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Sisma. Corsa per salvare l’arte
Paolo Conti
Corriere della Sera 31/8/2016

Scatta oggi il recupero nel museo di Amatrice. Operazione delicata, i vigili si caleranno dall’alto

L’appuntamento è per oggi, in tarda mattinata e si annuncia spettacolare: i vigili del fuoco procederanno al recupero delle opere d’arte conservate nel museo civico «Cola Filotesio» di Amatrice, crollato in gran parte durante il terremoto. È previsto l’uso di scale mobili, quasi certamente i vigili si caleranno dall’alto. L’operazione avverrà con la collaborazione di una squadra di esperti del ministero per i Beni e le Attività culturali: uno storico dell’arte, un architetto, un tecnico, che però non potranno entrare per la pericolosità dei luoghi. I carabinieri del comando per la tutela dei beni culturali presidieranno l’area. L’indicazione è venuta dai vertici del ministero, in accordo col ministro Dario Franceschini, quindi dal segretariato generale retto da Antonella Recchia, col coordinamento della storica dell’arte Daniela Porro, che guida l’unità di crisi regionale del Lazio.

Il recupero delle opere del museo è straordinariamente significativa per Amatrice. Lì è conservata la tavola «Madonna con Bambino e S. Giovannino» proprio di Cola Filotesio, considerato il massimo artista della storia di Amatrice. La tavola è firmata e datata in alto a destra, Cola Phijlostesios MDXXVII, dunque 1527. Cola Filotesio, nato ad Amatrice nel 1480 circa e morto ad Ascoli Piceno dopo il 1547, era noto come Cola dell’Amatrice: fu pittore, architetto e scultore, entrò in contatto con Bramante e Raffaello. Una vera gloria locale.

Nel museo è conservato anche il reliquiario della Madonna di Filetta, devozione che risale al 1472: la reliquia vera e propria, un piccolo cammeo denso di significati per la gente di Amatrice, è stato ritrovato proprio ieri nella chiesa semidistrutta di Sant’Agostino dai vigili del fuoco e dallo stesso parroco don Savino, che si è unito alla squadra. Nel museo sono conservate anche le croci processionali di Pinaco-Arafranca e Preta, realizzate nel XV secolo dall’orafo Pietro Paolo Vannini. Il museo ha perso nel terremoto Floriana Svizzeretto, 59 anni, apprezzata studiosa del Rinascimento veneziano, creatrice e per lunghi anni curatrice della struttura culturale: è stata ritrovata giorni fa morta tra le macerie della sua casa ad Amatrice. L’archivio dell’Ufficio del Catalogo della Soprintendenza del Lazio, conservato a palazzo Venezia, raccoglie centinaia di sue schede dedicate a beni dell’area interessata dal terremoto.

Il ministero ha avviato già un primo vasto rilevamento dei danni. Aveva già calcolato, nei giorni scorsi, in 293 i beni di interesse culturale, civili e religiosi, lesionati nelle varie aree del terremoto di cui una cinquantina crollati: gravissimi danni strutturali hanno riportato le due principali chiese di Amatrice, le basiliche di Sant’Agostino e San Francesco, gravemente danneggiate la porta Romana e la porta Ascolana, distrutto l’arco di San Francesco, crollati anche l’archivio comunale, la chiesa del Crocifisso, la biblioteca comunale.

Il personale del ministero per i Beni e le Attività culturali si attiene alla recente direttiva del 23 aprile 2015 sulle «Procedure per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze derivanti da calamità naturali». Uno strumento dettagliatissimo sull’organizzazione delle squadre operative: essenziali sono le «schede di rilievo», destinate al personale incaricato di una prima ispezione dei danni. Servono a registrare crolli, distruzioni, danneggiamenti sia delle strutture architettoniche (quindi inclusi gli affreschi) che delle opere d’arte mobili: tele dipinte, pale su legno, arredi. Questo nel caso di beni legati al culto. Lo stesso per gli edifici civili: musei, biblioteche, archivi. La scheda sarà indispensabile in seguito non solo per progettare un restauro ma anche per rintracciare le opere destinate a un ricovero per il futuro restauro: con ogni probabilità la «clinica specializzata» verrà organizzata a Rieti. Nei prossimi giorni un’altra indispensabile operazione sarà la copertura delle macerie per evitare che le imminenti piogge possano ulteriormente distruggere, per esempio, pezzi di affreschi caduti e pietre originali che potrebbero essere utilizzati per un futuro ripristino.

L’attivissima arcidiocesi di Camerino, guidata dall’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, ha già compiuto un primo censimento dei danni, come ha dichiarato Luca Maria Cristini, direttore dell’ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici: «Per fortuna le opere di miglioramento eseguite con criteri aggiornati al 1998 ha scongiurato crolli maggiori, tuttavia gran parte delle 486 chiese dell’arcidiocesi risultano danneggiate anche solo negli apparati decorativi, l’opera di riparazione del sisma 1997 non era stata ancora completata» .



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