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NAPOLI-Pronto un dossier per Franceschini: bunker di cemento, fossi, vegetazione a pezzi, statue divelte e cantieri del metrò ormai fermi per mancanza di soldi
Espedito Vitolo
Corriere del Mezzogionro-Napoli, 13/10/2016

«La Villa Reale è situata, relativamente alla Riviera di Chiaia, come il Giardino delle Tuileries rispetto alla strada di Rivoli. Soltanto, invece della Senna è il Mediterraneo, invece del quai d’Orsay è l’estensione, è lo spazio, è l’infinito. La Villa Reale è senza dubbio la più bella e soprattutto la più aristocratica passeggiata al mondo». ( A. Dumas )
Si può dire “c’era una volta”. Oggi quella che era la Real passeggiata è ridotta a un cumulo di terra smossa, buche piene d’acqua, pozze di cemento e bunker per ascensori. E oltretutto i cantieri della metropolitana Linea 6 che l’hanno ridotta così, sono fermi per mancanza di soldi. Per non parlare della Cassa armonica di Errico Alvino, che ai tempi di Dumas ancora non era stata costruita, ma che da fine Ottocento in poi ha rappresentato una delle opere Liberty più apprezzate d’Italia. Insomma Napoli ha perso uno dei siti più belli e molti cittadini non vogliono restare a guardare stando zitti. Il 15 e il 22 ottobre 2016 dalle ore 10 alle 18, presso piazza Santa Caterina a Napoli, le associazioni Progetto Napoli, CambiaMò, Cittadinanza Attiva, Assoutenti, in collaborazione con il Fai Campania, organizzano una raccolta di firme a supporto di una petizione che sarà presentata al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e all’Unesco, in difesa della Villa Comunale di Napoli.
Lo scopo della petizione è portare all’attenzione delle istituzioni nazionali e internazionali lo stato di totale degrado in cui versa la Villa Comunale di Napoli e tutti i beni, culturali, artistici, architettonici e botanici in essa contenuti, al fine di ottenere in tempi brevi, il ripristino dello status quo ante dei suddetti beni perché i cittadini possano tornare a fruire di un patrimonio che appartiene alla città di Napoli e a tutta la Nazione. I lavori programmati al fine di adeguare la Villa alle strutture di mobilità in costruzione e l’incuria hanno ridotto, quello che deve essere considerato un vero e proprio monumento cittadino, in uno stato di desolazione totale. La petizione che sarà presentata dalle associazioni richiede in particolare interventi immediati su:
- la Cassa armonica di Enrico Alvino ridotta a un gazebo e privata dei vetri bicolore che ne ornavano la corolla nel rispetto del codice Urbani;
- il restauro e il riposizionamento della Statua di Apollo e del sedile di Piperno;
- il restauro della Casina pompeiana;
- l’eliminazione della cabina ascensore per i diversamente abili, posta all’interno della Villa che ne deturpa il paesaggio in presenza di rampe di accesso alla Villa espressamente concepute per i diversamente abili , site in corrispondenza dell’ingresso di San Pasquale;
- il ripristino del verde e la salvaguardia delle rarità botaniche;
- la chiusura dei cantieri per i pozzi di aereazione, il ripristino del viale settecentesco e l’impianto ottocentesco della Villa, la sostituzione dei materiali usati per il calpestio e la manutenzione delle fontanelle;
- lo spostamento della pista ciclabile dall’attuale posizione al marciapiede antistante la Villa;
- l’eliminazione del cordolo che la delimita;
- l’eliminazione dei baffi alla scogliera come richiesto dalla Soprintendenza;
- il controllo sull’operazione “Monumentando” e sui termini di riconsegna dei monumenti sottoposti a restauro.



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