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Milano. I profughi arruolati nel parco di Italia Nostra
Pierpaolo Lio
Corriere della Sera - Milano 25/2/2017

Richiedenti asilo a scuola da Italia Nostra

per diventare manutentori, carpentieri o agronomi

Hamza e Yazan: Finalmente una soddisfazione

Ogni volta che parla, Peppino, 78enne volontario dal pollice verde, fa la sua magia. Non si sa come, senza spiccicare una parola dinglese n gesticolare, riesce a spiegare nel dettaglio i compiti a due giovani che vengono dallaltra parte del mondo. Peppino parla, con il suo accento meridionale. E Hamza e Yazan eseguono. Ed sudore, e fatica. Ma anche tanta soddisfazione giurano. Siamo contentissimi, dopo mesi di noia.

Hanno 23 anni. Uno libico, laltro siriano. Sono in Italia da qualche mese. Ospiti del centro di via Fratelli Zoia. In patria erano studenti: dingegneria luno, di letteratura araba laltro. Per il resto, sono il giorno e la notte. Il primo, alto e smilzo, sorprende per il suo sorriso. Il secondo ha lo sguardo serio e il fisico massiccio. E se Hamza vorrebbe trovarsi qui un lavoro e magari continuare gli studi, Yazan ha altri piani: Voglio tornare in Svezia, dove c la mia famiglia. Lass c stato, prima che un controllo rivelasse che le sue impronte erano gi state registrate in Italia, dove per le regole europee dovuto tornare.

Hamza e Yazan sono due dei migranti a cui Italia Nostra-Bosco in citt offre una chance per uscire dallinoperosit. Il progetto coinvolge piccoli gruppi (finora 15 persone), formati e messi alla prova nella gestione di un parco. Due settimane alle prese con la cura delle piante e lavori di manutenzione e carpenteria.

Quando al mattino Hamza e Yazan arrivano al semenzaio, dove nascono i nuovi alberi, la nebbia bassa e lumidit non d scampo. Pochi minuti e sono gi a vangare per fare spazio ai semi. Mi piace lavorare la terra, avevo un orto ricorda il siriano e poi finora abbiamo avuto troppo tempo libero. Only sleep and eat, no good. della stessa idea Abera Teshome. immerso tra gli alberi. Insieme ad altri volontari, indaffarato con le cesoie a pulire il sottobosco da rovi e piante infestanti. Per lui un ritorno allinfanzia: Mio padre era contadino. Ha 37 anni e una famiglia in Etiopia. Anche Abera, ex poliziotto, stato rispedito indietro dalla Svezia. Ora sogna di farsi raggiungere dalla famiglia e intanto inizio a studiare litaliano per trovare un lavoro.

Il lavoro qui non manca. Un ragazzo ha abbandonato: Non ce la faceva fisicamente. faticoso spiega il coordinatore Giuseppe Venezia ma vogliono tutti darsi da fare. Ci danno un grande aiuto. Hanno smantellato e ricostruito cento metri di passerella in legno; hanno realizzato un ponticello; e sostituito 300 metri di recinzione. Dopo la fase sperimentale, lobiettivo di questa palestra verde, come la chiama Luisa Toeschi, presidente di Italia Nostra Milano Nord, formare squadre di richiedenti asilo da far intervenire su chiamata di comitati, associazioni, scuole e istituzioni, per curare giardini e spazi verdi. per loro unoccasione di formazione e inserimento nella nostra societ. Lassessore Pierfrancesco Majorino entusiasta: una bellissima scommessa che indica un modello per lItalia: i fragili sono una risorsa per la cura della citt.



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