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Così il Colosseo deve combattere il suo Vietnam
Maria Rosaria Spadaccino
Corriere della Sera - Roma 23/11/2016

Chiuso a sorpresa ieri per il presidente del Paese asiatico. Turisti increduli: nessuno li ha avvisati

Ieri il Colosseo ha sbarrato le sue porte. Il monumento è stato chiuso due ore prima del dovuto, alle 14.30, anche se l’ultimo ingresso consentito è alle 15.30: diciamo che ieri si è persa la fascia di visita pomeridiana. Il motivo è stata la visita del presidente del Vietnam Tran Dai Quang, in Italia per rinsaldare le relazioni politiche ed economiche (oggi incontra il premier Renzi). Il premier socialista e la sua folta delegazione sono arrivati all’ingresso laterale alle 16.15, quindi solo un quarto d’ora prima della chiusura regolare. La decisione di bloccare l’accesso sarebbe arrivata dal governo che attraverso la prefettura avrebbe sollecitato la questura. Poco più di un anno fa la chiusura del Colosseo di due ore e mezza per un’assemblea sindacale scatenò l’ira del premier e del ministro Franceschini.

Chiuso. Alle 14.30 invece che alle 16.30 come da orario invernale. Ieri il Colosseo ha sbarrato le sue porte ai turisti che volevano visitarlo nel pomeriggio. «Ma io ho prenotato, perché nessuno mi ha avvertito?», domanda un uomo che dopo essere stato respinto all’ingresso, arrabbiato telefona alla nostra redazione. «Alla biglietteria mi hanno risposto solo “Ci dispiace oggi è così», si sfoga il lettore.

Effettivamente il monumento è stato chiuso due ore prima del dovuto, anche se l’ultimo ingresso consentito è alle 15.30, diciamo che ieri si è persa la fascia di visita pomeridiana al monumento.

Il motivo? La visita del presidente del Vietnam Tran Dai Quang, in Italia per rinsaldare le relazione politiche ed economiche (oggi incontra il premieri Renzi).

Il premier socialista e la sua folta delegazione sono arrivati all’ingresso laterale alle 16.15, quindi solo 15 minuti prima della chiusura effettiva dell’anfiteatro Flavio, attesi all’ingresso sono stati accompagnati nella visita.

Certo sorgono un paio di domande. La prima: non si poteva avvertire i tour operator e i visitatori, almeno quelli con prenotazione della chiusura anticipata? La seconda: come in altri casi di visite «importanti» non si poteva trovare altra soluzione, piuttosto che quella più semplice di far pagare i disagi ai visitatori?

La decisione della chiusura sarebbe arrivata dal governo che attraverso la prefettura avrebbe sollecitato la questura di Roma.

A questo punto non possiamo non ricordare, poco più di un anno fa, che la chiusura del Colosseo di circa due ore e mezza per una regolare ed autorizzata assemblea sindacale scatenò l’ira del premier Matteo Renzi e del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Tanto che il governo riunito d’urgenza emanò un decreto che dichiarava la cultura «servizio pubblico essenziale». Per non parlare di una festa che all’inizio di luglio ha chiuso al pubblico il Colosseo per oltre due ore. L’evento era dedicato a uno sponsor che aveva curato il monumento. Ma anche quella volta, come ieri, hanno pagato i visitatori, rimasti fuori.



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