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Grottoni e sicurezza Il caso Picenze finisce dal difensore civico
di Monica Pelliccione
06 dicembre 2016 IL CENTRO


Una cittadina: ricostruire sulle cavità è una follia Sotto accusa il Comune di Barisciano e l’ufficio speciale


L’AQUILA. Che il sottosuolo della Valle Subequana, nell’area compresa tra Barisciano, Poggio Picenze, San Demetrio e Villa Sant’Angelo, sia un dedalo di cavità naturali, è ormai risaputo. Il sisma del 2009 ha evidenziato tutta la fragilità del territorio, ponendo dubbi sulla stabilità delle abitazioni che sorgono proprio sopra le grotte. Un problema posto con fermezza nella piccola frazione di Picenze, nel Comune di Barisciano, dove gli abitanti hanno più volte evidenziato «il rischio dovuto alla ricostruzione di case, fortemente danneggiate dal terremoto, proprio sopra i cosiddetti grottoni». Adesso, ad intervenire, è il difensore civico regionale, l’avvocato Fabrizio Di Carlo, che ha inviato una nota alle autorità competenti.
IL CASO. Tutto nasce dalla segnalazione di una residente di Picenze, Clara Camardese, che ha chiesto al Comune di poter delocalizzare la propria abitazione, evitando di ricostruire sopra le grotte, nel centro storico del paese. Permesso, finora, negato. Una richiesta suffragata dalla relazione scritta del professor Antonio Moretti, responsabile del laboratorio di geologia e sismologia dell’Università dell’Aquila «dalla quale si evince che, in seguito all’ultimo sopralluogo effettuato a settembre scorso, la cavità naturale situata sotto il Consorzio 23 Sm, che comprende l’abitazione della famiglia Camardese, in seguito al sisma del 24 agosto scorso, ha subito ulteriori crolli interni». «La richiesta inviata al Comune» spiega Clara Camardese, «è di poter ricostruire altrove, in nome della sicurezza e della garanzia futura, in caso di ulteriori scosse. Operazione, tra l’altro, meno onerosa dell’intervento di messa in sicurezza delle grotte presenti e di ristrutturazione dell’attuale edificio».
DIFENSORE CIVICO. Nel suo intervento, l’avvocato Di Carlo si rivolge al Comune di Barisciano, all’Ufficio Speciale per la ricostruzione, al Provveditorato alle opere pubbliche, all’Università dell’Aquila, alla direzione Lavori pubblici della Regione, ai Beni culturali e paesaggistici, al Dipartimento di protezione civile e al Genio civile, sottoponendo «all’attenzione di tutte le autorità competenti il problema della sicurezza del Consorzio 23 Sm, affinché ciascuno per la propria competenza adotti le misure necessarie per conoscere la reale situazione statica e geologica delle cavità naturali in questione». L’obiettivo, come spiega il Difensore civico nella nota, è individuare una strategia mirata «a garantire la massima sicurezza delle abitazioni che verranno ricostruite sopra le grotte, anche in caso di scosse».

SINKHOLE. Alla presenza delle grotte è legato il fenomeno del “sinkhole”: improvvisi crolli interni al terreno, che possono dare vita alle doline o a cavità sotterranee . Voragini causate anche dai terremoti, come quello del 2009, con il rischio di cedimento improvviso del suolo.



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