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FIRENZE-Uffizi, l’ultima visita al Vasariano prima della rivoluzione
Mauro Bonciani
Corriere Fiorentino, 01/12/2016

Il Corridoio riaprirà tra due anni per consentire i lavori di ammodernamento e messa in sicurezza. Addio all’infilata di circa 700 opere e oltre 400 autoritratti



Sono le 18, l’ultimo gruppo ha finito la visita. Il Corridoio Vasariano chiude e riaprirà tra due anni senza l’immagine cara ai fiorentini e agli stranieri, quei 500 metri di volti che ti guardano, affollati, ti osservano dal loro tempo, mentre fuori scorre il panorama di Firenze. Chiude — «temporaneamente», sottolinea il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt — il Corridoio realizzato a tempi di record da Giorgio Vasari e aperto al pubblico, sempre con limitazioni, dalla metà dell’Ottocento, mentre il primo allestimento di ritratti risale al 1784.


L’altoparlante ha appena avvisato che la Galleria chiude e nel silenzio inizia l’ultimo viaggio nella celebre sfilata di autoritratti, ma anche di quadri Seicenteschi e Settecenteschi e di miniature e ritrattini, che porta fino a Palazzo Pitti scavalcando l’Arno su Ponte Vecchio. Ma inizia anche il primo viaggio nel futuro del Corridoio e della collezione degli autoritratti, già ideato da Schmidt e dai suoi collaboratori e che si concretizzerà con una corsa contro il tempo.


Al Corridore si arriva scendendo uno scalone monumentale dal piano nobile e il doppio percorso tra passato e futuro parte in una sala che fa da «anticamera». «Questo 30 novembre sarebbe dovuto arrivare molto prima — premette Schmidt — perché la legge sulle uscite di sicurezza che è alla base della chiusura temporanea del Corridoio è del 1991... O si chiude oggi o non si chiude mai più. I progetti del nuovo allestimento ci sono, anche se decideremo i dettagli nelle ultime settimane, facendo come nella prova generale di un’opera teatrale che è sempre decisiva per apportare miglioramenti. Qui sono esposte circa 700 opere e oltre 400 autoritratti e il mio obiettivo è inaugurare il nuovo allestimento degli autoritratti, 300, tutti di grande qualità ed importanza, per il compleanno del cardinale Leopoldo de’ Medici, che dette il via alla collezione, cioè il 6 novembre 2017. E aprire il Vasariano nel 2018».


La prima uscita di sicurezza sarà realizzata proprio all’inizio del percorso, assieme ad un ascensore che permetterà ai disabili di accedervi, sfruttando una scala che già esiste e porta ad un cortile interno degli Uffizi. «Nella sala sarà commemorata la ferita al cuore di Firenze, e non solo, inferta dall’attentato dei Georgofili nel 1993 — spiega il direttore — dialogherà con lo spazio per ricordare la notte tra il 3 e 4 agosto 1944 e la distruzione dei ponti di Firenze che si troverà dall’altra parte dell’Arno, accanto alla torre dei Mannelli, lì dove i partigiani salirono sul Corridoio e stesero il filo telefonico fino a Palazzo Vecchio che permise e di collegare le due sponde e di beffare i nazi-fascisti. Il Corridoio, come la Galleria, ha vissuto la storia di Firenze e questi due spazi vogliono essere “civici”, di memoria per le tragedie causate dalla mafia, dalla guerra, da nazismo e fascismo».


Tutto cambierà, niente «infilata» di quadri e autoritratti su lungarno Archibusieri, su Ponte Vecchio, nel tratto nascosto tra le case fino a Boboli, dove sono ospitati gli autoritratti del ‘900 con un allestimento varato nel 2013 e che termina con sculture e installazioni. Non si avrà più l’emozione e la suggestione di camminare sospesi sulla città, girando la testa a destra e sinistra, tra capolavori e copie, piccoli quadri e opere più grandi, con la luce che arriva dall’alto, ma rimarrà l’impiantito di cotto e il colore bianco, voluto dal Vasari, con forse delle cornici grigie a ricordare la pietra serena come usava anticamente, mentre l’illuminazione sarà più leggera e sfrutterà le nuove tecnologie. «La decisione di togliere gli autoritratti era già stata presa dalla commissione Paolucci negli anni ‘90 e adesso viene attuata — sottolinea Antonio Godoli, architetto agli Uffizi — Ci sono esigenze di sicurezza delle persone ma anche di tutela delle opere, esposte al caldo di estate e al freddo, come adesso, di inverno», e davvero nel Corridoio si battono i denti, nonostante giacche e sciarpe. «C’è un’altra esigenza fondamentale: oggi vedono queste opere meno dell’1% dei visitatori degli Uffizi, a volte pagando anche 75 euro per la visita guidata, e senza poter apprezzare i quadri e i capolavori che vi sono — aggiunge Schmidt — Noi invece esporremo 300 autoritratti nelle serie delle sale al primo piano nell’ala di Ponente da allestire, con al principio la statua del cardinale Leopoldo, cui dobbiamo l’inizio della più importante collezione al mondo di autoritratti di pittori, di cui oltre centro di pittrici un altro unicum». «Chi si accorge oggi del capolavoro di Andrea del Sarto, del bellissimo Annibale Carracci?», dice indicando il quadretto del pittore bolognese in alto. I quadri del 600 e 700 andranno in altre sale degli Uffizi, come si cercherà una destinazione per le miniature: «In realtà il Corridoio era una “frittura mista” non ci sono solo autoritratti e il nuovo allestimento sarà più logico». Ma dove andranno i «ritratti» fino ad oggi in mostra? «Li toglieremo tutti presto per poter fare i lavori e andranno nei nostri depositi, dove del resto è la maggior parte della collezione di autoritratti che sono oltre 1.800 e dove saranno tutti rivisti. Quelli che hanno bisogno saranno restaurati. E dai depositi alcuni autoritratti di qualità andranno in mostra nelle nuove sale, mentre a rotazione esporremo quelli del ‘900 e quelli su disegno o fotografici, molto fragili».

Per i lavori serviranno alcuni milioni di euro ma intanto è difficile immaginare le pareti senza quadri. «Ma non saranno spoglie — conclude Eike Schmidt — Ci saranno altre sculture oltre quelle già presenti, iscrizioni ed epigrafi etrusche, greche, romane fino alla torre dei Mannelli e nell’ultimo tratto affreschi staccati, compresi quelli che decoravano l’esterno del Corridoio, messi in mostra negli anni ‘69 e da allora invisibili. E ci sarà un biglietto aggiuntivo, di 8-10 euro per fare il Corridoio e raggiungere Boboli e Pitti». «L’emozione del Corridoio di autoritratti rimarrà, si potrà avere tutti i giorni dentro gli Uffizi nella sfilata delle nuove sale e sarà accessibile a tutti, non come accaduto per decenni — conclude Eike Schmidt — E si potranno per la prima volta ammirare i quadri anche singolarmente, restituire lo sguardo che ci lanciano dal passato».



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