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I gioielli del Comune di Trieste ceduti ai privati
Giulia Basso
Il Piccolo 15/1/2017

Mancano i soldi per i restauri. Le storiche ville Cosulich, Engelmann e Stavropulos date in concessione al miglior offerente di

TRIESTE. Ci sono gioielli talmente preziosi e impegnativi da costringere i proprietari a disfarsene per forza. il caso delle ville storiche di propriet del Comune: splendide residenze dotate di parchi secolari che, in tempi di vacche magre, le casse pubbliche non sono pi in grado di mantenere in stato decoroso. Cos, dopo anni di manutenzione risicata e interventi col contagocce, perch cos imponeva il bilancio, il Comune prova una strada diversa: il coinvolgimento dei privati, tramite concessione mirata alla valorizzazione del bene.

Una strada delineata dal voto allunanimit espresso in commissione Lavori pubblici e Patrimonio e sposata con convinzione dalla giunta Dipiazza. Un esperimento interesser intanto tre delle perle di propriet municipale: Villa Cosulich in strada del Friuli, Villa Stavropulos in Costiera a Grignano e Villa Engelmann a Chiadino.

Purtroppo, a causa dei costi notevoli, la ristrutturazione di queste ville storiche ad opera del Comune risulta attualmente impossibile da realizzare e anche gli interventi di manutenzione ordinaria sono volti a garantire la sola salvaguardia strutturale - commenta Michele Babuder, consigliere di Forza Italia e primo firmatario, insieme agli azzurri Piero Camber e Alberto Polacco, della mozione ad hoc presentata in commissione e approvata allunanimit -. Cos per non riusciamo a tutelare il patrimonio interno delle strutture, dalle decorazioni e affreschi ai pavimenti di pregio, perci necessario intraprendere azioni per arginare il depauperamento del patrimonio.

Di l lidea, condivisa appunto da tutte le parti politiche e sposata in pieno dallassessore alla Cultura, Lorenzo Giorgi, di avviare azioni volte a raccogliere manifestazioni dinteresse da parte di privati per la locazione e gestione delle ville storiche che appartengono al Comune. Ville un tempo magnifiche, dallimportanza storica enorme ma dal valore nominale e immobiliare limitatissimo (sullordine di pochi milioni di euro nonostante le ampie metrature e gli spaziosissimi giardini), a cui fanno da contraltare maxi spese di gestione e manutenzione. LAgenzia del Demanio, in collaborazione con lAnci, ha promosso anche nel 2016 alcune strategie per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico - racconta Babuder -, con il secondo Progetto Valore: Dimore, che mira ad offrire visibilit, inserendoli nel proprio network, ad immobili pubblici di pregio: lavorare per inserire alcune propriet comunali in questo circuito pu essere una prima strategia.

La vetrina dellAgenzia del Demanio quindi, come detto, verr sfruttata per offrire ai privati tre splendide residenze. Le ville Cosulich, Stavropulos ed Engelmann. Tre residenze inserite allinterno di grandi parchi, di cui i triestini da anni non possono ammirare le bellezze. Villa Cosulich, che ora versa in uno stato disastroso, era in origine una dimora di campagna dei baroni Burlo, che dopo vari passaggi nel 1920 divenne propriet dell'armatore Antonio Cosulich. La villa con il suo giardino occupa una superficie di quasi un ettaro, con un parco ricco di specie arboree. Difficile, al momento, ipotizzare un valore per limmobile: il Comune dovr fare una stima accurata prima di ingolosire i privati interessati a prenderla in concessione e a metterla a reddito, trasformandola magari in un albergo o una location per eventi e cerimonie.

Villa Stavropulos, che gode di una posizione invidiabile con vista su tutto il golfo, stata donata al Comune dal mecenate Socrate Stavropulos alla sua morte, nel 1960. Luomo daffari greco, grande amante dell'arte, richiese per che la villa fosse destinata a luogo d'ospitalit e ispirazione per gli artisti. Una volont che il Comune - che negli anni ha rifatto gli intonaci e il tetto e cambiato i serramenti della villa - chieder al futuro acquirente di rispettare. Villa Engelmann, infine, inserita nel giardino comunale di via Rossetti, che si estende per 14 mila metri quadrati, stata completata nel 1843. Nel 1888 diventata propriet della famiglia Engelmann, che dopo tre generazioni l'ha donata alla citt. Lobiettivo del Comune dare visibilit a questi gioielli dimenticati, nella speranza che un privato possa essere interessato a prenderli in concessione per ristrutturarli e sfruttarli in chiave commerciale. Il tutto con un utilizzo non esclusivo dei giardini esterni, che cos potrebbero rimanere almeno in parte a disposizione della citt.



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