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Grotte di Castellana caccia ai predoni "Così difendiamo i tesori sotto terra"
ANTONELLA GAETA
20 agosto 2016 LA REPUBBLICA





QUESTA stalattite che sarà presto pezzo da museo, di 20 centimetri per 10, com'è ormai noto, si è staccata per precisa ottusa volontà di un uomo, giovane barese sui 35 anni, che teneva per mano suo figlio, piccolo, e che voleva portarsi via un ricordo della visita turistica fatta il giorno di Ferragosto. Prontamente denunciato dalla Società che gestisce le Grotte e dal Comune di Castellana Grotte per deturpamento di bellezze naturali e danneggiamento al patrimonio archeologico. "Sono episodi, fortunatamente rari, rispetto alla frequenza quotidiana di visitatori negli anni" commenta il presidente delle Grotte, Domi Ciliberti, "colpito dalla incoscienza, dall'insensibilità e dalla mancata consapevolezza del patrimonio a nostra disposizione".

La storia recente parla di un visitatore di Gioia del Colle che tentò di portarsi via una concrezione- ricordo nell'agosto del 2011 e uno studente tedesco nell'ottobre del 2014 che, nel corso di una gita scolastica fu bloccato e denunciato per la stessa ragione: la somma pagata come risarcimento è stata devoluta in beneficenza. E, ora, finisce nell'albo d'oro - soprattutto perché si tratta della concrezione più grande asportata finora - anche il turista di Ferragosto che ha pensato bene di staccare un pezzo di stalattite, in corrispondenza della bellissima Caverna del Presepe. "E' stato terribile per me –ricorda Rosa Manghisi, la guida turistica testimone dell'accaduto che condivideva il percorso con il collega Oronzo Ammirato – l'ho visto esattamente nell'atto di forzare la concrezione e di staccarla, anzi ho notato prima che si attardava stranamente rispetto agli altri e, poi, ho visto l'ombra del suo braccio che faceva forza, ho puntato la torcia contro di lui, ho gridato ma tutto questo non è servito a fermarlo, ha continuato per nulla intimidito e il terribile crack è stato evidentissimo".

Sono seguite incredibili pretese del deturpatore che ha commentato all'indirizzo della guida che "per un pezzo di pietra rotto" stava facendo tanto casino, "mi stai rovinando il Ferragosto" ha pure protestato. "E io gli ho risposto che il Ferragosto se l'era rovinato da solo". Di fatto, dopo appena venti minuti dal suo inizio, la visita turistica viene fermata, il gruppo non può andare avanti e il responsabile è portato in superficie dove lo aspetta la Polizia Municipale che lo riporta giù insieme ai Carabinieri. Verificano che, effettivamente, non può che essere lui l'autore del danno, che pure prova a negare, millantando una rottura autogenerata..

"E' il nostro incubo peggiore che qualcuno danneggi le grotte, ci raccomandiamo continuamente di non toccarle, perché solo toccandole si altera il loro processo naturale figuriamoci staccandole. Poi, in questo caso, si tratta di una concrezione a cortina che ha un accrescimento triplo rispetto alle altre che crescono di un centimetro ogni 40, 50 anni e questo in un regime di piovosità costante", ricorda. Si parla di un periodo che va dai 1500 ai 3000 anni, tanto ci ha messo questo pezzo per arrivare a 20 centimetri che sono impattati contro la volontà di un visitatore di portarsi un souvenir a casa e che continuava a protestare: "continuiamo la visita, non è successo niente, per un pezzo di pietra, facciamo finta di niente".

Un patrimonio inestimabile, naturalmente, come ricorda anche Salvatore Valletta, presidente dell'Ordine dei Geologi di Puglia. "Castellana è il nostro geosito di riferimento, un bene geologico comunitario. Quando accadono questi episodi ci ricordano dell'importanza della tutela e della conservazione dei siti geologici che in Puglia, secondo un censimento da completare, sono circa 440 ma tanto può e deve essere fatto. Le Grotte, poi sono un sito che richiede un monitoraggio continuo proprio perché frequentatissimo dai turisti". Ciliberti, poi, racconta di come le guide delle Grotte istruiscano i visitatori continuamente: "All'inizio della visita ricevono raccomandazioni, ricordiamo loro che anche il solo toccare può alterare il regolare svolgimento di un percorso naturale, il sudore, la temperatura, basta poco. Spero che tutto il clamore suscitato da questa notizia sia d'insegnamento prima di tutto a suo figlio e un monito per tutta la comunità". Un drammatico ricordo resterà per Rosa Manghisi: "È stata la mia prima volta ed è stato sconvolgente, il nostro lavoro consiste anche nel difendere quello per cui lavoriamo, siamo come le guide di un museo in fondo. Poi, per noi che siamo nati a Castellana e che con questo mistero ci nasciamo è ancora più brutto. Qui passiamo ogni nostro giorno lavorativo e ogni giorno ne scopriamo nuova bellezza".



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