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La cultura un ponte che unisce. Intervista a Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano.
di Claudio Scaccianoce
11 Gennaio 2017 - 13:17





Filippo Del Corno, sposato, due figli, nato nel 1970 a Milano dove sempre vissuto.

Dopo la maturit classica conseguita con il massimo dei voti al Liceo Beccaria, si diplomato nel 1995 in Composizione al Conservatorio G. Verdi.

Attivo come compositore fin dal 1990, ha visto i propri lavori eseguiti da musicisti quali Luciano Berio, James MacMillan, Dimitri Ashkenazy, David Alan Miller, Jos Ramn Encinar, John Axelrod e da orchestre e ensemble quali London Sinfonietta, California EAR Unit, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI; le sue composizioni sono regolarmente presenti nei pi importanti festival e teatri della scena internazionale, tra cui Lucerne Festival, Festival de Radio France et Montpellier, Bang On A Can Marathon (New York), South Bank Centre (Londra), Biennale di Venezia, Romaeuropa Festival.

Dal dicembre 1997 docente di Composizione al Conservatorio: dopo gli incarichi ai Conservatori di Torino, Parma e Pesaro nominato nel 2007 docente di ruolo con incarico al Conservatorio di Trieste e successiva utilizzazione al Conservatorio di Milano. La sua attivit didattica lo ha visto anche docente di Composizione alla Civica Scuola di Musica di Milano dal 2002 al 2004 e docente incaricato all'Universit Bocconi di Milano dal 2001 al 2007 nel Corso di Laurea in Economia delle Arti e della Cultura. Inoltre dal 1999 al 2008 ideatore e conduttore per RAI-Radio3 di diversi programmi di approfondimento musicale e culturale.

Fin dall'inizio della sua attivit professionale coinvolto in ruoli organizzativi e gestionali nel campo della cultura e dello spettacolo: dal gennaio 1993 al gennaio 1998 composer in residence della Fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano, con compiti di assistenza alla direzione artistica. Nel 1997 fonda, insieme a Carlo Boccadoro ed Angelo Miotto, l'Associazione culturale Sentieri selvaggi, per la promozione e la diffusione della musica contemporanea, che guida in qualit di Presidente e codirettore artistico fino al marzo 2013. Dal dicembre 2011 al marzo 2013 Presidente della Fondazione Milano - Scuole Civiche di Milano, Ente partecipato del Comune di Milano che opera nel campo dell'Alta Formazione.

Nel marzo 2013 il sindaco Giuliano Pisapia lo nomina Assessore alla Cultura. Nel 2016 si candida al Consiglio comunale, ottenendo il maggior numero di consensi nella lista Sinistra per Milano. Successivamente il Sindaco Giuseppe Sala lo conferma nel ruolo di Assessore alla Cultura.

Chi Filippo Del Corno?

Se guardo il suo sito internet ( http://www.filippodelcorno.it ) mi dico che senza ombra di dubbio un valente musicista e compositore contemporaneo. Se guardo la sua pagina Facebook invece mi dico: un navigato politico milanese. Chi Lei davvero?

Sono un musicista. Sono un compositore che ha deciso, per una parte della sua vita, di impegnarsi in unattivit pubblica come quella politica. Per il grande amore per la citt prima di tutto e per senso di responsabilit, nella speranza di poter essere utile alla mia citt, che amo cos tanto. Sicuramente la mia vera professione quella di musicista ed la professione a cui intendo tornare una volta che questo momento di impegno pubblico sar concluso.

La cultura il patrimonio cognitivo di una comunit.

Mi dia la sua personalissima definizione di Cultura.

La cultura il patrimonio cognitivo di una comunit. E ci che una comunit, ad esempio una comunit cittadina, locale o nazionale, condivide in termini di patrimonio cognitivo. Un patrimonio di conoscenza, di strumenti, di condivisione delle conoscenza. Questa la definizione che ha ispirato anche il mio lavoro di assessore alla cultura. Ho pensato che un assessore alla cultura di una citt dovesse in tutti i modi lavorare per fare crescere (in termini quantitativi, qualitativi, di accessibilit, di diffusione) la possibilit di condivisione del patrimonio cognitivo della propria comunit.

Nominato Assessore alla Cultura da Giuliano Pisapia stato poi riconfermato dal neo sindaco Beppe Sala. Pensa di avere meritato la riconferma?

Le due nomine sono avvenute in forma molto diversa. La prima nomina avvenne in maniera assolutamente fiduciaria. Pisapia mi chiam a Giunta gi avviata, quando ritenne impossibile proseguire la sua collaborazione con lallora assessore alla cultura Stefano Boeri. Mi chiam nutrendo per me, credo e spero, fiducia nella mia capacit di operare. Lo fece nel momento in cui io ero presidente della Fondazione Scuole Civiche ed avevo quindi gi dato prova di quanto fossi in grado di dare alla pubblica amministrazione. La nomina di Sala una nomina diversa, perch avviene dopo una tornata elettorale in cui io mi sono candidato. Mi sono candidato nella lista Sinistra per Milano ed ho ottenuto un ottimo risultato elettorale, in quanto sono stato il candidato pi votato della lista. Credo che questi voti siano stati il riconoscimento di un lavoro svolto in modo positivo. Ritengo quindi di essermela guadagnata e meritata questa riconferma. Il primo incarico arrivato esclusivamente su base fiduciaria, il secondo sempre su base fiduciaria come prevede la norma, ma anche sulla scorta di una valutazione positiva che i cittadini hanno dato al mio operato come assessore, esprimendo un voto ed un consenso abbastanza significativo.

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Il sindaco di Milano Beppe Sala e l'assessore alla cultura Del Corno.

Milano diventata una citt molto attrattiva e la sua reputazione molto cresciuta.

Come sempre a fine anno ci vengono proposti statistiche e consuntivi riguardanti gli afflussi di visitatori nelle diverse citt italiane. Nel 2016, senza il richiamo di Expo, Milano ha confermato una decisa crescita di turisti. Roma invece, pur celebrando il Giubileo e pur essendo un vero e proprio museo a cielo aperto, sempre meno visitata. E solo il turismo daffari che fa la differenza oppure siamo riusciti a compiere un mezzo miracolo?

La crescita del turismo nella nostra citt stata molto significativa negli anni della giunta Pisapia. E iniziata nel 2013 ed ha avuto un grande picco nel 2015 grazie ad Expo e terminata lesposizione Universale ha mantenuto una capacit molto positiva di crescita. Milano diventata una citt molto attrattiva e la sua reputazione molto cresciuta. Una componente essenziale e fondamentale della sua attrattivit sta nella sua offerta culturale. Offerta culturale che ha saputo finalmente riconoscere il valore del proprio patrimonio ed ha proceduto alla valorizzazione del patrimonio stesso. Nel 2015 io diedi lavvio alliniziativa delle icone per la citt, mettendo in evidenza sei straordinarie opere darte custodite nelle collezioni museali milanesi, sei simboli scelti per promuovere Milano in occasione dellEsposizione Universale. Siamo cos riusciti a raccontare a tutto il mondo il fatto che a Milano era ad esempio possibile vedere la Piet Rondanini di Michelangelo, lUltima Cena di Leonardo da Vinci, il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, il Bacio di Hayez tutte opere che hanno un fortissimo valore iconico e che sono state ambasciatrici della straordinaria qualit del nostro patrimonio artistico. Un patrimonio che non era mai stato valorizzato come un elemento caratteristico della citt. Un secondo aspetto, fondamentale per quanto riguarda lofferta culturale della citt, la sua vitalit. Cio il fatto che per una serie di iniziative, in parte pubbliche ed in parte private, oggi a Milano lofferta culturale ricchissima. Non passa giornata in cui non ci sia uninaugurazione, un concerto, una serata, una lettura, una conferenza, uno spettacolo teatrale. E questo aumenta molto il tasso di desiderabilit della destinazione Milano. Perch i viaggiatori che decidono di visitare la nostra citt sanno che potranno al mattino andare in un museo dove sono custoditi grandi capolavori, al pomeriggio fare una visita nei luoghi dello shopping e la sera andare a teatro a sentire un concerto oppure a vedere uno spettacolo. Queste sono le caratteristiche che hanno determinato la crescita delle presenze turistiche a Milano. Aggiungo altri due elementi che spesso sono sottovalutati. Il primo la sua reputazione in termini di qualit dellaccoglienza. Milano una citt in cui facile muoversi, una citt in cui funziona bene il trasporto pubblico locale (con il trasporto pubblico locale si pu andare ovunque) Una metropoli dove il viaggiatore che arriva allaeroporto di Malpensa o di Linate o di Orio al Serio, una volta giunto nel suo albergo o nellappartamento preso in affitto su Airbnb, pu poi muoversi con costi molto contenuti, con grande libert e grande comodit. E un aspetto che progressivamente ha assunto una grande importanza per rafforzare la reputazione della citt. Cito sempre un caso che mi ha molto colpito. Quando il console USA, precedente allattuale, ha lasciato la citt ha fatto un video molto divertente di commiato; raccontava ad esempio come aveva imparato a Milano la lingua italiana. La cosa che caratterizzava quel video era che il protagonista di quelle riprese, cittadino americano a Milano, si muoveva sempre e solo utilizzando i mezzi pubblici, tram, metropolitana, bike sharing, car sharing e scooter sharing, trovando sempre una connessione immediata con tutta la citt. Il secondo elemento, a volte non adeguatamente sottolineato, la qualit della trasformazione urbanistica della citt. Milano una citt che adesso ha luoghi nuovi, interi nuovi quartieri, molto attrattivi e capaci di declinare un policentrismo della metropoli. E questo rappresenta una innovazione ed una trasformazione della citt. I visitatori sono anche attratti dal fatto che arrivano in una citt che non soltanto chiusa allinterno del proprio centro storico, ma che ha altri centri nevralgici dove vivere linnovazione tecnologica, il design, la moda, larchitettura, altre discipline ed altri linguaggi contemporanei. Il visitatore che arriva in citt attratto anche da City Life, da Porta Nuova, dal distretto Tortona, dal distretto Lambrate, dallIsola. Una serie di nuove mappe di approfondimento e conoscenza della citt.


...se mi dessero da gestire lammontare dellimposta di soggiorno della citt di Milano, cio limposta che pagano i turisti, io sarei un assessore felice!

A quanto ammontano le risorse finanziare che il Comune mette a disposizione del Suo assessorato? Sono risorse che Lei reputa adeguate per svolgere compiutamente il Suo mandato?

Lultimo bilancio assestato 2016 prevedeva per la spesa corrente dellAssessorato alla Cultura circa 27 milioni di euro. Questanno avremo una contrazione del perimetro delle risorse della spesa pubblica, derivante da una serie di condizionamenti esterni al funzionamento del bilancio comunale, e ci assesteremo intorno ai 25,5 milioni di euro. Quando mi sono insediato ho trovato una situazione molto critica da questo punto di vista. Il bilancio per la spesa corrente dellassessorato era arrivato al suo minimo storico, toccando i 22 milioni di euro. Da quel momento ho iniziato a lavorare per ricostruire una capacit di spesa che fosse adeguata al mandato importante che si riceve quando si governa lofferta culturale di una citt come Milano. Credo comunque che le risorse attuali non siano effettivamente adeguate. Le risorse di cui dovrebbe disporre la nostra Direzione Centrale, dovrebbero essere superiori ai 30 milioni di euro. Faccio una battuta, ma una battuta fino ad un certo punto se mi dessero da gestire lammontare dellimposta di soggiorno della citt di Milano, cio limposta che pagano i turisti, io sarei un assessore felice! Vorrebbe dire poter gestire 34-36 milioni di euro allanno. Potrei dare un impulso ancora maggiore allo sviluppo culturale che comunque la nostra citt ha conosciuto in questi anni.



...la collaborazione istituzionale sempre stata molto seria da entrambe le parti.

Come sono i rapporti tra lAssessorato alla Cultura del Comune e lAssessorato alle Culture, Identit e Autonomie di Regione Lombardia?

I rapporti sono buoni. Esistono diverse collaborazioni che abbiamo costruito nel corso del tempo. Ci sono ovviamente delle diversit di vedute tra lassessore Cappellini e me, soprattutto derivanti dalle diverse famiglie politiche di appartenenza. E quindi chiaro che se parliamo di politiche di genere, di diritti civili, di accoglienza abbiamo visioni molto diverse. Per poi dal punto di vista del lavoro concreto e pratico, posso dire che la collaborazione istituzionale sempre stata molto seria da entrambe le parti. Bisognerebbe sentire anche il parere della Cappellini Io da parte mia riconosco che lassessore Cappellini sempre stata molto seria e pronta alla collaborazione istituzionale ed insieme abbiamo realizzato alcuni progetti importanti. Ricordo ad esempio la card di abbonamento ai musei della Regione Lombardia, progetto nato dalla collaborazione tra Regione e Comune di Milano. Noi avevamo gestito una prima fase sperimentale nei musei civici e da li siamo partiti. Anche grazie alla collaborazione istituzionale con Regione Piemonte e Comune di Torino, abbiamo quindi esteso il modello gestionale piemontese alla Regione Lombardia. Questo ad esempio un progetto fatto insieme, dove abbiamo lavorato molto bene, concretamente ed in modo pragmatico. Adesso ci attende una delle grandi sfide che possiamo affrontare insieme e che credo avr bisogno di unalleanza forte tra le due istituzioni. Dare un futuro al teatro di Expo, allOpen Air Theater, che potrebbe diventare una straordinaria opportunit per la citt.

Io penso che la cultura rappresenti invece uno straordinario ponte che unisce e non una barriera che divide.

Milano una citt multietnica. Ci sono comunit di stranieri che si sono integrate abbastanza bene nel tempo. Altre che invece stentano a trovare una relazione costruttiva con la citt. A volte sono i loro usi e costumi ad essere troppo diversi dai nostri. Altre volte sono le religioni a creare barriere. Pensa che sia corretto dire che a volte la cultura separa e non unisce?

No, io penso che questa sia unimpostazione sbagliata. Perch attribuisce alla parola cultura esclusivamente un significato statico e tradizionale. Io invece attribuisco alla cultura un significato essenzialmente dinamico. Quando prima rispondevo alla sua domanda su cosa vuol dire cultura per me, ho appunto parlato di patrimonio cognitivo e di condivisione di questo patrimonio. Chiaramente questo un concetto molto dinamico, dove laspetto tradizionale e laspetto identitario sono assolutamente secondari. Io penso che la cultura rappresenti invece uno straordinario ponte che unisce e non una barriera che divide, proprio perch mette al centro lidea e la pratica della condivisione. La condivisione di patrimoni cognitivi diversi che costituisco un patrimonio comunitario. A Milano abbiamo dato vita ad un esperimento molto interessante e molto efficace, il Forum Citt Mondo, un grande forum che raccoglie una parte abbastanza consistente delle associazioni culturali delle varie comunit straniere presenti nella nostra citt. Lidea di base del forum stata quella di costruire non un rapporto tra italiani ed altri, ma tra tutte le culture che abitano il territorio cittadino e tutte le comunit. Il Forum stata una grande camera di costruzione di relazioni tra comunit africane, asiatiche, sud americane ed europee. Il miglior luogo dove un marocchino, un cinese, un italiano, un albanese ed un peruviano potessero dialogare, raccontandosi reciprocamente i percorsi di provenienza, facendo poi sintesi. Credo che sia un esperimento riuscito, pur attraverso alcune difficolt riscontrate nel corso degli anni. Sino dagli inizi abbiamo identificato un luogo simbolico di aggregazione, e questo luogo il MUDEC, il Museo del Culture. Uno straordinario luogo di sperimentazione. Ad esempio adesso attiva una grande iniziativa sul tema della cultura cinese, con mostre, proiezioni, dibattiti, conferenze in collaborazione con la comunit cinese di Milano. Una comunit che sempre stata considerata, secondo me ingiustamente, una comunit chiusa, e che invece ha lassoluto desiderio di aprirsi, di raccontarsi, di confondersi, di confrontarsi. Il fatto di poterlo fare in uno dei musei pi importanti della citt credo sia una grandissima opportunit. Aggiungo che, partendo da queste esperienze, noi poi registriamo dei fatti concreti che ritengo molto importanti. Fatti che non vengono mai raccontati sui giornali perch purtroppo (come diceva il grande compositore Niccol Castiglioni) il rumore non fa bene ed il bene non fa rumore. La comunit cinese di Milano ha raccolto per Amatrice una somma molto significativa che stata poi immediatamente inviata al comune terremotato e che ha permesso una attivit importante di ricostruzione sul territorio. In quel caso la solidariet che la comunit cinese della citt di Milano ha dimostrato stato un gesto molto forte ed aiuta a spiegare la qualit delle relazioni che le comunit riescono a tessere in un ambiente urbano come quello di Milano.

Quali sono i progetti culturali avviati in citt che le stanno pi a cuore?

Parliamo dei progetti futuri, non di quelli gi avviati, ma di quelli che caratterizzeranno il secondo mandato. Quello che mi sta pi a cuore il teatro per linfanzia e ladolescenza. Un teatro molto importante che nasce in piazzale Maciachini, come scomputo di oneri di un operatore privato, destinato alla cultura teatrale dellinfanzia e delladolescenza. Credo che sia fondamentale fare in modo che questa sia facilmente accessibile e condivisibile a partire dallet dellinfanzia. Molto bella anche la progettazione architettonica, curata dallarchitetto Rota. Un altro progetto che mi sta molto a cuore la realizzazione di una nuova biblioteca al Lorenteggio, allinterno di un piano di conversione e riqualificazione molto complesso e molto articolato di un quartiere non facile, un quartiere di frontiera. Una nuova biblioteca che vorrei divenisse il modello delle biblioteche degli anni duemila. Milano una citt che ha avuto nel dopoguerra una straordinaria capacit espansiva da un punto di vista culturale, grazie allazione che molte amministrazioni hanno fatto di diffusione di biblioteche importanti, che oggi costellano tutto lo spazio urbano. Sono tutte biblioteche per che dal punto di vista architettonico e dal punto di vista funzionale sono state, giustamente, pensate secondo modalit novecentesche. Ovvero attraverso il prestito dei libri e la creazione di appositi spazi dedicati allo studio. Penso che invece la biblioteca del duemila debba essere uno straordinario centro civico, un luogo di incontro, un luogo di condivisione, un luogo di scambio e di offerta culturale, dove laspetto del prestito dei libri rimane centrale ma ovviamente sempre pi modificato e connotato dalle diverse impostazioni di natura tecnologica. Milano stata la prima citt italiana a mettere a disposizione degli utenti in prestito anche dei lettori digitali di e-books. Quindi, il teatro di piazza Maciachini e la biblioteca del Lorenteggio, due luoghi della cultura collocati in territori non centrali. Questa la vera frontiera delle politiche pubbliche nella nostra citt. Il sindaco Sala usa spesso lespressione di una ossessione positiva, cio il concentrare tutti i nostri sforzi affinch la qualit della vita nelle periferie sia sempre migliore. Per giungere a non percepire pi in citt una doppia velocit, con zone di Milano che viaggiano ad una velocit europea di sviluppo ed altre che invece rimangono confinate in sacche di degrado e di arretratezza. Questo non deve pi avvenire e chiaramente la cultura gioca un ruolo importantissimo. Il fatto che concentreremo i nostri sforzi in due zone di frontiera credo che sia il segnale pi forte che possiamo dare. Poi chiaramente tutto quello che stato fatto per la cultura in questo mio primo mandato lo porteremo avanti anche in questa legislatura. Ad esempio la diffusione di nuovi formati di festival, la moltiplicazione qualitativa e quantitativa dellofferta culturale complessiva, lavere proposto lassessorato alla cultura come una sorta di cabina di regia, aperta al rapporto ed alla relazione con tanti soggetti pubblici e privati. La terza sfida, legata sempre ad un, luogo fisico, il Casva, ovvero la realizzazione di un centro alti studi sulle arti visive, sullarchitettura e sul design. Anche in questo caso nel cuore di un quartiere di frontiera, il QT8, nellarea dellex mercato di via Isernia.

Costruire un patto pubblico-privato per la crescita dellofferta culturale della citt.

Pubblico privato riescono a dialogare insieme per far crescere lofferta culturale di Milano?

E stata una delle mie primissime preoccupazioni. Costruire un patto pubblico-privato per la crescita dellofferta culturale della citt. Il patto ha funzionato perch si basato su regole chiare e certe. Ogni intervento privato per la cultura doveva esprimere una funzione pubblica e doveva essere iscritto in un quadro di regia il pi possibile condiviso con le altre istituzioni culturali della citt, sia pubbliche che private. Secondo un approccio che io definisco sempre coopetitivo e non competitivo. C un vecchio principio liberale anglosassone che dice che coopetition is better than competition. Il patto pubblico-privato si basato sullevitare duplicazioni funzionali o aggressioni competitive, favorendo il pi possibile la condivisione di progetti e di visioni. Per far si che crescesse la quantit dellofferta culturale, ed in maniera corrispondente crescesse anche la domanda culturale, vera grande frontiera di lavoro che abbiamo affrontato. Oggi Milano una citt che ha un sistema museale dove pubblico e privato sono perfettamente integrati. La percezione che ad esempio i visitatori ed i cittadini hanno di Fondazione Prada o di Hangar Bicocca quella di due musei che svolgono una funzione del tutto pubblica, sviluppando i temi dellarte contemporanea. E tuttavia sono due musei assolutamente privati. Ma il modo con cui abbiamo proceduto al convenzionamento (al momento del cambio di destinazione duso dei luoghi ove operano) ha fatto si che questi due musei facciano parte in maniera naturale dellofferta culturale pubblica della citt. Sono percepiti come spazi che esprimono una funzione pubblica. Dobbiamo rendere onore al merito dei soggetti privati, che hanno creduto moltissimo in questa funzione pubblica, interpretandola sempre in modo innovativo e propositivo. I soggetti privati nelle Fondazioni che ho citato (ma potrei andare avanti anche con altri esempi) siedono ad un tavolo di concertazione con il Comune di Milano in un lavoro continuo di confronto e sviluppo di programmi e progetti. Non posso non sottolineare anche limpegno che numerosi soggetti privati hanno profuso come sponsor di avvenimenti di pubblica fruizione. Penso a Bookcity, che nasce sullimpulso di quattro fondazioni di diritto privato, riunite in una associazione nella quale il Comune di Milano partecipa come membro attivo, che di fatto sono riuscite ad aggregare straordinariamente bene risorse private, per far si che la nostra citt diventasse una straordinaria capitale del libro e della lettura. Sono state davvero numerose le occasioni in cui i soggetti privati hanno deciso di investire in cultura insieme al Comune di Milano, condividendo obiettivi e strategie. La Milano di questi anni davvero un modello di sinergia tra pubblico e privato. Lamministrazione comunale si dotata di due strumenti molto efficaci: il primo un incontro pubblico che facciamo allinizio dellanno, nel corso del quale raccontiamo il nostro lavoro, i progetti e troviamo vie di comunicazione condivise. Laltro un bando pubblico, che apriamo ogni inizio anno, e riguarda nello specifico le sponsorizzazioni dei progetti del Comune da parte dei soggetti privati.


Come valuta il bonus cultura di Renzi dedicato ai giovani che compiono i diciotto anni?

Lho trovata una misura straordinariamente positiva ed intelligente. Sono rimasto molto amareggiato dalle polemiche che ci sono state rispetto al fatto che alcuni diciottenni ne hanno fatto un uso fraudolento. Questo non vuole dire che la misura sia sbagliata, vuol dire che purtroppo nel nostro Paese esistono anche dei criminali diciottenni che pensano di utilizzare in maniera fraudolenta uno strumento che invece andrebbe tutto a loro vantaggio. Quattro, cinque, dieci, dodici casi di persone che lhanno utilizzata in maniera scorretta non devono nascondere il fatto che invece ci sono tantissimi giovani che, grazie a questo bonus cultura, hanno potuto ad esempio acquistare libri che desideravano. Libri che magari non potevano permettersi. Hanno potuto sperimentare il teatro, il cinema, la musica, i concerti. Noi sappiamo dalle statistiche che alcuni hanno utilizzato il bonus cultura per andare alla Scala, per la prima volta nella loro vita. Sono occasioni utili, importanti che contribuiranno anche a cambiare lopinione dei giovani nei confronti delle istituzioni culturali nel corso della loro crescita. E una misura molto positiva che spero venga confermata anche dai futuri governi. Appena il ministro Franceschini lha promossa noi ci siamo subito attivati affinch il bonus risultasse spendibile nei nostri musei e nei nostri spazi espositivi. Io penso che un ragazzo di diciotto anni che pu vedere quattro mostre, anzich ad esempio una sola perch il suo portafoglio ne consente una sola, pu nel tempo esprimere in modo molto pi positivo il proprio senso di cittadinanza.


La strada da fare ancora molta, ma siamo orientati nella giusta direzione.

Ho citato anche il Teatro alla Scala. Vorrei spendere qualche parola in pi per questa straordinaria istituzione milanese. Abbiamo lavorato bene con il Sovrintendente Pereira per fare in modo che questa istituzione tornasse ad essere percepita come un patrimonio della citt. Non solamente motivo di vanto ed orgoglio per i cittadini milanesi, ma qualcosa che i cittadini percepiscono davvero come propria. Lidea che questa Scala sia sempre pi aperta, sempre pi disponibile, sempre pi accessibile, fondamentale. Con Pereira abbiamo costruito un progetto bellissimo che si chiama Grandi Spettacoli per Piccoli. Ovvero la possibilit per i bambini di andare alla Scala, vedere unopera pensata apposta per loro. Opere tagliate e misurate appositamente sulla capacit di attenzione di un bambino, che ovviamente non quella del grande repertorio tradizionale. Sono state messe in scena la Cenerentola di Rossini, il Flauto magico ed il Ratto del serraglio. Mi piace molto lidea di un Teatro alla Scala che torna ad essere vissuto dalla citt, in modo non esclusivo ma inclusivo. La strada da fare ancora molta, ma siamo orientati nella giusta direzione.

Grazie assessore per la disponibilit e buon lavoro.

http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2017/01/11/la-cultura-e-un-ponte-che-unisce-intervista-a-filippo-del-corno-assess/25024/


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