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Le 142 prescrizioni che rendono infattibile laeroporto di Renzi e Carrai
di Fabio Zita
La Citt invisibile, 27 febbraio 2017 (c.m.c.)



L'incredibile vicenda del parere di una commissione per la valutazione d'impatto ambientale che positivo nonostante ci siano 142 (centoquarantadue) cose che non vanno nel progetto presentato. Fuori i nomi!



Laeroporto di Firenze e linsostenibile leggerezza del Master Plan

In attesa che il prossimo 10 marzo, con la presentazione del progetto per il nuovo stadio di Firenze, il Sindaco Nardella annunci finalmente dove e come saranno localizzate e distribuite le funzioni di cui si parla oramai da tempo immemorabile (mercafir, stadio, aeroporto), ho pensato di leggere (attentamente) le 216 pagine del parere della Commissione nazionale di VIA sullaeroporto di Firenze e mi permetto di giudicarle un mero esercizio di equilibrismo terminologico e dialettico.

Partendo dalla doverosa ricostruzione degli aspetti amministrativi del procedimento, il documento riporta lelenco delle osservazioni (analizzate e contro dedotte in sede istruttoria) e, prendendo atto dei pareri del Mibac e della Regione Toscana e del pronunciamento del TAR (attraverso la sentenza 1310/2016 su questioni di merito poste da ricorrenti), si dilunga in una approfondita descrizione dei contenuti dei tre quadri di riferimento (programmatico, progettuale e ambientale) in cui suddiviso lo studio di impatto ambientale presentato dal proponente.

Listruttoria si conclude con lespressione del parere positivo della Commissione condizionato dallottemperanza di 62 prescrizioni, a loro volta contenenti circa 80 sub-prescrizioni, per un totale quindi di circa 142 indicazioni obbligatorie ai fini della realizzazione dellintera opera.

Rispetto allabnorme numero di condizioni a cui sottoposto il progetto dellaeroporto di Firenze, prima di commentarne i contenuti, vorrei ricordare quanto gi dichiarato in occasione di una precedente riflessione relativa allo stesso argomento, e cio che, in tema di valutazioni ambientali, vi un rapporto inversamente proporzionale tra la qualit del progetto e il volume del quadro prescrittivo elaborato dallautorit competente per la valutazione: a forti carenze del progetto e dello studio di impatto tende a corrispondere un alto numero di prescrizioni, finalizzate a sopperire a quanto non stato approfondito nella proposta.

Se, di per se, non bastasse a generare preoccupazione il dato numerico (partendo dalla constatazione che 142 prescrizioni sono, a tutti gli effetti, una bocciatura mascherata delliniziativa), la conferma dellirrealizzabilit dellaeroporto (almeno allo stato attuale delle conoscenze) emerge chiaramente dal peso di alcune prescrizioni.

Il particolare mi soffermo sui temi pi rilevanti, citandone i contenuti e commentandone le conseguenze.

Rischio di incidente aereo

Con la prescrizione n. 3 la Commissione ha imposto la redazione di uno studio riferito agli scenari probabilistici sul rischio di incidenti aerei considerato anche luso esclusivamente monodirezionale della pista Lo studio dovr essere redatto da soggetto terzo pubblico con esperienza per la previsione del rischio degli incidenti aerei mediante modelli di calcolo. Lo studio dovr descrivere e quantificare i possibili rischi per la salute umana e per lambiente. con la stima dei danni materiali attesi Lo studio dovr anche individuare le misure per eliminare o ridurre il danno, misure inclusive della delocalizzazione delle preesistenze qualora emerga un rischio per la perdita di vite umane .

Dunque, il proponente, prima che il Ministro delle infrastrutture approvi definitivamente lopera, dovr rivolgersi ad un organismo pubblico al quale sar dato lonere di descrivere il rischio di incidente aereo, perch tale imprescindibile analisi non ha fatto parte della documentazione presentata, pur trattandosi di un tema quale la perdita di vite umane, la cui rilevanza credo sia inoppugnabile.

Stante tutto ci, mi chiedo quale credibilit possa avere un parere espresso in assenza di elementi di tale importanza, in grado di condizionare, qualora correttamente evidenziati, la stessa realizzabilit del progetto.

Stabilimenti a rischio di incidente rilevante presenti nellintorno aeroportuale

Con la prescrizione n. 4, la Commissione, cos come per la prescrizione n. 3, certifica unaltra sostanziale carenza progettuale, riferita alla necessit di evidenziare la probabilit di accadimento di un impatto aereo sugli stabilimenti circostanti laeroporto, in particolare su quelli classificati dalla Direttiva Seveso come a rischio di incidente rilevante. Questa stima sar finalizzata a valutare tutti i possibili effetti domino o di amplificazione e a definire idonee procedure di sicurezza .

Valgono per questo argomento le stesse considerazioni fatte al punto precedente, ricordando quindi che attualmente nulla si sa del rapporto tra le modalit di sorvolo del territorio e le attivit insediate.

Terre e rocce da scavo

LArgomento, per Firenze, delicato, visti i precedenti relativi alla TAV (tra laltro ancora non risolti a 5 anni dalle indagini della magistratura).

La prescrizione n.8 sub c), conclude dichiarando La presentazione del Piano di utilizzo [delle terre e rocce da scavo] al MATTM (art. 5 DM 161/2012) condizione necessaria alla preventiva autorizzazione alla realizzazione di qualsiasi opera prevista .

Tale condizione totalmente in contrasto con i contenuti dello stesso art. 5 del DM 161/2012 citato, che impone invece (opportunamente) la presentazione del Piano di utilizzo prima dellespressione del parere di valutazione ambientale, e non prima dellautorizzazione alla realizzazione.

La questione tra laltro era gi stata trattata nel parere VIA della Regione Toscana, ove si dichiarava lillegittimit del procedimento, proprio con riferimento alla mancanza tra i documenti del richiamato Piano di utilizzo.

E quindi del tutto incomprensibile come la Commissione, in totale difformit dalla legge, abbia potuto rimandare ad una fase procedimentale successiva alla VIA la presentazione di un elaborato la cui importanza legata anche ai quantitativi in gioco (oltre 3 milioni di mc di terre, o altro che dovranno essere rimosse e/o trattate).

Valgono- purtroppo anche per questo argomento le stesse considerazioni in merito alla attendibilit di un giudizio di compatibilit ambientale, che pi che a uno strumento di tutela da eventuali impatti sembra assomigliare ad una cambiale da scontare.

4) Fosso reale: attraversamento autostrada A11

Con la prescrizione n. 29 si impone al proponente, in sede di progettazione esecutiva, di sviluppare la soluzione di attraversamento della autostrada A11 . risolvendo la problematica tecnica evidenziata nel parere del Genio Civile di Bacino Arno .

Nella sostanza la Commissione costretta a constatare che il progetto, relativamente alle opportune modifiche al Fosso reale per consentirne il passaggio sotto il rilevato autostradale in assoluta sicurezza, non individua soluzioni accettabili, ma ci non ha impedito alla Commissione stessa di esprimersi favorevolmente anche con riferimento agli aspetti idraulici, seppure attribuendo ad elaborazioni da presentare nella successiva fase autorizzativa lonere di trovare soluzioni alla problematica.

Alla luce di tali gravi carenze progettuali (alle quali si devono aggiungere molte altre che non cito), le imbarazzanti conclusioni del parere sono totalmente contrarie ai principi che regolano le procedure di valutazione, e inducono a delegittimare di fatto il ruolo stesso della Commissione (e la finalit per cui stata istituita), minandone la credibilit e producendo il solo effetto di allontanare ancor di pi i cittadini dalle istituzioni.

Per essere pi chiaro e diretto potrei dire che la fiducia riposta oggi nel lavoro della Commissione la stessa che ognuno di noi avrebbe nei confronti di un meccanico che giudica le prestazioni di una automobile senza conoscerne le caratteristiche, o di uno chef che commenta una pietanza senza averla assaggiata.

Sarebbe lora che tutto questo finisse, che ognuno tornasse a fare il proprio mestiere (in scienza e coscienza): che chi chiamato a valutare lo facesse in autonomia e chi deve decidere evitasse di cercare sempre compiacenti coperture.

I virtuosi comportamenti che dovrebbero caratterizzare le azioni quotidiane di tutti coloro che operano per il bene della societ furono rappresentati gi sette secoli fa da Ambrogio Lorenzetti nellallegoria del Buon governo, ma, a quanto pare, perch tutto ci entrasse nel sentire comune, non bastato fissarlo su un muro.

P.S. Dei 48 membri della Commissione VIA, 35 hanno sottoscritto il parere e 10 sono risultati assenti. Tre sono i membri che hanno espresso un parere contrario: chapeau!

http://www.eddyburg.it/2017/02/le-142-prescrizioni-che-rendono.html


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