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ROMA-Lo stadio per la A.S. Roma Piovono rane (e non solo)
Fabio Grasso
www.emergenzacultura.org, 03/03/2017

Per la Libert delle Soprintendenze.

Che la questione dello stadio per la Roma sia tuttaltro che conclusa e risolta lo dimostra un articolo a firma di Sergio Rizzo sulle pagine del Corriere della Sera del 1 Marzo 2017 intitolato: Lo stadio e la commedia delle carte. La Soprintendenza: tutelate le rane. Il titolo parla da solo

e la posizione del noto giornalista appare indiscutibilmente contro la Soprintendenza di Roma e quindi anche contro la decisione di questultima di avviare liter [percorso] per limposizione del vincolo sulle strutture principali costituenti lippodromo di Tor di Valle destinate ad essere distrutte per la costruzione dello stadio. Di fatto, secondo lo stile Las Vegas delle pi rutilanti performance del Divino Otelma, si fa apparire molto discutibile il comportamento della Soprintendenza della quale si ride a causa della tutela delle rane. Ci facendo per si nasconde in effetti il dietro le quinte ovvero il delegittimare un ben pi importante parere, quello di tutela delle tribune. Se la Soprintendenza indica la Luna pu anche capitare che qualcuno guardi il dito. La nostra fortuna di appartenere ad una categoria, quella degli studiosi di Storia, per i quali lautorevolezza indotta dellipse dixit [Egli ha detto] ha valore nullo sempre; a maggior ragione non esiste quella dedotta. Il fatto che S. Rizzo, in sostanza, sia stato lautore di importanti inchieste, anche condivisibili, non ci mette nella condizione di considerare tutto ci che esce dalla sua penna (anche quando pubblicato su una prestigiosa testata nazionale) come oro liquido, una sorta di vangelo.

Il prestigio del pulpito (il Corriere) dal quale avviene quello che sembra un sermone e lattenzione del titolo alle rane amplificano di fatto il racconto fino ai toni di quel passo della Bibbia che descrive una delle celebri piaghe: Aronne stese la mano sulle acque dEgitto e le rane uscirono e coprirono il paese. Quelle righe giornalistiche potrebbero anche apparire credibili se solo non le si leggesse fino allultima allorquando solo il grande Tot, restituendo il reale stato della scena, avrebbe esclamato: Ma che piaga dEgitto! E piaga dEgitto!. Non siamo infatti nel paese dei faraoni ma nella pi nostrana Italia e le rane poco centrano in realt. La piaga invece c tutta ed quella del chiunque deve fare il mestiere degli altri e ci perch viviamo in un paese, il nostro, dove esistono sessanta milioni di arbitri ed allenatori quando gioca la Nazionale di calcio e quello in cui il Bar dello Sport sempre aperto. Chi leggesse quellarticolo sarebbe indotto a pensare che lautore non sia un architetto, n paesaggista, n un ingegnere, n un archeologo, n uno storico dellarte, o dellarchitettura moderna e contemporanea; stenterebbe inoltre a credere che si sia mai cimentato in unanalisi strutturale o che abbia letto anche solo uno dei pi compendiosi volumi di storia dellarchitettura; di certo potrebbe dire per che ama poco gli anfibi. Fatto sta che il polveroso studioso con il vizio della ricerca quotidiana non in salotti ma in archivi, biblioteche e luoghi del genere, ne rimarrebbe deluso perch scoprirebbe che S. Rizzo un laureato in architettura. Non sappiamo per se egli pratichi larchitettura ogni giorno e se si occupi di ricerca di storia dellarchitettura quotidianamente n se sia un architetto prestato al giornalismo o il contrario. Certo che i titoli delle sue pubblicazioni (almeno quelle che si riusciti a trovare) lascerebbero propendere per la seconda ipotesi. Questa certezza fa il paio inoltre con unaltra ancora pi importante: la scelta della Soprintendenza di Roma di avviare quelliter si fonda sul parere addirittura di ben quattro, dico quattro, comitati tecnico-scientifici ministeriali ma ci non ricordato nellarticolo. La piaga, anzi limmaturit del nostro Paese, forse proprio quindi in questo voler fare ad ogni costo il mestiere degli altri con la presunzione, verrebbe da dire, di svolgerlo meglio degli altri inclusi gli esperti ovvero coloro che fanno sempre e solo quello.

Ai tanti che in questi giorni stanno riempiendo le pagine dei giornali non chiediamo di conoscere la differenza fra una base attica della madrepatria greca e la medesima realizzata nelle colonie, no, non chiediamo di conoscere argomenti cos specifici. Chiediamo, invece, a chiunque voglia giudicare loperato della Soprintendenza di Roma (ma questo vale per tutte le altre naturalmente), di ricordare che fra il Maggio del 2014 (quando stato presentato il primo progetto dello stadio) ed il Settembre del 2016 (quando si cominciato a discutere il progetto definitivo) in quellufficio si sono succeduti ben cinque, dico cinque, soprintendenti; si dovrebbe far sapere che i necessari, dico necessari, sopralluoghi non sono obbligatori ed in ogni caso non sono rimborsati ai funzionari che li eseguono (come dire che il comandante di una stazione dei carabinieri debba pagare di tasca propria il carburante per inseguire ed acciuffare i ladri); si dovrebbe far sapere infine che nella soprintendenza di Roma il fotografo (fondamentale per documentare i sopralluoghi e non solo), andato in pensione tempo fa, non stato ancora sostituito. Riportare o meno questi dettagli ci che fa la differenza fra il raccontare la Storia e il costruire storie. Perch non si dirigono gli strali contro Dario Franceschini ministro a capo del MIBACT da cui dipende la Soprintendenza di Roma? Tutto ci non da paese civile ma daltro canto Pasquino (una delle pi famose statue parlanti di Roma) ed il Tevere (che se potesse parlerebbe pure lui tanto avrebbe da dire) ne hanno sentite di simili storie fra cui anche quella di un imperatore romano che nomin senatore il proprio cavallo. E non detto che la storia non si ripeta.
Per chi non lo avesse ancora compreso qui a rischio la libert delle Soprintendenze, oggi quella di Roma, domani quella di unaltra. Sarebbe perci auspicabile che tutti, dai funzionari ai dirigenti fino soprattutto ai soprintendenti, esprimessero pubblicamente e con determinazione la loro solidariet alla Soprintendenza di Roma. In ogni caso, a breve, il posto di soprintendente della capitale sar vacante; sembra giusto proporre al ministro D. Franceschini il nome di Sergio Rizzo.



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