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Roma, il Mattatoio negato all'Accademia Belle Arti: Comune non riesce a liberare i locali
di PAOLO BOCCACCI
16 gennaio 2017 LA REPUBBLICA, ROMA

Due padiglioni della struttura di Testaccio assegnati da anni alla scuola d'arte che per non pu usarli perch il Campidoglio non riesce a spostare 5 tecnici e le botticelle


Un caso incredibile, che sembra uscito da un romanzo di Kafka. Da anni l'Accademia di Belle Arti di via via Ripetta, una delle pi prestigiose in Italia e in Europa, aspetta la consegna del Campo Boario e dei padiglioni dell'ex Mattatoio di Testaccio, dove dovrebbe costruire aule per altre migliaia di studenti. E ha anche in cassa tre milioni di euro che servirebbero per trasformare le due strutture in moderni luoghi di studio delle arti applicate. Ma non pu usarli, perch il Campidoglio non riesce a spostare l'attivit di circa cinque tecnici che realizzano serigrafie per i cartelli stradali e le botticelle che occupano ancora le stalle.

"I due padiglioni" spiega la direttrice dell'Accademia Tiziana D'Acchille "ci sono stati assegnati ufficialmente nel 2014 ma mai consegnati perch l'amministrazione si impegnava a "liberarli di persone e cose", una vecchia serigrafia del Comune, dove per gli impiegati non se ne sono andati mai definitivamente, anche perch cambiato il dipartimento da cui dipendono, per cui non abbiamo le chiavi e non possiamo materialmente iniziare le pratiche per i lavori".

Per ora l'Accademia ha gi aperto nell'ex Mattatoio una prima sede ristrutturando un lotto di altri due padiglioni, che ora ospitano corsi relativi sulle nuove tecnologie multimediale, con sale attrezzate con computer, e, all'aperto, la scultura monumentale e le tecniche del marmo. "Ma professori e studenti" continua la direttrice "sono assediati da nugoli di mosche che arrivano dalle vicine stalle dove ancora ci sono le botticelle e i cavalli. E si pone un problema di igiene".

La storia lunga. Nel 2002 fu assegnato all'Accademia tutto il perimetro del Campo Boario, migliaia di metri quadrati, per costruire un moderno Campus delle Arti. Ma da l le botticelle non sono mai andate via, nonostante per loro sia stata costruita a Villa Borghese una mega-scuderia, mai utilizzata, costata alle casse del Comune un milione e 350mila euro, che sarebbe abusiva. L'ipotesi infatti contenuta nella relazione della polizia giudiziaria che ha rilevato l'esistenza del divieto assoluto a costruire all'interno del Parco per la presenza di alberi secolari e altri manufatti antichi. Secondo il pm Alberto Galanti, l'amministrazione capitolina - prima con Alemanno e poi con Marino - mai avrebbe dovuto concedere il via libera alla realizzazione delle sessantasette stalle sorte al Pincio, tutte illegittime.

"Per adesso" conclude Tiziana D'Acchille "ci accontenteremmo
della consegna definitiva degli altri due padiglioni per i quali abbiamo tre milioni di euro per realizzarci dentro aule per la progettazione per la grafica editoriale, graphic design, laboratori di stampa digitale ed in cui vorremmo anche trasferire un altro laboratorio per la fabbricazione della carta. La crescita degli studenti dell'Accademia esponenziale. Ne abbiamo gi 2700 e con questi padiglioni potremmo accettarne l'iscrizione di altri cinquecento".



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