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Mozione del Consiglio Superiore dei BC: "Il patrimonio culturale è il futuro dei territori colpiti dal terremoto"

MOZIONE DEL CONSIGLIO SUPERIORE ‘BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI’ DEL MIBACT – MATELICA 20 MARZO 2017

“IL PATRIMONIO CULTURALE È IL FUTURO DEI TERRITORI COLPITI DAL TERREMOTO”

Il Consiglio Superiore ‘Beni Culturali e Paesaggistici’, nella riunione straordinaria, in seduta pubblica, tenuta a Matelica (MC), Teatro Piermarini, il 20 marzo 2017, dopo un sopralluogo in alcune località marchigiane colpite dal terremoto e avendo ascoltato la relazione dell’arch. Antonia Pasqua Recchia, Segretario generale del MiBACT, e le testimonianze del prof. Alessandro Delpriori, Sindaco di Matelica; del prof. Mauro Dolce, in rappresentanza del Capo Dipartimento della Protezione civile, ing. Fabrizio Curcio; dell’ing. Achille Cipriani, Comandante provinciale dei VV.FF di Macerata, in rappresentanza del Capo del C.N.VV.F., ing. Gioacchino Giomi; del prof. Sauro Longhi, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche; del prof. Claudio Pettinari in rappresentanza del Rettore dell’Università degli studi di Camerino, prof. Flavio Corradini; del prof. Francesco Adornato, Rettore dell’Università degli studi di Macerata; della prof.ssa Anna Maria Ambrosini Massari, in rappresentanza del Rettore dell’Università degli studi di Urbino, prof. Vilberto Stocchi; del prefetto Fabio Carapezza Guttuso, Coordinatore dell'unità di crisi del coordinamento nazionale del MiBACT; dell’ing. Paolo Iannelli, Soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016; della dott.ssa Giorgia Muratori, Segretario regionale e responsabile Unità di crisi delle Marche; dell’arch. Carlo Birrozzi, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche; del maggiore Carmine Grasso, Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, in rappresentanza del Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Fabrizio Parrulli;
ESPRIME
la più sentita solidarietà e vicinanza alle popolazioni così duramente colpite dai recenti terremoti e pieno apprezzamento per l’attività svolta e in corso, in condizioni assai difficili, con grande competenza e passione, da parte di tutto il personale del MiBACT, dalla Protezione Civile, dai VV.FF., dai Carabinieri NTPC, dall’Esercito e dalle forze dell’ordine, dai volontari, dal Commissario straordinario, dalle Regioni, dai Sindaci e dagli Enti Locali, e, in particolare, dalle stesse comunità locali che stanno dimostrando una straordinaria forza e volontà di rinascita.
Il Consiglio è profondamente convinto che il patrimonio culturale possa e debba rappresentare un fattore essenziale per costruire il futuro delle comunità e dei territori e che costituisca già in questa lunga fase di ricostruzione un elemento di coesione e di forte identità delle ‘comunità di patrimonio’ dei territori dell’Italia centrale colpiti dal sisma.

Il Consiglio, raccogliendo varie suggestioni e indicazioni, a seguito dei sopralluoghi e dopo un ampio e approfondito dibattito
AUSPICA:
• Che il Governo e il Parlamento italiani e l’Europa intera sostengano in ogni modo l’attività di recupero, restauro, ricostruzione dell’intero patrimonio culturale diffuso, destinando maggiori risorse e personale specializzato, elaborando e realizzando progetti di qualità per la rinascita dei borghi, dei centri storici, dei monumenti, degli edifici di culto, dei luoghi della cultura e dell’intero tessuto territoriale e paesaggistico e, soprattutto, rafforzando le straordinarie capacità di resilienza che le popolazioni stanno dimostrando.
• Che si curi il recupero, la ricostruzione la tutela e la valorizzazione non solo dei singoli monumenti ma dell’intero tessuto connettivo, che costituisce la peculiarità di questi territori e che si può salvaguardare solo con una stretta e efficace collaborazione tra tutti gli interlocutori e un potenziamento della capacità operativa degli uffici periferici del MiBACT in queste regioni.
• Che si sviluppino fin da subito attività che colleghino la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale con progetti di sviluppo economico e sociale sostenibile e durevole, mediante sia specifiche iniziative di turismo culturale sia interventi nel campo della ricerca, della formazione, dell’innovazione tecnologica e dell’industria creativa.
• Che si attui una politica di stretta collaborazione tra le varie istituzioni e i cittadini e che trovi piena attuazione lo spirito della Convenzione europea di Faro, favorendo in ogni modo la centralità e il protagonismo delle locali ‘comunità di patrimonio’ nel «processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione del patrimonio culturale» e la partecipazione attiva «alla riflessione e al dibattito pubblico sulle opportunità e sulle sfide che il patrimonio culturale rappresenta», sviluppando «una maggiore sinergia di competenze fra tutti gli attori pubblici, istituzionali e privati coinvolti» e sollecitando tutte le parti a «sviluppare un quadro giuridico, finanziario e professionale che permetta l’azione congiunta di autorità pubbliche, esperti, proprietari, investitori, imprese, organizzazioni non governative e società civile».
• Che, a partire da questa esperienza, si costituisca, in maniera stabile e strutturata, una vera e propria funzione della Protezione Civile specializzata nel campo del Patrimonio Culturale con il pieno coinvolgimento del MiBACT e la stretta collaborazione del MIUR, in modo da preparare specialisti dei beni culturali, già in sede di formazione universitaria, in grado di operare come pronto intervento e nelle attività di recupero dei beni, analisi delle macerie, restauro e ricostruzione, sia in occasioni di catastrofi sia in ‘periodo di pace’ per una più efficace opera di studio, monitoraggio, prevenzione.
• Che si avvii una ampia e sistematica azione coordinata e multidisciplinare di studio e analisi dei territori e che si mettano in campo adeguate misure di prevenzione, messa in sicurezza e di manutenzione programmata del patrimonio culturale italiano, anche attraverso l’aggiornamento professionale degli specialisti dei beni culturali operanti nel MiBACT e dei liberi professionisti e società specializzate.
• Che, in tal senso, si giunga presto ad un accordo fra MiBACT e MIUR, in particolare con le Scuole di Specializzazione di Beni Architettonici, Archeologia, Storia dell’arte, Archivistica, ecc., sia per impiegare nell’immediato le tante competenze presenti e disponibili sia, soprattutto ai fini della costituzione di tale funzione della Protezione Civile-Patrimonio Culturale, prevedendo alcune condizioni, come l’obbligo di inserire, nei curricula di dette Scuole, dei corsi di preparazione all’intervento in caso d’emergenza.
• Che si utilizzino i depositi di raccolta dei beni culturali recuperati, i laboratori di restauro, i musei e i luoghi della cultura come cantieri aperti alle popolazioni locali e ai visitatori – compatibilmente con le ovvie necessità di sicurezza – per presentare i lavori in corso, per allestire mostre, per organizzare conferenze, convegni, incontri e ogni altra iniziativa utile a sviluppare la partecipazione attiva e a mantenere un filo diretto tra i cittadini e il loro patrimonio.



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