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FIRENZE-Addio ai pini secolari di viale Torricelli
Mauro Bonciani
Corriere Fiorentino, 09/12/2016

Storici e tutelati dalla soprintendenza ma a rischio: saranno sostituiti con alberi della stessa specie. Palazzo Vecchio ha presentato il piano di intervento per il 2017



La celebre «veduta» di viale Torricelli con i suoi maestosi e secolari pini cambierà. Ma non troppo. Palazzo Vecchio ha presentato il piano di intervento 2017 su alberi e verde, con stanziamenti per 2 milioni di euro, ed il progetto più importante — e delicato — riguarda proprio viale Torricelli ed i grandi pini che fin dalla sua nascita ai tempi di Firenze Capitale d’Italia lo rendono unico. Al posto di 23 pini considerati pericolosi e dei 23 già abbattuti in passato arriveranno 46 nuovi pini, di circa 10 anni, alti 4 metri, in modo da non impattare troppo sulla veduta del viale.
Viale Corsica
Altri interventi impegnativi messi in calendario sono quelli di viale Corsica, con l’abbattimento di 59 alberi e la loro sostituzione con 70 peri ornamentali, il taglio dei pini situati nel mezzo della carreggiata di lungarno Colombo piantando altri tipi di alberi che danneggino meno l’asfalto, e la sistemazione di alberi da frutto ornamentali nel giardino dello stesso lungarno danneggiato dalla tempesta di vento dell’agosto 2015. Saranno poi riqualificati l’ingresso monumentale del museo e del giardino Stibbert, il giardino dell’Iris a piazzale Michelangelo, il giardino di viale Tanini al Galluzzo. «Il principio è che ogni albero abbattuto per motivi di sicurezza sarà sostituito da una nuova pianta senza ritardi — spiega l’assessore all’ambiente Alessia Bettini — e con piante meno problematiche per la città. Questo non vale per viale Torricelli dove l’unica scelta possibile era sostituire i pini con altri pini, come concordato con la sovrintendenza, dato il vincolo e la storicità del viale, unico e caratteristico».

Gli altri interventi
Palazzo Vecchio a febbraio ha controllato, anche con «prove di trazione», tutti i 63 pini ancora esistenti nel viale e li ha catalogati in base alla loro solidità, con 23 piante ritenute non a pericolo immediato, altrimenti sarebbero state abbattute, ma a rischio e quindi da cambiare. «I controlli fatti danno un orizzonte temporale di 15 anni, entro il quale è possibile che tutti i pini di fine Ottocento siano sostituiti — dice ancora Bettini — ma intanto partiamo con gli interventi prioritari. E dato che gli alberi si piantano o in inverno o ad inizio primavera il taglio e l’arrivo dei nuovi pini in viale Torricelli, che saranno fatti contemporaneamente, togliendo anche i vecchi ceppi, sarà realizzato nella primavere 2017 o nell’inverno 2017. E contemporaneamente saranno potati tuti gli altri, sarà risistemato l’asfalto, specie nella parte centrale della carreggiate del viale, e ripristinati i marciapiedi, oggi interrotti in alcuni punti, sempre per l’azione delle radici dei pini, che sono superficiali e deformano le carreggiate». Qualche anno fa si era ipotizzato di mettere cipressi al posto dei pini del Poggi, o altri alberi, proprio perché i pini deformano l’asfalto, ma adesso il Comune ha deciso di fare un’eccezione vista la monumentalità del viale.
Stanziati due milioni di euro
Piante nuove ma diverse invece in viale Corsica: giù gli ippocastani, fragili in aree urbane, e al loro posto peri ornamentali che attirano anche gli insetti impollinatori, migliorando l’ambiente. Peri e meli ornamentali saranno piantati nel giardino di lungarno Colombo, mentre non è stato ancora deciso cosa andrà nel mezzo della carreggiata. «Non è possibile allargare l’aiuola spartitraffico e metteremo alberi ad andamento verticale, sia nella chioma che nelle radici — spiegano i tecnici del Comune — Decideremo tra carpini, querce, parrotia». Nei due milioni c’è l’illuminazione del giardino di viale Tanini, la riqualificazione del giardino dell’Iris — «vogliamo tenerlo aperto 365 giorni l’anno», dice Bettini — e gli interventi allo Stibbert. «Abbiamo anche approvato il nuovo regolamento degli alberi, il vecchio era del 1991, in collaborazione con l’Ordine degli agronomi e forestali, con la semplificazione per i privati della scia, l’autocertificazione, per interventi sugli alberi — conclude Bettini — e più tutele quando ci sono aree di cantiere».



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