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Terremoto: limpegno morale di Renzi, i borghi e il patrimonio storicoartistico
di Manlio Lilli
28 AGOSTO 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/

Le nostre citt sono la nostra storia, tanto pi in quei piccoli borghi che rappresentano il cuore dellItalia. La gente che vive l va ascoltata, il governo non forzer la mano, dice Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, appena uscito dal Consiglio dei Ministri che ha adottato un decreto che dichiara lo stato di emergenza e stanzia i primi cinquanta milioni per il sisma che si abbattuto su Lazio e Marche.

Si scava, ad Amatrice, Arquata del Tronto, Accumoli e in gran parte delle frazioni che si trovano nelle vicinanze. Le persone che ci abitavano sono tenaci. Sono i connazionali dei territori terremotati nei confronti dei quali lo Stato ha un impegno morale, perch quei borghi devono avere non solo un ricordo ma anche un futuro, sostiene Matteo Renzi. C dolore e emozione, come naturale che sia. Gi, perch ci sono i morti, i feriti. Insomma ci sono le persone. A loro si sta provvedendo, al meglio. Come sempre.

Ma poi ci sono i luoghi, in gran parte distrutti. Luoghi che ci si accorge di non conoscere. Troppo spesso, se non in maniera superficiale. Certo in maniera inadeguata alla loro rilevanza. Cos la ricostruzione, probabile, ci sar. Avverr senza delocalizzare, come avvenuto a LAquila. Senza creare aggregati artificiali, aggiunte mortificanti. Con i centri, il loro nucleo, abbandonati, per costruire ai margini. Questo pi che probabile non accadr ad Amatrice e Accumoli e forse neppure ad Arquata, centri pi importanti. Il rischio che invece si verifichi nelle frazioni, come Capodacqua oppure Spelonga, Illica o Pescara del Tronto. Se ci si verificasse sarebbe un errore. Perch si perderebbero davvero parti dItalia straordinarie. Uniche. Di certo non opere darte. Ma comunque testimonianze imperdibili di cultura urbanistica, di capacit tecniche. In questo lo Stato dovr essere davvero adoperarsi. Nel fornire agli abitanti di quei piccoli borghi gli strumenti per non allontanarsene.

Dubitare della voglia di rinascita degli abitanti impossibile. Ma indispensabile che non siano lasciati soli. Come sempre, sono necessarie le risorse, ma lo sono ancora di pi i progetti, le idee complessive. Ancora di pi, la feroce capacit di fermarsi solo quando ogni cosa torner al suo posto, o quasi. Cio fino a quando i reticoli delle strade delimitate dagli edifici saranno ricostruiti. Comerano. La circostanza che in quel lembo di terra di confine tra le province di Rieti e Ascoli Piceno, ci siano anche autentiche opere darte, non facilita il compito.

Le prime stime del Mibact, risultato delle ricognizioni dei carabinieri del Comando per la tutela dei beni culturali, riferiscono che sono 293 i beni culturali colpiti dal sisma, solo nella zona pi ristretta e di questi 50 risultano gravemente danneggiati o crollati. Ma certamente un numero destinato a salire vista la vastit della zona colpita dal sisma, sostiene il ministro Franceschini. Bisogna verificare. E necessario arrivarci in paesi e frazioni. E non per niente facile. Certo, ci sono la Basilica di S. Francesco, la chiesa di SantAgostino e quelle di S. Giovanni e S. Giuseppe, il Museo Civico, la Porta S. Francesco, ad Amatrice. Ad Arquata la chiesa della Santissima Annunziata, la Porta di SantAgata e la Rocca. Ad Accumoli, la Torre Civica, i Palazzi Del Guasto, Marini e Cappello. Ma c anche moltissimo altro. Verrebbe da dire, soprattutto. Nel borgo di Arquata c la chiesa e il convento di S. Francesco, a Spelonga la chiesa di SantAgata e a Pescara del Tronto la chiesa di Santa Croce. E non finita.

La ricostruzione, dove necessario, auspicabile si faccia per anastilosi, cio con i pezzi originali rimessi al loro posto, uno per uno. Come per le esperienze, vincenti, del Duomo di Venzone e quello di Gemona, in Friuli. Ma in quegli edifici, essi stessi straordinarie architetture, si conservano affreschi, bassorilievi, sculture e oggetti di enorme valore storico-artistico, perlopi poco noti, a parte casi eccezionali. Anche in questo caso la possibilit che gli sforzi si concentrino sui monumenti pi celebri esiste. Il rischio che tanti materiali mobili, anche terminata lemergenza, finiscano per rimanere nei luoghi nei quali sono stati ricoverati, non poi cos remota.

Signor Ministro, sono perfettamente consapevole che la mia chiesa non ha il valore artistico e culturale della Basilica di San Francesco in Assisi; tuttavia, o tutti i beni artistici ed architettonici vanno tutelati, oppure se ne svincolino i meno pregevoli dalla tutela delle Sovrintendenze, scriveva nel gennaio 1999 Don Vitaliano della Sala, parroco a SantAngelo a Scala, piccolo comune dellavellinese colpito dal sisma del 1980. Non so quanto tempo dei miei sei anni di ministero parrocchiale stato speso nella stesura di lettere di sollecito, pellegrinaggi presso gli Enti inutilmente deputati alla tutela dei beni artistici e alla ricostruzione post sismica. I connazionali dei territori terremotati, come li ha chiamati Renzi, sperano di non essere costretti a fare come Don Vitaliano della Sala. Perch gi troppi sismi hanno lasciato macerie l dove erano e pezzi di patrimonio in abbandono. Questa volta molto pi di un impegno morale.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/28/terremoto-limpegno-morale-di-renzi-i-borghi-e-il-patrimonio-storico%C2%ADartistico/2999890/


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