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Napoli. Pienone di turisti, ma il centro storico dopo il week end è una discarica
Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno 29/11/2016

Lo scenario è da The day after ai decumani e via Toledo. Attraversare via dei Tribunali e San Biagio dei Librai la notte dopo il benaugurante «avvento» della fiumana turistica del primo weekend di Natale accende la macchina del tempo e catapulta Napoli nei giorni bui dell’emergenza rifiuti. Uno choc per gli abitanti. Il basolato lavico è un tappeto a pois di cartacce e tovaglioli perché, si sa, in queste strade trionfa lo street food. Se scansi una busta col destro, è certo che becchi una carta col sinistro. Da una parte montagne di sacchetti, dall’altra cartoni impilati e barattoli di pomodori che hanno deliziato i palati dei visitatori in fila per tutto il giorno. I materiali ci sono tutti: dall’organico al metallo. I cestini sono stracolmi già alle undici del mattino e per arrivare a sera alcuni rivenditori hanno aggiunto bustoni sistemati alla men peggio. Sacchi dell’Asìa fermati con lo scotch alla prima sporgenza utile. E non è ancora dicembre. La bellezza di giorno non può far rima con monnezza di notte. I cittadini e i commercianti lamentano l’assenza di un piano per un’emergenza che di fatto emergenza non è, visto che il boom di turisti è un dato acclarato e in crescita.

Lo scenario è da The day after ai decumani e via Toledo. Attraversare via dei Tribunali e San Biagio dei Librai la notte dopo il benaugurante «avvento» della fiumana turistica del primo weekend di Natale accende la macchina del tempo e catapulta Napoli nei giorni bui dell’emergenza rifiuti. Uno choc per gli abitanti. Il basolato lavico è un tappeto a pois di cartacce e tovaglioli perché, si sa, in queste strade trionfa lo street food. Se scansi una busta col destro, è certo che becchi una carta col sinistro. Da una parte montagne di sacchetti, dall’altra cartoni impilati e barattoli di pomodori che hanno deliziato i palati dei visitatori in fila per tutto il giorno. I materiali ci sono tutti: dall’organico al metallo. I cestini sono stracolmi già alle undici del mattino e per arrivare a sera alcuni rivenditori hanno aggiunto bustoni sistemati alla men peggio. Sacchi dell’Asìa fermati con lo scotch alla prima sporgenza utile. E non è ancora dicembre. La bellezza di giorno non può far rima con monnezza di notte.

I cittadini e i commercianti lamentano l’assenza di un piano per un’emergenza che di fatto emergenza non è, visto che il boom di turisti (per fortuna) è un dato acclarato e in crescita, e il Natale arriva tutti gli anni a dicembre.

Eddy Colonnese, con le sue due librerie, una in via San Pietro a Majella e l’altra recentissima proprio in via San Biagio, ha un osservatorio privilegiato dall’inizio alla fine dei decumani. «È necessaria una soluzione urgente. Innanzitutto - dice - bisogna anticipare lo spazzamento e prelevamento. Non è possibile che alle dieci del mattino, di fronte al Conservatorio ci siano ancora i rifiuti della notte. Vista la grandiosa affluenza, che cosa si aspetta a riorganizzare i turni di raccolta, anticipandola e potenziandola per avere almeno alle otto una città decorosa? A Parigi, capitale da sempre abituata ai turisti, gli spazzini passano quattro volte al giorno e sempre dopo la chiusura dei mercati cosicché già alle 15 è tutto lindo e pulito. Perché i mezzi dell’Asìa che vedo spesso in piazza Dante non passano anche nel centro storico dove c’è la vera emergenza? Viviamo un momento turistico straordinario con un indotto economico notevole, per questo chiediamo una riorganizzazione della macchina della raccolta da oggi fino a dicembre».

Carte, bottiglie e barattoli assediano anche la Scarabattola dei fratelli Scuotto, gli innovatori dell’iconografia dei pastori che per il loro ventennale hanno rinunciato alle trasferte all’estero (l’anno scorso hanno realizzato un presepe nella cattedrale di New York) per un Natale stanziale a favore dei turisti: «L’altro giorno è venuto a trovarci il console americano - dice Raffaele Scuotto - e ospiti dalla Lituania all’Austria. Per fortuna mia moglie al mattino pulisce l’ingresso della bottega e libera le fioriere da bottiglie e rifiuti vari. Noi facciamo la nostra parte, il problema è che il Comune naviga a vista mentre in questa materia complessa è necessario fare programmazione. Certo il sindaco gira di notte in città e gli diamo plauso di questo, ma oltre a osservare deve anche intervenire per tempo. Non mi piace la propaganda: venite vi diamo tutto gratis. Si fa presto a dire che il turismo è il volano del lavoro, ma non si può delegare tutto ai privati. Infine una domanda: i vigili si comportano come se non avessero delega anche al decoro urbano. Non vedono la merce di tanti che invade disordinatamente i vicoli e ostacola anche la pulizia? C’è un confine preciso tra folklore e disordine».

La forza del Natale napoletano, i decumani, sono anche la sua fragilità. Per intervenire non aspetteremo mica la vigilia?



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