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VENEZIA - Palazzo Grimani come non l’avete mai visto
Roberta De Rossi
02 dicembre 2016 LA PROVINCIA PAVESE


Palazzo Grimani, a Santa Maria Formosa, è un luogo - prima ancora che un museo - curioso, magico, bellissimo pur tra le tante bellezze di Venezia. Un palazzo che custodisce capolavori come le "Visioni dell'aldilà" di Hieronymus Bosch (in questi giorni in prestito per le celebrazioni dei 500 anni dell'artista), stanze affrescate con giardini esotici, animali e piante che i veneziani non avevano mai visto prima, un magnifico scalone d'ingresso, una tribuna che custodiva centinaia di opere d'arte classica, raccolte nel culto dell'antico dai Grimani, famiglia dalla storia intrigante. Un museo prezioso in una dimora unica, ma visitato solo da 20 mila persone l'anno: troppo pochi per mantenere vivo questo scrigno d'arte e storia, alle prese anche con una pesante carenza di personale. I veneziani e i turisti di qualità meritano di conoscere Palazzo Grimani. Così, dopo alcune settimane di chiusura a singhiozzo e difficoltà per mancanza di personale, ora Palazzo Grimani- che fa parte del Polo museale veneto, come il museo Archeologico, Ca' d'Oro e la Galleria Franchetti, Villa Pisani e il Museo d'Altino - ha riaperto a pieno regime e cerca il suo rilancio e nuovo pubblico attraverso una serie di alleanze culturali, musicali, artistiche capaci di offrire al visitatore più attento un percorso attraverso la Venezia "altra" da quella dello struscio da cartolina. Dalla collaborazione con l'Istituto Veneto per i Beni culturali (onlus presieduta da Renzo Ravagna, che forma tecnici del restauro, con un corso triennale aperto a 50 alunni), con la Scuola di musica e danza antica Venezia e con l'associazione Promoguide è nata un'offerta unica nel suo genere: pagando il solo prezzo del biglietto d'ingresso, si avrà una visita guidata che racconta la famiglia Grimani a Venezia, da piazza San Marco a San Francesco della Vigna, per poi naturalmente visitare il Palazzo, completando il percorso con un concerto di musiche antiche e l'opportunità di avvicinarsi anche alle opere restaurate dagli assistenti restauratori dell'Istituto. Cinque appuntamenti in calendario nel 2017. «È dovere istituzionale per un museo creare un collegamento con il suo territorio, nelle forme più diverse», osserva il direttore del Polo museale del Veneto, Daniele Ferrara, «palazzo Grimani è un monumento meraviglioso del rinascimento veneziano, ma purtroppo è ubicato tra gli itinerari "minori": questo rende doveroso uno sforzo maggiore per collegarlo alla città e alle energie del territorio». Ne sono nate due convenzioni con l'Istituto Veneto Beni culturali (che qui tiene le sue lezioni teoriche, mentre il laboratorio di restauro è alla Galleria Franchetti alla Ca d'oro) e con la Scuola di musica antica di Marco Rosa Salva, che qui trova la sua sala prove e lezioni: spazi in cambio di affitti, pagati in parte in danaro e in parte in cultura. «Nelle difficoltà di personale che abbiamo e che riguarda anche l'unico restauratore che abbiamo», prosegue il direttore Ferrara, «e in attesa che il ministero risponda a una proposta che abbiamo avanzato per turni unici di lavoro di 9 ore per i custodi, abbiamo creato rapporti che permettono al museo di incassare canoni e riattivare funzioni indispensabili come quelle del restauro delle opere sia lignee che in marmo e offrire ai visitatori anche concerti». Così dei 90 mila eruo di canone dovuto dall'Istituto veneto Beni Culturali, 20 mila sono in euro, 70 mila in attività di restauro per i musei del Polo. Mentre la Società di musica Antica paga per le sue 500 ore di utilizzo di alcune sale, 2500 euro e offre 5 concerti. «Ora si è aggiunto il nuovo protocollo firmato con Promoguide», conclude Ferrara, «che riunisce 130 guide certificate, che parlano oltre 15 lingue e sono giovani preparati e attenti soprattutto ai percorsi "secondari" della città». Da queste esperienze nasce una nuova proposta culturale per il 2017: ma Palazzo Grimani è bello da visitare già ora. Ogni giovedì, tra l'altro, proseguono al museo le conferenze su Venezia e il Rinascimento.



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