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Roma. Dall’Eur ai Parioli, la mappa del rischio sismico
Manuela Pelati
Corriere della Sera - Roma 26/8/2016

L’Appio-Tuscolano, il Tiburtino e la Nomentana sono tra i quartieri che nel 2009 hanno aumentato la pericolosità sismica di un punto, mentre l’Eur, la Storta e la piana del Tevere sono zone meno soggette alle onde del terremoto.

La mappa della Regione che pone Roma nella «zona sismica 2 e 3» ossia con una pericolosità medio-bassa, divide la Capitale in due grandi aree, con il Tevere che fa da spartiacque. La scala da 1 a 4 (da molto bassa ad alta sismicità) si riferisce all’onda tellurica, non all’urbanistica.

«A Roma è più a rischio il centro storico rispetto a Ostia — dichiara Antonio Colombi, geologo della Protezione Civile, uno degli autori della mappa, che si trova in questi giorni ad Amatrice — perché ci sono edifici storici con case arroccate e vicine con vicoli stretti». Cercando di individuare differenze tra quartieri «non si può generalizzare tra le colline come i Parioli, Monteverde e Monte Mario, si può solo dire che dove ci sono spazi aperti, c’è meno rischio». E inoltre: «Il Gianicolo sulla circonvallazione non è a rischio: anche se lì si creano le voragini, non è per un vuoto che crolla tutto, le voragini non si collegano ai terremoti». A Roma ci sono case come ad Amatrice? «Prima di tutto facciamo una distinzione: Amatrice è una zona ad alta pericolosità per i terremoti. E poi possiamo dire che per gli edifici non è da escludere perché le normative antisismiche sono partite nel 1974 e le case costruite prima non sono sotto questa normativa. Ma questo non vuole dire che crollano». La cartina più ampia del Lazio mostra come la provincia di Latina sia asismica e a zona costiera e la provincia di Viterbo poco sismica. «Dalla costa all’Appennino aumenta la probabilità di intensità, mentre la pericolosità è dovuta alla tenuta degli edifici» aggiunge Colombi.

Il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armano Zambrano precisa: «Roma non ha costruzioni povere nel centro storico come ad Amatrice dove molte case sono con materiali scadenti. Ci sono invece edifici di valore che garantiscono la resistenza con buone qualità delle murature e dei solai». E se l’ultimo terremoto con epicentro a Roma che risale all’ 800 abbassa la probabilità che se ne verifichino altri, la prevenzione del rischio è comunque assente: «Bisognerebbe fare una manutenzione programmata degli edifici». La normativa messa a punto nel 2009 riguarda tutte le nuove costruzioni che devono seguire le direttive antisismiche, ma anche le ristrutturazioni degli edifici già esistenti. E per gli ospedali e le scuole? «C’è obbligo di legge: sono definiti edifici “strategici” anche nelle zone a sismicità bassa. Bisognerebbe fare una verifica per vedere se rispettano la normativa».



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