

Gli operai della Edilone di Mantova si sono messi al lavoro qualche settimana fa: per ora stanno costruendo i ponteggi in modo da poter procedere con calce e attrezzi del mestiere. I cantieri dovrebbero durare 300 giorni. «È la prima tranche — spiega il parroco — Nella seconda, dovremmo sistemare la navata e altri affreschi, e nell’ultima gli altari laterali. Prima, però, bisogna trovare i soldi: per quanto scrupolosa sia la gestione della parrocchia, non ne abbiamo e ci servirebbe un mecenate».

Quando l’architetto Ilaria Volta ha preparato il progetto di restauro, Cei e Fondazione Cariplo hanno contribuito alla causa: «Dal primo sono arrivati circa 100 mila euro, dalla seconda altri 180 mila». La confessione di don Faustino arriva mentre parla con tecnici e ingegneri che stanno spostando i banchi della chiesa; la cifra non basta a saldare la fattura della prima parte dei lavori: «Quasi 700 mila euro, ma considerando anche le due fasi successive e la sistemazione della sagrestia, il preventivo arriva al milione e 200 mila. Per questo facciamo un appello: se qualcuno volesse aiutarci, gliene sarei molto grato».

Serve un miracolo, ma don Faustino ci crede: la chiesa di Sant’Afra, una delle poche in città con cripta con capitelli gotici (e affreschi attribuiti al Civerchio coperti dall’intonaco bianco che andrebbero recuperati) è una reliquia meravigliosa dell’architettura sacra settecentesca. «Sono speranzoso che arrivi qualche donazione». Qualcuno dovrebbe esaudire la sua preghiera.



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