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BOLOGNA - Riemerge una necropoli romana a Porta San Donato
18 novembre 2016, LA REPUBBLICA



SE in epoca medievale l'area di Porta San Donato era un quartiere periferico di artigiani, si scopre ora che in epoca romana, intorno al I secolo d.C., questa era una delle vie d'uscita dalla città verso la campagna e qui si trovava un piccolo insediamento rurale. Lo raccontano gli ultimi scavi condotti dalla Soprintendenza per i beni archeologici nel cantiere aperto da Tper per realizzare una stazione elettrica che alimenti la linea del Crealis.

«Siamo andati in profondità, oltre alle tracce di edifici medievali, per arrivare ad una stratificazione di epoca romana in cui si leggono tracce di vita dell'epoca, testimoniate da un piccolo sepolcreto, con tre tombe ad incinerazione, probabilmente legate ad un edificio rurale», spiega Renata Curina, responsabile dell'Ufficio Tutela della Soprintendenza. Due delle sepolture sono in buone condizioni, la terza invece è stata danneggiata dal sistema di canali che furono costruiti tra il IX secolo e il XIII d.C., tra l'Alto Medio Evo e il Medio Evo, per bonificare l'area. Un reticolo di condotti, rinvenuti appena sopra la stratificazione di epoca romana. «I reperti delle tombe appartengono a corredi standard e ciò fa pensare che non si tratti di persone di ceto elevato – prosegue Curina – ma confermano alcuni riti di vita quotidiana. Il defunto veniva cremato sulla fossa, e questo si evince dal resto delle ceneri sparso sul fondo, e in certi periodi dell'anno gli si rendeva omaggio portandogli alimenti e bevande. E questo è testimoniato da due mezze anfore che, tra le altre cose, conservano resti di volatili».

Ci sono poi altri dettagli che arricchiscono il quadro agli occhi degli archeologi. Ad esempio probabilmente sopra alle tombe dovevano esserci dei monumenti, una piccola ara o una stele, perché si sono trovate tracce delle basi. Inoltre si può pensare che il piccolo cimitero fosse legato ad un edificio rurale perché si sono trovate tracce di intonaco, anfore e mortai.

«Anche se i reperti non sono preziosi, per noi sono importanti perché confermano la presenza romana in questa zona e testimoniano come via Zamboni corrisponda all'antico carrobbio orientale che collegava il centro al territorio esterno: in un viottolo si vedono benissimo i solchi lasciati dai carri. Significa che la centuriazione arrivava quasi ai margini della città e il territorio era ben strutturato».

(p.n.)




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