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"Manca la cultura della gestione e una squadra giovane e ferrata"
21 agosto 2016 LA REPUBBLICA



«NON mi sento abbandonato». Sylvain Bellenger, direttore del museo di Capodimonte, è con Gabriel Zuchtriegel lo "straniero" che ha compiuto in questi giorni il primo anno di "reggenza" di una delle raccolte d'arte più importanti e meno visitate d'Italia. Lui non ha i problemi del suo collega Eike, a capo degli Uffizi. E non si è sentito trascurato né dal ministero né dalle istituzioni napoletane. «È una situazione molto diversa - commenta da Chicago, dove ha appena costituito l'associazione degli Amici americani del museo di Capodimonte - gli Uffizi hanno un problema di gestione dei visitatori, io il contrario, anche se registriamo una crescita sempre più significativa: il 15 agosto abbiamo avuto l'80 per cento in più rispetto all'anno scorso e all'ultimo concerto del Luglio musicale c'erano 1000 persone sedute sul prato e il bosco dopo era più pulito di prima. Il mio modello è la Capodimonte del soprintendente Raffaello Causa: vorrei tornare a quei tempi».

La realtà di Capodimonte è stata unificata dalla riforma: ora gestite bosco, collezione e arte contemporanea. Sono ancora realtà a se stanti: come pensate di integrarle meglio?

«La riforma ci ha dato questo vantaggio, rispetto agli Uffizi. In futuro bisognerà unificarle per fare di Capodimonte un sito davvero importante come merita. Abbiamo idee molto chiare, che sono sostenute dal Mibact, dal Comune e dalla Regione, non siamo soli, dunque. Ed è con noi anche il quartiere, una cosa molto bella. All'inizio non è stato facile, ma poi dalla cura che abbiamo dedicato alla parte frontale della Reggia, la gente di Capodimonte ha capito che c'erano segnali positivi. Ora sto lavorando con la municipalità per avere collaborazione politica e culturale».

Qual è il punto più critico?

«Il problema dell'organizzazione. Ma tocca anche il ministero, che è un'istituzione del passato. Noi dobbiamo utilizzare la riforma ed anche esserne architetti: la cultura della gestione appartiene ancora a pochi, nell'apparato statale italiano».

E nella sua esperienza qui?

«Non ho autonomia riguardo al personale: una grande debolezza. Non ho la possibilità di ricompensare chi fa sforzi in più per far funzionare il museo. Con la riforma dovremmo poter riconoscere questi impegni. Un altro problema: il linguaggio amministrativo e legale italiano: una follia».

In che senso?

«Tutto è legato all'interpretazione. Per esempio: noi lavoriamo su documenti via internet. Ma se dobbiamo spedirne uno ufficiale, dobbiamo stampare e fare una vecchia raccomandata postale. Un inutile doppio binario. C'è l'urgenza di cambiare modo di lavorare, ma una parte del ministero non sente questa necessità. Il ministro Franceschini risponde agli sms subito e senza complicazioni o filtri. E questo non accade con i ministri di altre nazioni. Per verificare la mia segnalazione di accesso complicato a Capodimonte, prese un taxi e ce lo vedemmo arrivare, senza scorta e autisti».

Che pensa delle dichiarazioni critiche dei suoi colleghi?

«La riforma a sud ha avuto più successo. Io ho avuto un'accoglienza meravigliosa dal personale e dalla città, e ho una squadra che ha voglia di andare avanti. Pochi giorni fa ho sentito un dipendente che diceva a un altro "ti rendi conto che il direttore vuole una risposta non domani, ma ora?"».

Nessuna preoccupazione?

«Una: in Campania abbiamo ricevuto tanti soldi, ma ci vuole una squadra amministrativa ferrata. Io ne ho poche e tutte nate prima dell'era dei computer. Ho bisogno di 30-40enni, quelli che hanno 1000 amici su Facebook».

Iniziative?

«Il restauro delle porte del parco è iniziato, come i lavori al bosco, il cantiere fermo da due anni è sbloccato, e presto festeggeremo con il funerale dei "barbacani" che reggono il muro. Siamo in attesa solo del parere del genio civile. Ogni venerdì arrivano una quarantina di visitatori della Costa Crociere: un accordo storico».

Che cosa chiederà?

«La pubblicità per la navetta per il museo e un'apposita segnaletica. Il sindaco me l'ha promesso».

(stella cervasio)



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