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NAPOLI - Palazzo Reale blindato da sessanta telecamere
ANNA LAURA DE ROSA
20 agosto 2016 LA REPUBBLICA




«ALZI la testa, in questo momento ci stanno guardando». Palazzo Reale, un occhio elettronico si nota appena sullo scalone d'onore che conduce al piano nobile e all'appartamento reale. Ci sono 56 mila metri quadri da sorvegliare nell'edificio di piazza del Plebiscito. E il sistema di sicurezza conta 60 telecamere, allarmi, una sala operativa blindata e ponteggi sorvegliati. Per evitare intrusioni dalle impalcature esterne che da due anni coprono le facciate interessate da restauro, sono stati infatti installati occhi elettronici a ogni modulo di tubi.

Nelle stanze del Palazzo sorprende la notizia del furto avvenuto la scorsa notte nella Reggia di Caserta. Gli schermi di Palazzo Reale invece sono accesi e controllati h24 dai custodi. Il sistema di sorveglianza dell'edificio è stato rafforzato a gennaio, dietro richiesta del nucleo dei carabinieri Tutela patrimonio culturale. Gli ingressi aperti in questo momento sono due: quello pedonale in piazza del Plebiscito e la porta carraia di piazza Trieste e Trento. Entrando dal primo, si nota sulla testa dei numerosi turisti che affollano il cortile ad agosto una telecamera tonda che controlla l'area e conta i visitatori (oltre 150 mila nel 2015). Ci sono poi due telecamere nella biglietteria che l'anno scorso subì un furto da 10 mila euro.

Un colpo ben studiato. «Non sappiamo ancora chi è stato - spiega una dipendente della società che gestisce il servizio ticket - Fu uno shock, non trovammo alcuna effrazione. Con l'aumento delle telecamere ci sentiamo più protetti, non dovrebbero esserci sorprese ». Allarmi e occhi elettronici sono sparsi in ogni sala degli appartamenti. Quattro obiettivi sorvegliano ad esempio lo studio di Murat, ai lati del soffitto raffigurante lo sbarco di Ruggero il Normanno a Otranto. Sono 8 le telecamere poste al di sopra delle pareti dipinte a finto tessuto nel Salone d'Ercole. Dieci quelle presenti nella Cappella Reale. Le immagini di visitatori e personale scorrono in tempo reale su 8 schermi e 4 grandi monitor digitali presenti nella sala operativa al piano terra, alla quale è assegnata una squadra che copre tre turni (compreso il notturno dalle 20 alle 8 del mattino). «Il sistema funziona - assicura un addetto -Qui si vede e si registra tutto, salvo qualche piccolo guasto fisiologico risolto in poco tempo dai tecnici ». Proprio le immagini della videosorveglianza potrebbero risolvere il caso del furto di un volume avvenuto nel giugno 2015. I custodi sono in tutto 88 e durante le ispezioni serali controllano anche i ponteggi, la via più semplice per intrufolarsi dopo la chiusura (alle 19). Un nuovo sistema di telecamere sorveglia anche l'interno e l'esterno del Museo archeologico. «Qui il vero problema è la strada - spiega una dipendente - è poco controllata e spesso si verificano scippi e rapine a danni dei turisti».




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