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PARIGI - "Ecco come ho scoperto di avere un Leonardo"
14 dicembre 2016 la repubblica


È il sogno di ogni battitore d'asta: arriva in sede un tizio, apre una cartella di disegni e in mezzo alla solita robaccia c'è un'opera perduta di Leonardo da Vinci. È più o meno quello che è successo a Thaddée Prate, responsabile della sezione arte antica della casa d'aste Tajan. Lunedì ha annunciato infatti la scoperta di un disegno che una curatrice del Metropolitan Museum of Art attribuisce a Leonardo, il genio del Rinascimento. Il valore stimato dell'opera è di 15 milioni di euro. Giovedì ho avuto accesso alla sala privata della casa d'aste in cui il prezioso disegno, 19x13cm, raffigurante il martirio di San Sebastiano, fa bella mostra di sé su un cavalletto, in cornice d'oro dell'epoca. Prate racconta che «andava di fretta» quel fatidico giorno di marzo, quando un medico in pensione portò alla galleria 14 disegni non incorniciati, facenti parte della collezione
del padre bibliofilo. (Il proprietario ha chiesto di mantenere il segreto sulle sue generalità e il suo indirizzo, si sa solo che vive «nella Francia centrale»). Prate notò tra le opere un vivido studio di San Sebastiano legato a un albero, realizzato a penna e inchiostro, con l'iscrizione "Michelange" (Michelangelo).
«Ho capito che si trattava di un disegno del Cinquecento, molto interessante, che richiedeva un approfondimento», spiega Prate, elegantissimo, nella sede Art Deco della casa d'aste, vicino all'Opera di Parigi. Prate, 55 anni, chiese il parere di Patrick de Bayser, mercante d'arte indipendente ed esperto di disegni antichi che esaminò il San Sebastiano a Parigi. De Bayser osservò che il disegno era stato realizzato con la mano sinistra (Leonardo era mancino) e scoprì due disegni più piccoli, scientifici, sul retro del foglio, diagrammi corredati da note in grafia minuta rinascimentale, scritte da sinistra verso destra. I due si guardarono increduli all'idea di trovarsi di fronte a un disegno di Leonardo.
Tajan cercò a New York la conferma definitiva chiedendo il parere di Carmen C. Bambach, del Metropolitan Museum of Art, esperta in disegni italiani e spagnoli, che nel 2003 aveva curato la mostra «Leonardo da Vinci, Master Draftsman», la prima rassegna delle opere su carta del maestro mai realizzata in America. Ne facevano parte due studi provenienti da musei di Amburgo e Bayonne (Francia) legati agli «otto San Sebastiani» elencati nel Codex Atlanticus la più ampia raccolta di disegni e scritti di Leonardo, conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.
«Avevo gli occhi fuori dalle orbite », ha detto la dottoressa Bambach intervistata al telefono. «Corrispondeva perfettamente al San Sebastiano di Amburgo», ha aggiunto riferendosi a uno studio del santo legato a un albero, sempre a penna e inchiostro, che a sua volta aveva sul retro studi di ottica. Anche la grafia dell'iscrizione corrispondeva nelle due opere. A detta di Bambach «l'attri-buzione a Leonardo è incontestabile », anche se non esistono elementi per ricostruire la storia del disegno. «È stato un caso di facilissima soluzione, una scoperta entusiasmante ». A giudizio di Bambach il disegno appena scoperto è il più evoluto e il più bello dei tre studi conosciuti di un possibile dipinto raffigurante San Sebastiano, andato perduto. A differenza del suo analogo monocromatico di Amburgo, il San Sebastiano di Parigi è in due tonalità di inchiostro, presenta differenze nella postura del personaggio e un paesaggio montano sullo sfondo.
«Ho il batticuore ogni volta che penso a quel disegno», dice Bambach. «Contiene tanti ripensamenti, esplora la figura con una tale energia, è di una furiosa spontaneità. È come stare alle spalle di Leonardo osservandolo mentre lavora ».
Bambach data il disegno tra il 1482 e il 1485, nella prima fase del periodo milanese, quando Leonardo dipinse la prima versione di La Vergine delle Rocce, oggi conservata al Louvre. (Il Met dichiara di non aver stabilito accordi con la casa d'aste per acquistare o esporre l'opera). A giudizio di Bambach, il disegno — che la curatrice auspica venga acquistato da un museo francese — è la prima scoperta di un'opera attribuibile senza alcun dubbio a Leonardo dopo il foglio di disegni realizzati a inchiostro e carboncino rappresentanti Ercole e vari meccanismi idraulici battuto da Sotheby's a Londra nel 2000. Quest'ultimo non fu venduto alla base d'asta di 400.000 sterline, circa 1,2 miliardi di lire all'epoca , ma in seguito a circa 550.000 dollari. Il disegno (attribuito a Leonardo da Bambach) è oggi di proprietà del Metropolitan Museum of Art e del collezionista newyorkese Leon Black. Quanto al ritratto di profilo di una giovane dama, noto come La Bella Principessa, già oggetto di polemiche, che il mercante londinese Simon Dickinson valutò 150 milioni di dollari, a detta di Bambach «non ha l'aspetto di un Leonardo».
La reputazione di Leonardo si traduce in un enorme valore finanziario delle sue opere nelle rarissime occasioni in cui sono state poste in vendita. Nel 1994, Bill Gates pagò 30,8 milioni di dollari a Christie's per il Codice Hammer, una raccolta di 300 disegni e scritti scientifici. Nel 2013, tra molte polemiche, il miliardario russo Dmitri Ribolovlev acquistò il dipinto di Leonardo Salvator Mundi, datato attorno al 1499, per 127,5 milioni di dollari dall'uomo d'affari e mercante d'arte svizzero Yves Bouvier, che lo aveva acquistato poco tempo prima per 80 milioni di dollari da un consorzio di commercianti. Il record attuale di prezzo per un disegno di Leonardo battuto all'asta è di 11,5 milioni di dollari, pagati a Christie's nel 2001 per uno studio di cavallo e cavaliere in punta d'argento.
A settembre, Prade e Nicolas de Moustier, direttore generale della casa d'aste, si sono recati in una località misteriosa della Francia per dare personalmente la buona notizia al loro cliente. «Spero non sia scioccato», gli ha chiesto Prate. «Ne sono molto lieto», ha risposto calmo il proprietario. «Ma ho altri interessi nella vita, che non sono il denaro». I curatori del Louvre hanno esaminato il disegno in ottobre, senza, come al solito, pronunciarsi ufficialmente. La Francia ha la possibilità di dichiarare l'opera "patrimonio nazionale", bloccandone l'esportazione. Il base alla normativa di tutela dei beni culturali il governo avrebbe poi trenta mesi di tempo per avanzare un'offerta «congrua al valore di mercato internazionale ». In alternativa può dotare l'opera di un passaporto, consentendone la vendita in tutto il mondo, come auspica Rodica Seward, la proprietaria di Tajan.
«Da questa vicenda la reputazione di Tajan come piccola casa d'aste di altissimo livello esce rafforzata », dichiara Seward, cittadina americana di origine rumena, seduta alla sua scrivania, progettata personalmente. Architetto, ha lavorato in finanza per vent'anni ed ha acquistato Tajan nel 2003. «I miei amici pensavano che fossi matta» , ricorda. Ma davanti al San Sebastiano esposto nella sala privata al primo piano della casa d'aste avrebbero cambiato idea. «Se solo potesse parlare », sospira Prate in venerazione davanti al disegno di Leonardo.



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