LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

TORINO - Asproni, presidente di Torino Musei: "Il Comune dica i suoi piani: io resto o lascio sulla base di quello"
di FEDERICA CRAVERO
17 ottobre 2016 LA REPUBBLICA



La presidente di Torino musei e la polemica per la mostra di Manet sfumata


Asproni, presidente di Torino Musei: "Il Comune dica i suoi piani: io resto o lascio sulla base di quello"
Patrizia Asproni, presiede la Fondazione Torino Musei
"Mi sarei aspettata almeno una telefonata, invece vengono chieste le mie dimissioni con un comunicato stampa. Citando Dante mi vien da dire “e ‘l modo ancor m’offende". Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei, non ci sta ad essere messa sotto attacco nella querelle sull’organizzazione della mostra su Manet. "Vorrei mettere le cose nell’ordine giusto — scandisce — è il Comune che deve dirmi quali sono i piani che ha per la cultura e sono io che devo decidere se restare o meno nel posto che occupo, non il contrario. La sindaca non ha alcun potere per chiedere la mia testa, c’è un consiglio di amministrazione che eventualmente si deve pronunciare, ma dubito che farà mai una scelta del genere visto che abbiamo sempre lavorato con la massima sintonia. Torino Musei è un ente autonomo e questa è una garanzia nei confronti dei cittadini, di equidistanza. Peraltro all’interno del cda è ancora vuoto il seggio che è stato di Maurizio Braccialarghe e che non è mai stato sostituito".
Dunque rivendica la sua poltrona?
"Più che una poltrona è una sedia, nemmeno troppo comoda. Io sono un manager prestato al servizio civile. Svolgo il mio incarico gratuitamente, ricevendo solo un rimborso spese. Non sono un dipendente pubblico e di quello che faccio rispondo attraverso i risultati: i musei funzionano, i bilanci sono in pareggio, gli albergatori sono contenti, i turisti sono in crescita. E se devo dirla tutta, dal Comune aspettiamo ancora 1 milione di finanziamenti per il 2015 e 6,8 milioni per il 2016 che non sono mai arrivati e ci sono gli stipendi di 180 dipendenti da coprire".
È evidente che lei non è un personaggio gradito alla nuova amministrazione comunale. Questa è la seconda volta che la sindaca afferma che è venuto a mancare il rapporto di fiducia.
"Ed è una cosa che non apprezzo affatto, anche per la mia reputazione".
Anche quando Appendino era consigliera di minoranza in Sala Rossa, tuttavia, non le ha risparmiato varie critiche. Sarà perché rappresenta quel “sistema” che il Movimento 5 Stelle si è sempre prefissato di scardinare?
"Sarà, anche se del “sistema Torino” non sento di far parte perché, banalmente, non sono nemmeno di Torino. Sono stata proposta da Piero Fassino per le mie competenze, non ci conoscevamo prima. Naturalmente avrei voluto confrontarmi con la sindaca, ma non c’è mai stata occasione. Avrei voluto parlare degli input contrastanti che colgo: in campagna elettorale si era detto che le mostre blockbuster non erano di interesse per la città, adesso mi viene rinfacciato di non aver saputo trattenere una mostra blockbuster".
Nessun contatto in questi mesi?
"Io le ho scritto diverse volte, a partire dalla lettera istituzionale per congratularmi del suo incarico, un gesto di fair play. Poi le ho inviato alcune mail per chiederle un appuntamento. Solo di recente ho ricevuto la telefonata della segreteria che mi annunciava un incontro il 24 ottobre".
Nonostante il gran dibattito che è nato in questi giorni non avete anticipato il colloquio? Nessuno in Comune le ha chiesto di persona se questa mostra si farà?
"Nessuno mi ha contattata e adesso aspetto la data del 24 ottobre. Sarebbe bastata una telefonata per risolvere tutto e per capire che cosa c’è di vero in tutta la questione: avrei detto che ancora non c’è nulla di certo".
Dunque c’è ancora la possibilità di avere a Torino la mostra di Manet?
"Certamente. Abbiamo un grande museo come la Gam a cui non sarebbero certo negati i prestiti delle opere. L’unico problema che pongo è quello del budget da investire e degli sponsor che si devono attrarre".
Non è stato perso tempo prezioso in questi mesi?
"Il tempo c’è, trattandosi del prossimo autunno. Quello che invece è venuto a mancare è un sistema che coordini tutte le azioni: se si vuole scardinare un sistema, occorre proporne un altro".
Lei e Francesca Leon, che prima di fare l’assessore curava la tessera musei, vi conoscete bene dal punto di vista personale. Non è un po’ assurdo che non vi siate mai parlate in via istituzionale?
"Sono d’accordo, è un atteggiamento che mi ha stupito. Ho pensato che fosse difficile per lei salire su un treno in corsa come quello della cultura e che avesse bisogno di tempo. Ma adesso mi chiedo, quanto tempo?".
Cosa devono pensare però i cittadini, ma anche gli sponsor o gli organizzatori di eventi, di vertici che si parlano attraverso
i giornali e non tra di loro? Che impressione si dà della città?
"Sono molto rammaricata di quello che sta accadendo perché non fa bene a Torino, non ci voleva. Era stato fatto un bel lavoro per dare un’immagine positiva della città ma dopo il duro colpo del Salone del libro, tutto ora rischia di essere visto come un altro smacco. Mi auguro invece che non tutto quello che è stato costruito in passato venga buttato via".



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news