LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Il palazzo-gioiello degli anni 50 e gli altri cento occupati a Roma
Sergio Rizzo
Corriere della Sera 5/12/2016

È l’ex sede della Federconsorzi, a due passi dalla stazione Termini

La Capitale e il rebus degli edifici con gli abusivi in attesa di sgombero

Mettete 101 palazzi uno accanto all’altro e avrete una città con le sue strade, le sue piazze e i suoi viali. Una città, totalmente abusiva, dentro un’altra città: Roma. Qualcuno potrebbe giudicare una contraddizione il fatto che in una capitale con 245 mila case vuote (fonte Legambiente) e dove il Comune è arrivato a spendere 42 milioni l’anno per far fronte all’emergenza abitativa ci siano 101 (centouno!) palazzi occupati da inquilini abusivi, quasi sempre organizzati in associazioni, gruppi o comitati di lotta in qualche caso legati anche alla politica. Ma contraddizione non è affatto, se si considera l’attenzione qui dedicata alla legalità.

La dimostrazione è che fra quei 101 palazzi c’è di tutto. Ci sono immobili pubblici come quello stabile di pregio della Regione Lazio a cento metri da piazza del Popolo, occupato 12 anni fa: l’indifferenza del proprietario è in tutto questo tempo risultata tale da sfiorare la complicità.

Ma ci sono anche proprietà private, e qui la faccenda si fa ancora più complicata. Per tutti, valga l’esempio del grande palazzo che affaccia su piazza Indipendenza. Un edificio d’impronta razionalista costruito negli anni Cinquanta su progetto degli architetti Aldo Della Rocca, Ignazio Guidi, Enrico Lenti e Giulio Sterbini, e decorato con le sculture di Pericle Fazzini: vincolato quindi dalla Soprintendenza per tali caratteristiche. Nove piani, più due interrati, che hanno oggi una quotazione di mercato di circa 80 milioni di euro. Per giunta, con una storia particolare: per decenni ha ospitato infatti la sede della Federconsorzi, il colosso egemonizzato dall’allora potentissima Coldiretti, crollato venticinque anni fa travolgendo una intera classe politica legata alla Democrazia cristiana. Un crollo che ha segnato l’inizio della fine della Prima Repubblica e lasciato ferite profonde nel mondo dell’agricoltura.

Ebbene, dopo aver ospitato in seguito a quel fatto anche uffici pubblici del calibro del Dipartimento per i servizi tecnici nazionali della Presidenza del Consiglio, poi inglobato nell’Ispra, un bel giorno del 2013 è stato occupato da alcune centinaia di immigrati dal Corno d’Africa. Che lì hanno eletto la propria residenza, trasformando in abitazioni i 33 mila metri quadrati del palazzo, che oggi assolve anche al costo di pochi euro al giorno a persona la funzione di residenza alberghiera per molti che da quella parte del continente africano arrivano a Roma senza avere un punto d’appoggio. Con situazioni anche ben oltre il limite della legalità. Ci abitano oggi in 550. E più volte, in quello stabile a due passi dalla stazione Termini, sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco per portare via decine di bombole del gas utilizzate per cucinare. Cinquantasette in un solo (e parziale) sopralluogo. Fermo restando che poi però quelle bombole puntualmente ricompaiono.

Va avanti così da tre anni. Con il proprietario, il fondo Omega di Intesa, Enasarco e Inarcassa che l’ha comprato nel 2011 e ne ha affidata la gestione a Idea-Fimit, costretto a pagare le utenze: luce e acqua per 575 mila euro all’anno. Più 240 mila euro di tasse di proprietà.

Da allora denunce, lettere e istanze si sono sprecate. Finché esattamente un anno fa, il primo dicembre del 2015, il tribunale di Roma ha emesso un decreto di sequestro preventivo per occupazione abusiva. Il 31 marzo successivo, ecco il ministro dell’Interno Angelino Alfano rispondere così durante un question time alla Camera a un’interrogazione sull’arresto di alcuni scafisti: «Alcuni degli eritrei arrestati a Roma qualche giorno fa dal nucleo speciale di intervento della Guardia costiera sono stati rintracciati nell’immobile di via Curtatone. Il cui sgombero è stato inserito dalla prefettura di Roma in un elenco di obiettivi prioritari». Ed ecco ancora, il 12 aprile seguente, una delibera del commissario straordinario del Comune di Roma, Francesco Paolo Tronca, con l’elenco degli immobili da sgomberare dove compare anche quel palazzo che fu della Federconsorzi. Da allora tutto tace.

Certo il problema di 550 immigrati da sistemare è serio. Ma proprio per questo dovrebbe essere affrontato con coraggio e soprattutto serietà. La stessa che probabilmente manca pure nelle altre 100 situazioni simili a questa. Benvenuti a Roma, la capitale di un Paese dove il rispetto delle regole è un’opzione riservata a pochi volenterosi.



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news