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Nuove leve Unesco a Napoli. Ma Bernab: Per il centro storico rischio immanente
Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno 14/1/2017

Fino a domani 300 rappresentati per lassemblea nazionale del Comitato giovani

NAPOLI. Dov seduta la Toscana?. Vicino al Molise. E il Piemonte?. Sta l con la Sicilia. Parlano cos i trecento delegati italiani tra i 20 e i 35 anni, da ieri a domani a Napoli per lassemblea del Comitato Giovani della Commissione Italiana Unesco, nato appena un anno fa.

Con il nostro progetto dice Irene Tedesco, portavoce del gruppo napoletano basato soprattutto sullesperienza di Made in Cloister e Vascio Art di Roxy in the box, abbiamo sbaragliato tutti, anche Matera che capitale della cultura. Per queste tre centinaia di nuove leve sono accorsi al Maschio Angioino i vertici dellorganismo globale. Da Parigi videomessaggio del direttore generale Irina Bokova e, in carne ed ossa Franco Bernab, presidente della Commissione Italiana Unesco: Aver scelto Napoli per un evento cos rilevante un segnale positivo per una citt che ha un centro storico cos importante, dice. Un insieme di siti belli e fragili, diventato Patrimonio mondiale dellumanit nel 1995 e da allora non sempre tutelato, fino a rischiare di perdere lo stesso riconoscimento. cos. Il rischio non solo innegabile ma sempre immanente. Certo lUnesco consapevole della complessit della specificit napoletana cos come prende atto dei tanti passi avanti che sono stati fatti negli ultimi 15 anni, ma manca ancora una strategia precisa. Serve un piano definito, sistematico, di lungo periodo e soprattutto condiviso da tutte le forze politiche cos da non essere messo in discussione ad ogni cambio di amministrazione. La salvaguardia del centro storico deve diventare una priorit e prevedere un lavoro paziente che si sviluppi nel corso di decenni. Ci rendiamo conto che per un patrimonio come quello di Napoli non si possono ottenere risultati dalloggi al domani, ma per mettere al sicuro il titolo necessario che lUnesco percepisca almeno lo sforzo in questa direzione, un impegno che si concretizzi in progetti e azioni che garantiscano risultati periodici. E in Campania c anche un altro lembo importante che ha presentato la sua candidatura, i Campi Flegrei: Sono un territorio straordinariamente ricco di bellezze naturali ed archeologiche, fondanti per la storia della cultura universale ma che versano in condizioni spesso precarie. il caso del meraviglioso antro della Sibilla cumana, in completo abbandono. Abbiamo una lunga lista di richieste. Tra queste i Campi Flegrei a pieno titolo aspirano al riconoscimento. A incoraggiare lazione di queste giovani sentinelle del patrimonio arrivata anche Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario del Mibact: Amo Napoli e la sua lacerante bellezza. la citt che ho visitato di pi dallinizio del mio mandato ed innegabile la sempre maggiore serenit con cui i turisti, in maniera straordinariamente, crescente decidono di visitarla. Eppure solo di pochi giorni fa il ferimento di una ragazzina a Forcella e il conseguente appello di un commerciate di quel quartiere allo Stato. Che fa abbastanza? Ovviamente la sicurezza non competenza del nostro ministero, ma credo che, cos come a Milano in altri ambiti, gli organi competenti del governo siano predisposti a un aumento di organico. Napoli sa di avere nella cultura il punto di forza anche per cambiare la sua realt difficile. Lo testimonia, ad esempio, lesperienza di padre Loffredo alla Sanit.

Francesco Caruso, consigliere speciale Unesco della Regione Campania, parla ai giovani di luci ed ombre gettate sul patrimonio. Non dobbiamo nasconderci dietro un dito, i problemi ci sono, strutturali e gestionali, ma abbiamo anche una soluzione. Si chiama Sistema unico integrato di valorizzazione dei siti Unesco Campania, un progetto pilota gi deliberato a Palazzo Santa Lucia e finanziato con i fondi del Progetto cultura 20\20. Lobiettivo mettere in rete le otto perle Unesco del nostro territorio, sei materiali e i due immateriali (dieta mediterranea e Macchine di Nola) per farne ununica collana alla quale aggiungere anche Cuma e i Campi Flegrei. E promette: I Giovani Unesco campani entreranno nella governance del Sistema unico che ha bisogno di sentinelle, talenti e braccia.

A fare gli onori di casa, sia pure in trasferta, il presidente del Comitato, Paolo Petrocelli, che ricorda di aver scelto Napoli per latmosfera vibrante che si respira in questo momento. Nonostante le ferite, si legge una volont di fare sempre meglio, con progetti innovativi come Made in Cloister. Non a caso, Giuseppe Antonio Martiniello che ne lideatore e larchitetto che ha recuperato il chiostro di Santa Caterina a Formiello, mettendo in campo un progetto di rigenerazione urbana in una zona difficile come Porta Capuana, viene oggi (ieri ndr ) nominato Ambasciatore Unesco Giovani campania.



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