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Sotheby's batte Italia. Cos abbiamo perso un gioiello, la bicchierna di Siena
di Francesca Sironi
L'Espresso 12 gennaio 2017


La preziosa tavoletta del '400, attribuita al "Maestro dell'Osservanza", aggiudicata a Londra. Per Sotheby's una cessione regolare. Per il nostro patrimonio culturale una perdita enorme. Difficile da recuperare



Giugno 1441, Stato di Siena. Il ministero dellEconomia e delle Finanze - allepoca Gabella generale - commissiona a un artista la copertina del bilancio statale. una tradizione che prosegue gi da secoli, e continuer per secoli: il registro (rigoroso e dettagliato, allora) delle entrate e delle uscite della Repubblica viene rilegato a una 'copertina' di legno dipinta, preziosa, per esser custodito cos negli archivi. Amministrazione, trasparenza e bellezza - la musa penetra nei luoghi dove si maneggia il denaro, diranno di quelle tavole, le biccherne, gli studiosi. E il pittore incaricato nel 41 del compito si supera: su un pavimento a losanghe, in prospettiva, dipinge una flagellazione che gli storici dellarte non esiteranno a definire capolavoro seicento anni dopo.

L'INCANTO DEL LOTTO 22
7 dicembre 2016. Quella tavola, 45 centimetri per 30, tempera e oro su legno, viene battuta allasta da Sothebys a Londra. il Lotto numero 22, opera arresting, da lasciare a bocca aperta, scrivono nel catalogo, del Maestro dellOsservanza, come viene chiamato oggi lautore. Stimata fra i 470mila e i 700mila euro, viene aggiudicata per un milione e 632mila euro a un compratore di cui non dato sapere nome e provenienza. una transazione record, anche per la casa daste, che ne vanta infatti il risultato il giorno dopo.

Ma quella vendita, secondo la Direzione generale Archivi del ministero dei Beni culturali, non sarebbe dovuta avvenire. Perch le copertine degli archivi senesi, le biccherne e le gabelle, tutte, compresa lopera del Lotto 22, sono da sempre considerate parte integrante degli archivi statali, e quindi sono beni demaniali, di natura pubblica il cui diritto di propriet spetta allo Stato, in modo imprescrittibile, che non decade cio con il tempo. Cos si legge nel dossier inviato dal direttore generale Gino Famiglietti allAvvocatura dello Stato per chiedere di valutare iniziative per il recupero del pannello o azioni per il risarcimento del danno subito dallItalia, e dove si parla esplicitamente di una grave perdita per il patrimonio culturale della nazione.

Per Sothebys la cessione stata invece regolare, perch la tavola fa parte di una collezione tedesca da oltre cento anni, scrive, e per questo non possono esserci dubbi sulla possibilit del suo proprietario, privato, di metterla allincanto. Forte di questo punto, la casa dasta non aveva dato seguito alla richiesta della Direzione ministeriale, che il 6 dicembre aveva domandato alla societ di sospendere la vendita della rara Flagellazione, solo di quella - fra i 40 lotti previsti alla Old Masters Evening Sale di Londra, con quadri di Bruegel, Lotto, Tiziano - vista la natura pubblica del dipinto.

Non c' stato niente da fare. E ora la questione resta delicata, spiegano dallavvocatura generale, perch se la tavola sicuramente frutto di un furto allo Stato, anche uscita dal paese prima delle norme sulle licenze desportazione. Per questo, aggiungono, stanno esaminando il dossier che lEspresso ha potuto consultare, confrontando le leggi e la possibilit di farle valere in Gran Bretagna. Partendo sempre da quel fondo dorato per. Con i suoi stemmi dipinti di casate senesi.

DA BUONINSEGNA A LORENZETTI, CAPOLAVORI FRAGILI
Sotto le braccia alzate dei fustigatori di Cristo, nella tavola della Flagellazione, c uniscrizione. Questa et lentrata et luscita della generale gabella del comuno di Siena, inizia, per poi elencare i nomi dei funzionari - il camarlingo e gli executori - in carica dal gennaio 1440 al giugno 41, insieme al notaio che sanciva la regolarit del registro. Che il dipinto avesse quindi direttamente una funzione darchivio, di trasparenza sui conti pubblici per il consiglio-parlamento cittadino, oltre che di bellezza, non c dubbio. Lo dice lopera stessa, e lo racconta la sua storia.

Ogni bilancio di Siena viene infatti archiviato in questo modo dal 1257, e continuer a esserlo fino al 1682, tenendo unita in una sola prassi la citt e una delle sue pi antiche istituzioni medioevali. Lelenco contabile dei tributi versati (innumerevoli, esisteva unimposta persino sul ripudio delleredit) e delle spese pubbliche (per la difesa, le armi, o per astrologi, indovini e fattucchiere a servizio della collettivit) diventava occasione per commissionare ai maggiori pittori del territorio qualcosa di bello. Di valore. Che diventasse patrimonio delle istituzioni.
vedi anche:
Biccherna del XV secolo
Chi vuole cambiare l'export dei beni culturali
Un gruppo di lavoro. Chiamato a riformare le norme per l'esportazione di quadri e sculture, antiche e moderne. A cui partecipano sia funzionari pubblici che professionisti privati. Che da tempo lamentano i limiti della burocrazia. Veramente cos stretti? Stando ai numeri, e ai risultati di un'altra commissione, no


Oggi restano, al mondo, conosciute, soltanto 136 biccherne autentiche, di cui 105 sono conservate allarchivio di Stato di Siena, esposte in un museo permanente, aperto ai visitatori. Aveva ragione quindi Sothebys a ricordare nel catalogo della serata di dicembre la considerevole rarit del Lotto 22. La maggior parte delle tavole sono rimaste infatti con continuit in mano statale, dallepoca dei Comuni a quella dellUnit: era un obbligo per i funzionari riconsegnare i documenti una volta terminata la carica.

Altre sono state acquistate o donate nel tempo al museo; altre ancora sono l depositate dagli eredi dei magistrati dellepoca: come le undici biccherne della famiglia Piccolomini, cognome che compare gi nel 1300 fra i provedditori delle casse comunali. Molte infine sono andate perdute: fra loro la prima, la copertina voluta da un monaco del vicino monastero di San Galgano, don Ugo, chiamato a controllare con rigore di un santo i conti repubblicani, oppure tutte le tavole pagate alla vera star della citt, Duccio di Buoninsegna, il capostipite della scuola pittorica senese fra Duecento e Trecento.

Tra la fine dell800 e la Seconda guerra mondiale, numerose sono andate disperse, rivendute da rigattieri locali o mescolate allopera di falsari da mercato. Fra quelle riconosciute come autentiche, pubblicate nel 1984 nel primo volume scientifico, e antologico, dedicato a Le Biccherne, se ne ricordano alcune nei musei di Berlino, Budapest, New York. E infine poche in collezioni private: fra queste cera la tavola comprata dal pittore tedesco Franz von Lenbach e venduta a Londra il 7 dicembre, nel 1984 ancora fruibile perch donata al museo di Colonia dalla figlia del collezionista. Nella stessa pubblicazione si ricordava la scelta di tenere le biccherne al riposo, di evitare spostamenti in quanto nocivi al loro stato di conservazione.

IL PRECEDENTE DELL'ARCHIVIO MEDICI
Insomma, la tavola della Flagellazione era un patrimonio pubblico, un pezzo dellarchivio della Repubblica di Siena, passato in seguito allItalia unita, un frammento della memoria collettiva sottratto, quindi venduto, a cavallo del secolo scorso. E se il collezionista laveva acquistato in buona fede, e cos gli eredi lhanno poi messo allasta, non esiste per usucapione per i beni demaniali, ricordano dallavvocatura generale dello Stato, non c modo cio per un privato di vantare la propriet di un bene pubblico solo perch lo ha avuto a lungo fra le mani. Ma anche difficile, aggiungono i legali, far pesare questa norma adesso, protestando allestero un capolavoro scivolato fuori dai confini pi di un secolo fa.

Un precedente, in realt, ci sarebbe. Bisogna risalire per al 1917: il Times di Londra annuncia la messa in vendita eccezionale di una parte dellarchivio dei Medici - lettere e registri straordinari, affidati a Christies da un ramo della famiglia. In quelloccasione il governo ag con efficace tempestivit e riusc a ottenere il sequestro temporaneo dei documenti, si legge nella ricostruzione della vicenda ad opera degli studiosi dellarchivio di Stato di Firenze.

LItalia (allora regno) oppose alla casa daste proprio lo stesso principio sollevato oggi dalla direzione generale: ovvero la propriet demaniale degli atti che riguardavano la corte del Rinascimento. E la casa dasta, allora, ascolt. Nella causa che ne segu, Roma ottenne indietro tutte le scritture di natura demaniale, sottratte alla vendita e restituite al governo, mentre il resto dello schedario fu rimesso allincanto e fin sparso fra privati negli Stati Uniti. Se oggi sceneggiatori tv e accademici possono raccontare le vicende dei Medici con tanta precisione anche grazie a quelle memorie conservate. Per la biccherna della Flagellazione, invece, come finir?



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