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SALERNO - «Uno scudo della Regione per salvare il Crescent»
di Angela Caso
10 dicembre 2016 LA CITTà DI SALERNO

Italia nostra e Comitato attaccano una norma introdotta dalla legge di Stabilità: «C’è il tentativo di operare una sanatoria per gli abusi sul demanio marittimo»


SALERNO. Nella legge di stabilità della Regione Campania c’è una sanatoria mascherata per i manufatti abusivi. È quello che sostengono l’associazione Italia nostra e il comitato No crescent. L’attenzione degli ambientalisti si è concentrata in particolare sull’articolo 9 di tale provvedimento relativo ai canoni di concessione sulle aree del demanio idrico. Nell’articolo compare un obbligo di demolizioni dei manufatti abusivi che scatterebbe solo se ricorre uno specifico caso, vale a dire nel caso di quelle costruzioni “non rispondenti ai requisiti di legge ivi compresa la normativa antismica”. Tanto è bastato per gridare allo scandalo. «Un manufatto – si legge nella nota diffusa dagli attivisti dei due comitati ambientalisti – è abusivo a prescindere da ogni altra specificazione. Il tentativo di sanatoria è improbabile perché una legge regionale non può incidere sul regime della sanatoria e/o dei condoni di competenza dello Stato».
Ma in questa vicenda ci sarebbe un’ulteriore retroscena. La proposta di legge di stabilità che ha approvato la Giunta regionale sarebbe diversa dalla relazione illustrativa presentata dall’assessore Lidia D’Alessio. A questo punto, gli ambientalisti pongono ulteriori dubbi sui motivi di una tale specificazione. «Appare evidente che il governatore De Luca, già diffidato per la sua incompatibilità, agisce pensando al Crescent, opera scrivono ancora nel comunicato – abusiva sotto vari profili, anche per le palesi violazioni in materia di demanio idrico e marittimo». Dal loro punto di vista, quindi, De Luca avrebbe voluto creare, in qualche modo, un paracadute che mettesse al sicuro il Crescent da eventuali pronunciamenti di abusivismo legati alla deviazione del Fusandola, compiuta proprio per farse spazio alla piazza e alla mezzaluna di Bofill. Ecco perché annunciano nuove azioni legali. «Italia nostra e No crescent daranno battaglia a provvedimenti che condonano, velatamente o meno, abusi di natura edilizia. Le associazioni hanno già predisposto – concludono – un’integrazione alla denuncia
presentata alla Procura della Repubblica di Salerno, nonché uno specifico dossier sulle vicende del demanio idrico a Salerno, sull’area di Santa Teresa, al ministero delle Infrastrutture, al ministero dei Beni culturali nonché alla Protezione civile»



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