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ROMA-Appello a Gentiloni: non cancellate decenni di conquiste in materia di Parchi Nazionali
Vittorio Emiliani
www.emergenzacultura.org, 08/03/2017

Torna drammaticamente dattualit la legge-quadro 394/91 sulle aree protette. Ci che non riusc ad Altero Matteoli e a Stefania Prestigiacomo sta riuscendo al Pd e al governo.
Tutte le lobby anti-Parco sono scatenate affinch a tappe forzate la maggioranza approvi la legge del senatore Massimo Caleo (Pd), che stravolge radicalmente la buona legge Cederna-Ceruti n. 394 del 1991 sulle aree protette. Dopo il s, fra accesi contrasti, al Senato, i proponenti serrano i tempi a Montecitorio. Un documentato, accorato appello di ambientalisti, uomini di cultura e scienziati stato rivolto oggi al premier Paolo Gentiloni ricordandogli anche gli otto lunghi anni nei quali ha diretto la rivista di Legambiente Nuova Ecologia. Renzi non ha mai mostrato sensibilit per questi temi. Gentiloni, essi sperano, dovrebbe mostrarne. I giovani manifestano un rinnovato interesse ai temi ambientali e naturalistici, lenciclica di papa Francesco richiama uomini e governi ai loro doveri a favore dellambiente. Soltanto i politici (e i giornali) italiani sono cos sordi e lasciano prima in abbandono e poi stravolgono i nostri bellissimi, utilissimi Parchi giunti al numero di 23 per una superficie protetta superiore al 10%?

Le chiediamo signor Presidente, di non permettere che la storica e ancora validissima legge 394/91, sia modificata in peggio abbassando le competenze di tutela nazionale per accontentare la politica locale. Di seguito elencano una serie di punti introdotti dal Senato che in pratica vanificherebbero anni di battaglie per difendere il nostro comune patrimonio nazionale giunto, grazie anche alla legge che si vuole affossare, a 23 Parchi Nazionali.

1) per la nomina del presidente non verrebbe richiesto alcun titolo specifico concernente la conservazione della natura che la mission dei parchi .

2) il direttore non verrebbe pi scelto in base alle competenza naturalistiche e culturali ma secondo una comprovata e non meglio precisata esperienza professionale di tipo gestionale. E sarebbe nominato dal locale Consiglio direttivo, di fatto dalluomo di partito Presidente del Parco, non pi dal Ministero in base ad un elenco di esperti esistente.

3) gli agricoltori entrerebbero a far parte dei Consigli direttivi dei parchi. Apripista di altre categorie?

4) le attivit economiche con impatto sullambiente dei Parchi , come nel caso degli impianti di estrazioni petrolifere, pagherebbero royalties decretando in tal modo, come cavalli di Troia, la fine dellindipendenza degli stessi.

5) allinterno dei consigli direttivi la componente scientifica e conservazionista (gi oggi fortemente ridotte) diminuirebbe ancora a favore dei portatori di interessi locali e di parte.

6) nulla si dice poi, circa un deciso potenziamento della sorveglianza e delle dotazioni organiche totalmente insufficienti allinterno delle aree protette nazionali e delle Aree Marine Protette.

7) sul possibile Parco nazionale del Delta del Po il mancato raggiungimento dellintesa tra Regioni precluderebbe ladozione di un decreto sostitutivo del Governo. Quindi non si far mai.

8) la caccia sarebbe permessa non pi solo ai residenti come si era civilmente prospettato con la 394 ma anche a cacciatori provenienti dallesterno. Si possono gi immaginare laffollamento di doppiette da zone ormai prive di selvaggina.

9) viene totalmente aggirato il principio (presente nella 394/91) della completa omologazione delle Aree Marine Protette ai Parchi nazionali. Le stesse vengono lasciate in una situazione di totale indeterminatezza e in balia di improbabili Consorzi ai quali non vengono neppure conferiti i fondi necessari al funzionamento.

Molte le firme importanti, in testa fra quelle del Gruppo dei 30, Francesco Mezzatesta (gi Segretario generale Lipu e responsabile dei Verdi per i parchi); Giorgio Boscagli (gi Direttore del Parco Regionale Sirente-Velino e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi); Luigi Piccioni (storico dei Parchi, docente allUniversit della Calabria); Corradino Guacci (Presidente della Societ Italiana per la Storia della Fauna); Fabio Vallarola, (Direttore Area Marina Protetta Torre del Cerrano gi Direttore del Parco Nazionale del Pollino ); Bruno Petriccione (Presidente di Appennino Ecosistema e componente del Comitato scientifico di WWF Oasi); Franco Pedrotti (Professore emerito dellUniversita di Camerino, gi Presidente della Societ Botanica Italiana); Jean-Paul Theurillat (Ecologo Universit di Ginevra, socio WWF Svizzera, Componente Consiglio Scientifico Appennino Ecosistema); Giuseppe Rossi (gi Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e del Parco Nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise).

E inoltre Desideria Pasolini dallOnda, fondatrice di Italia Nostra; Stefano Allavena (gi Dirigente Superiore del Corpo Forestale dello Stato, gi Commissario Straordinario Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga; Presidente Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti ; Mim Nicoletti (Docente Universit di Salerno, Direttore Parco Naz. Gran Sasso Monti della Laga) ; Cesare Lasen (geobotanico, gi Presidente Parco Nazionale Dolomiti Bellunese e membro Consulta Nazionale per le Aree Protette) Guido Pollice (Presidente di Verdi Ambiente Societ; Giorgio Nebbia (Docente emerito Universit di Bari); Wolfgang Sachs (Saggista, esperto di sostenibilit, Wuppertal U Institute , Germania); Kevin Cianfaglione (Geoarchitettura, Universit della Bretagna Occidentale, Francia) : Gruppo San Rossore (Presidente Renzo Moschini?; Vezio De Lucia, presidente Bianchi Bandinelli; Anna Marson urbanista dello IUAV, redattrice Piano paesaggistico Toscana; Monia Frassoni portavoce dei Verdi europei.



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