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Il Museo delle navi antiche: un bene collettivo da tutelare e valorizzare
Andrea Incorvaia
Posted on 17 gennaio 2017

PISA A distanza di 18 anni dalla magnifica scoperta avvenuta durante i lavori di risistemazione e riprogettazione della stazione ferroviaria di San Rossore, il Museo delle navi antiche di Pisa comincia ad essere realt. Un grande passo per la citt della Torre Pendente che vede sicuramente ampliare in maniera consistente la sua offerta culturale allinterno di un panorama turistico troppo spesso piatto e legato a percorsi ampiamente noti per i circuiti turistico-culturali cittadini.

Nonostante la presenza del cantiere di allestimento, e le limitazioni di accessibilit e sicurezza imposte dal cantiere stesso, considerato il grande interesse dellopera si voluto consentire laccesso ai primi due padiglioni, il cui allestimento stato quasi completato, grazie a un programma di visite guidate su prenotazione.

antiche navi

La scoperta avvenuta, come gi anticipato in un contesto fortuito, costituisce quella che da molti stata definita unaltra Pompei. Scoperta fortuita poich la volont iniziale era quella di costruire un centro di controllo della linea tirrenica, ma dopo poco tempo fu necessario modificare loriginario progetto a causa delle notevoli evidenze presenti. Gli archeologi rinvennero un considerevole numero di imbarcazioni identificate subito dopo con antiche navi affondate a causa di alluvioni stratificate nei secoli, allinterno di un settore (posto nella agro centuriato della colonia romana) di incrocio tra i canali della centuriazione e il fiume Serchio, questultimo un tempo passante proprio da questa zona.

Il numero di imbarcazioni rinvenute, databili tra il III sec. a.C. e il VII d.C., fu di circa 30 elementi, corredate da carichi di anfore, materiale di bordo e di vita quotidiana dellequipaggio e di ogni singolo marinaio, su unarea di circa 10.650 metri quadrati, tra scavo (oggi chiuso) e centro di restauro del legno bagnato. Fin da subito la citt sent il bisogno di conoscere questa nuova e importantissima evidenza culturale e gi nel 2000 fu aperta al pubblico una mostra permanente per far conoscere limportanza di tale scoperta.

Linaugurazione del cantiere museale avvenuta precisamente lo scorso 25 novembre, con lapertura alla cittadinanza dei primi due padiglioni espositivi, dove spicca, tra le altre cose, lesposizione della grande nave A inabissatasi nel II secolo d.C

Lidea che ruoter attorno al museo sar quella di costruire un grande contenitore culturale che narri sia la storia di quel pezzo di terra posto tra la centuriazione della colonia pisana, sia la storia antica della citt toscana.

A chiusura dei lavori (i quali dovrebbero durare altri due anni), il Museo conster di 8 ambienti aperti al pubblico, mentre ad oggi gli unici percorribili e gi allestiti sono la sala V e quella IV. La sala V ospita e ospiter le imbarcazioni restaurate (dovrebbero essere in totale 11), mentre la sala IV avr come tema le tecniche di costruzione da cantiere, allinterno della quale saranno esposti innumerevoli reperti, illustranti perfettamente la vita dellantico sito e le tecniche di ingegneria navale qui presenti.

Leccezionalit di questa scoperta correlata allo sviluppo del rinomatissimo e specializzato centro di restauro del legno bagnato, nato proprio in corrispondenza dellimponente ritrovamento archeologico. La presenza costante del laboratorio di restauro ha permesso sicuramente di creare leccellenza nellambito, sia del restauro che nel trattamento del legno a livello internazionale.

La nascita di questo grande complesso scientifico-museale pu sicuramente costituire per la citt un volano decisivo per il suo sviluppo culturale poich rappresenta una nuova risorsa per lintera collettivit.

La chiusura dei lavori prevista (come da ultimo finanziamento ministeriale) per il 2018 circa.

Un progetto da sostenere e condividere sia a livello locale che nazionale. Il futuro e lo sviluppo passano anche da questo genere di cose e dalla loro forza propulsiva di far conoscere e pubblicizzare il territorio in tutte le sue sfumature.

I due padiglioni, oggi fruibili, sono visitabili previo appuntamento e relativa prenotazione in giorni stabiliti o su richiesta per informazioni chiedere presso lindirizzo email turismo@archeologia.it, e il numero fisso 0555520407.

www.tuttomondonews.it/museo-delle-antiche-navi-pisa/


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