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Verona. Arsenale, scattano le ore decisive. Ok entro domani o salta il project
Lillo Aldegheri
Corriere del Veneto - Verona 29/11/2016

Slittano a dopo il referendum le altre «partite» del mandato Tosi: Variante 23, Filobus e Traforo

VERONA. Priorità assoluta all’Arsenale. Poi, eventualmente, il resto. A Palazzo Barbieri si cerca di uscire dal «grande imbuto» di fine anno, con quattro temi (fondamentali per l’intero decennio amministrativo di Flavio Tosi) arrivati contemporaneamente al «vedo». Parliamo del restauro dell’Arsenale, della Variante urbanistica su Verona Sud, Torricelle e centro storico, del filobus e del Traforo. Entro domani occorre decidere qualcosa di «ufficiale» sull’ex Arsenale di Borgo Trento: in caso contrario, come ha fatto presente l’azienda Italiana Costruzioni, rischia di saltare l’intera proposta di restauro in project financing.

Ieri, in commissione, è iniziata la discussione, che proseguirà anche oggi, per arrivare oggi stesso, in serata, all’esame dell’aula (che proseguirà anche domani). Si partirà dalla variazione di bilancio (via 11 milioni di opere pubbliche, per trovare i 14,8 milioni necessari a finanziare il 30 per cento di spesa a carico del Comune) per passare,poi, alla parte urbanistica. Si riuscirà a votare entro la mezzanotte di domani? A cercare d’impedirlo saranno le opposizioni: tutto il Pd è contrario, così come i 5 Stelle, Battiti, Fratelli d’Italia, la Lega Nord e la Lista Zaia. Contrario anche il Comitato Arsenale il cui leader, Italo Monaco, ha parlato ieri in commissione e intende tornare a farlo anche oggi. Più che probabile, poi, l’ostruzionismo in aula, con il Sì e il No convinti entrambi di poter vincere il braccio di ferro. A far sorgere dubbi sulla realizzabilità del progetto, oltre allo scontro politico durissimo in atto, c’è anche la questione della bonifica del terreno. Nel sottosuolo sono state trovate sostanze inquinanti: il costo della… ripulitura va addebitato all’impresa e se quel costo fosse eccessivo (dipende da cosa si troverà, scavando) l’intero Piano Finanziario rischia di non essere più in equilibrio. E il Responsabile Unico del Progetto, l’ingegner Luciano Ortolani, non ha potuto far altro, ieri, che allargare le braccia e dire: «Speriamo non sia un altro Gasometro». Al parcheggio dell’ex Gasometro, ricordiamo, la bonifica del sottosuolo è andata avanti per vent’anni e non è ancora definitivamente terminata.

Secondo tema finito nel «grande imbuto» di queste ore, la Variante urbanistica 23. Che ieri è stata «licenziata» dalla commissione urbanistica (6 sì, 4 no, astensione del presidente Ciro Maschio) e che sarà messa subito all’ordine del giorno del consiglio, ma che, al momento, sembra destinata a fermarsi lì, con discussione e voto probabilmente destinati a slittare.

Sugli altri due grandi temi, aria di nervosissima attesa. Il filobus dovrebbe veder partire i lavori, in Borgo Roma, entro pochi giorni. Per il Traforo non risulta ancora pervenuta la risposta di Abertis sull’eventuale interessamento della multinazionale spagnola a realizzare l’opera, entrando a far parte dell’Associazione d’Imprese e sostituendo così la Mantovani spa, che ha da tempo deciso di rinunciare. In particolare, sotto la lente d’ingrandimento di Abertis ci sarebbe il Piano Economico Finanziario e la sua «quadratura»: i costi del progetto sono già stati ridotti all’osso e sembra difficile tagliarli ulteriormente; sul fronte delle entrate, le proiezioni sul traffico segnalano una diminuzione dei transiti ipotizzabili nel percorso Poiano-Ca’ di Cozzi, mentre ulteriori aumenti dei pedaggi non sembrano facilmente accettabili da parte di Palazzo Barbieri. Tutte cifre già note da tempo, ma con cui adesso si trovano a fare i conti per la prima volta i big di Abertis: e proprio questo è probabilmente il motivo del ritardo nella risposta alle ripetute sollecitazioni del sindaco.

Tornando all’imbuto, la previsione prevalente è che il destino dell’Arsenale sarà deciso domani notte, mentre degli altri tre temi (come di molte altre questioni) si riparlerà dopo il referendum.



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