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«Pronti a metterli agli Uffizi» (nel triangolo Firenze-Roma)
Mauro Bonciani
Corriere fiorentino 11/10/2016

È rimasta la sola società del ministero dei beni culturali, dopo aver inglobato Arcus, impiega 850 persone in tutta Italia ed ha chiuso il 2015 con un utile di 2,4 milioni di euro. Ed è la candidata numero uno per assumere i lavoratori in uscita dal Maggio musicale per ricollocarli agli Uffizi. È Ales, la spa che già impiega 40 dei 42 lavoratori licenziati dalla fondazione lirico sinfonica a metà del 2015, come spiega il suo direttore del personale, Giovanni Iannelli.

«Credo che in questo anno e mezzo si sia fatto un buon lavoro — afferma Iannelli — e oggi, tutti su Firenze, abbiamo assunto a tempo indeterminato 40 lavoratori ex Maggio musicale, impiegati agli Uffizi, alla Biblioteca nazionale, al Polo museale toscano e alla soprintendenza a Palazzo Pitti. Si tratta di qualche amministrativo, tecnici, ex maschere, che dopo un breve corso di formazione hanno i loro nuovi incarichi, la maggior parte appunto agli Uffizi». Alla Nazionale sono approdati in cinque o sei, due a Pitti, tre al Polo museale, in una vicenda che ha visto anche i ricorsi contro i licenziamenti e lo scorso aprile 4 lavoratori avere avuto ragione da parte del Tribunale del lavoro ed il reintegro per «l’assenza di oggettività» dei criteri con cui sono state scelte rispetto agli altri colleghi o in caso di scelta di non reintegro di 15 mensilità, pronunciamento contro il quale il Maggio ha annunciato che farà appello.

Ales non entra nel merito, ma Iannelli sottolinea che «solo due lavoratori hanno optato per il reintegro, gli altri sono rimasti da noi, segno credo del buon lavoro fatto» e sui salari più bassi rispetto a quelli del Maggio aggiunge: «È vero che adesso quei lavoratori percepiscono salari un poco inferiori, ma evidentemente se hanno deciso di restare con noi significa che contano anche le prospettive. Ales è una società sana, in utile, che sta acquisendo nuove commesse, come l’ultima per la gestione degli spazi delle Scuderie del Quirinale, con prospettive importanti dato che è la principale azienda italiana del settore dei beni culturali. Noi ci occupiamo dei servizi, l’ex Arcus dell’Art Bonus. E questo ha pesato nella scelta dei lavoratori anche se hanno dovuto rinunciare a qualcosa dal punto di vista economico per guadagnare in sicurezza».

Prospettive che si aprono anche per i nuovi 26 esuberi del Maggio, come spiega Iannelli. «A giorni firmeremo una nuova convezione con gli Uffizi per servizi di sorveglianza delle sale e assumeremo 25-30 persone, tutti con contratti full time proprio per rispondere a questa esigenza. E ci sono le condizioni tecniche perché questi lavoratori siano quelli che escono dal Maggio, senza alcun “spargimento di sangue”, per incastrare le esigenze dei vari soggetti con soddisfazione di tutti. Con un po’ di buona volontà — sottolinea il dirigente — si potrà arrivare bene e velocemente a ricollocare queste persone, alcune delle quali miglioreranno la propria condizione passando dal part time di oggi al full time con noi, accogliendo le richieste della Galleria diretta da Eike Schmidt, che ha perso alcuni addetti per la mobilità interna al ministero dei Beni culturali, persone che hanno scelto altri luoghi di lavoro a Firenze o fuori dal capoluogo di regione. Con questa operazione si garantisce anche il futuro dei tanti che lavorano al Maggio».

La convenzione in arrivo a brevissimo con gli Uffizi riguarda la sorveglianza delle sale e l’accoglienza delle persone e non richiede personale con ruoli specializzati o formazione lunga e l’obiettivo di Ales è renderla operativa entro poche settimane per evitare problemi alla Galleria, garantendo i servizi. Ales ha un dirigente che si occupa a Firenze della gestione dei servizi e delle commesse (agli Uffizi c’è anche quella per la manutenzione ordinaria) mentre la sede dirigenziale è a Roma e presto potrebbe ampliare i luoghi dove ci sono suoi addetti, come accade alla Nazionale e a Palazzo Pitti. I tempi per il passaggio dei dipendenti sono stretti, ma Ales aggiunge di aver già parlato con i vertici del Maggio e conferma che la possibilità di soddisfare così la nuova convenzione con la Galleria è concreta.



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