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AMATRICE- I Monuments Men di Amatrice: “Così salviamo le opere d’arte”
Letizia Tortello
La Stampa, 21/10/2016

Prima missione dei Caschi blu Unesco nei territori colpiti dal terremoto. Il generale: la gente ha perso tutto come in guerra, tuteliamo i loro ricordi
Amatrice, nella frazione di Retrosi, sono state recuperate 125 opere tra cui una pala d’altare di Luigi Cherubini



La prima missione dei Caschi blu della cultura è tra le macerie dei paesi colpiti dal terremoto. Si sono addestrati per salvare i tesori dell’arte nelle aree di guerra, pronti a partire in qualsiasi momento, per recuperare capolavori, come i «monuments men» del celebre film di George Clooney.

Ma il primo compito affidato alla task force U4H (Unite for Heritage) dell’Unesco, nata per combattere la distruzione dei patrimoni dell'umanità minacciati dai conflitti, non è in Siria, non è tra quel che è rimasto di Palmira. È in casa nostra, nei paesi del sisma: nello scrigno zeppo di tesori che è Amatrice, poi ad Accumuli. E nelle loro minuscole frazioni, ricche di chiese e ricche di storia artistica, anche antica, rimasta in molti casi il simbolo di una comunità ferita, ma unita.

Dal 24 agosto, i nostri monuments men con il caschetto blu sono partiti per i Comuni del Rietino, per mettere in salvo l’arte di musei, cappelle e santuari. Il gruppo di esperti è formato da 60 uomini, metà carabinieri scelti dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, metà personale del Mibact (architetti, archeologi, restauratori, conservatori e storici dell’arte). I Caschi blu della cultura sono stati creati a febbraio, grazie a un protocollo siglato dal governo con l’Unesco. L’Italia è la prima al mondo ad aver inaugurato questo nucleo, che si ispira ai monuments men della II Guerra Mondiale, gli uomini che misero in salvo inestimabili opere prese dai nazisti.

In tutto, ad Amatrice e dintorni, hanno recuperato 900 pezzi assicurati ai depositi del ministero. Beni trasportati poi «nella Scuola del corpo forestale dello Stato di Cittaducale, Rieti, dove verranno restaurati, in attesa di tornare a casa», spiega il generale Fabrizio Parrulli, comandante del reparto Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma. Fino a 10 giorni fa, la task force era presente, giorno e notte, nelle zone devastate dal sisma. Ora, l'emergenza è finita, «facciamo su e giù da Roma». Tra loro, in passato, c’è chi è stato in Afghanistan, chi in Nepal, a caccia di beni antichissimi. Oggi, sarebbero pronti per partire «in qualunque momento» alla volta di una missione internazionale, laddove l’Unesco lo riterrà necessario. «L’Italia ha fatto da apripista - precisa Vincenza Lomonaco, rappresentante permanente d’Italia all’agenzia Onu di Parigi -. Altri Paesi, dalla Germania alla Russia, ad Austria, Ungheria, Spagna e Francia, hanno intenzione di aderire alla task force».



I tesori messi in salvo

Ma cosa hanno recuperato i monuments men? Oggetti preziosi e statue recenti: in frazione Retrosi di Amatrice, tra i 125 beni salvati, c’è una pala d’altare di Luigi Cherubini, firmata e datata 1889, raffigurante una Madonna con san Clemente e sant’Antonio da Padova, un quadro del 1700 con San Giuseppe da Leonessa, nato a Leonessa e morto ad Amatrice, un bambinello di un presepe di fine ’800 e molti arredi liturgici, tra cui patene del ’700 di grande valore, rimosse dagli armadi della sagrestia pericolante. E poi, reliquiari rari, un tabernacolo della fine del XIX secolo in argento dorato, un’intera stazione della Via Crucis in terracotta e legno, una Madonna lignea dietro a cui il paese si riuniva in processione. Molte opere, piccole e grandi, anche nelle frazioni di Torrita, Cossito e Collegentilesco di Amatrice.

Ma cosa c’entra la missione nei luoghi del terremoto ad esempio con Palmira, la Siria, la guerra all’Isis? Il generale Parrulli spiega il link: «I miei uomini sono addestrati per tutte le situazioni di crisi. La gente che già ha perso tutto, anche in un terremoto, non si deve sentire spogliata dei propri ricordi, che spesso restano l’unico elemento identificativo di una comunità». Quella speranza, anche votiva, della ricostruzione.



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