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Zone terremotate, una mozione per ricostruire il nostro patrimonio culturale
Giuliano Volpe
The Huffington Post 22/3/2017

"Il patrimonio culturale il futuro dei territori colpiti dal terremoto". questo il titolo della mozione del Consiglio Superiore "Beni culturali e paesaggistici" del MiBACT che si riunito a Matelica in una seduta straordinaria e pubblica. La seduta stata preceduta da un sopralluogo in alcuni dei monumenti e luoghi danneggiati dai vari sismi succedutisi tra agosto del 2016 e gennaio del 2017, come la bella chiesa di San Francesco a Matelica, o il museo diocesano della stessa citt, con una collezione di migliaia di tele, sculture, oggetti sacri, mobili, o il museo di San Domenico e, infine, il centro storico di Camerino, ora zona rossa presidiata dall'esercito e dalle forze dell'ordine.

Qui ci che colpisce in particolare il silenzio innaturale delle piazze e strade che solo pochi mesi fa erano vivacemente frequentate dai cittadini e dagli studenti dell'antica Universit di Camerino (di fatto un'unica comunit, paritetica anche sotto il profilo numerico, con 7.000 abitanti circa e altrettanti studenti).

Significativo lo slogan #ilfuturononcrolla scelto dall'Universit all'indomani del sisma. Un futuro che potr essere (ri)costruito con e grazie al patrimonio culturale, fatto non solo di monumenti, chiese e singole opere d'arte, ma dello straordinario tessuto territoriale e paesaggistico, dai piccoli borghi e, soprattutto, dalle "comunit di patrimonio" dell'Italia centrale che stanno dimostrando una eccezionale capacit di resilienza.

Non a caso il Consiglio ha voluto fare un esplicito e forte richiamo alla Convenzione di Faro (che purtroppo il Parlamento italiano non ha ancora ratificato!), perch questo drammatico evento che ha colpito le regioni rappresenti la prima coerente occasione di applicazione dei principi di quella straordinaria e rivoluzionaria convenzione europea.

La mozione contiene anche alcune proposte per il futuro (come la costituzione di una specifica funzione, stabile e ben strutturata, della Protezione Civile per il Patrimonio Culturale), sollecita una collaborazione sistematica tra MiBACT e mondo delle Universit e della ricerca, offre indicazioni operative (come la costituzione di depositi-laboratori aperti, nelle forme possibili, alla partecipazione dei cittadini e dei visitatori; non quindi magazzini nei quali solo conservare, forse per molti anni, opere d'arte, ma luoghi vivi per mostre, esposizioni, incontri, conferenze, etc.).

Soprattutto il Consiglio ritiene indispensabile l'elaborazione di un progetto di sviluppo, capace di coniugare fin da ora la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale alla creazione di occasioni di lavoro qualificato, alla formazione superiore, alla ricerca d'avanguardia e all'innovazione tecnologica, all'industria creativa e a forme di turismo culturale e ambientale. Un progetto non calato dall'alto ma frutto di ascolto, di confronto libero e laico, di studio, di condivisione.

Con questa seduta il Consiglio ha voluto lanciare non solo un segnale di sostegno a chi sta operando tra mille difficolt e di vicinanza del MiBACT alle comunit locali e ai territori terremotati, ma anche un messaggio di apertura e di dialogo per affermare una visione viva e vitale del patrimonio pi forte di qualsiasi scossa di terremoto.

Ecco il testo della mozione:

Mozione del Consiglio Superiore 'Beni culturali e paesaggistici' del MiBACT - Matelica 20 marzo 2017

"Il patrimonio culturale il futuro dei territori colpiti dal terremoto"

Il Consiglio Superiore 'Beni Culturali e Paesaggistici', nella riunione straordinaria, in seduta pubblica, tenuta a Matelica (MC), Teatro Piermarini, il 20 marzo 2017, dopo un sopralluogo in alcune localit marchigiane colpite dal terremoto e avendo ascoltato la relazione dell'arch. Antonia Pasqua Recchia, Segretario generale del MiBACT, e le testimonianze del prof. Alessandro Delpriori, Sindaco di Matelica; del prof. Mauro Dolce, in rappresentanza del Capo Dipartimento della Protezione civile, ing. Fabrizio Curcio; dell'ing. Achille Cipriani, Comandante provinciale dei VV.FF di Macerata, in rappresentanza del Capo del C.N.VV.F., ing. Gioacchino Giomi; del prof. Sauro Longhi, Rettore dell'Universit Politecnica delle Marche; del prof. Claudio Pettinari in rappresentanza del Rettore dell'Universit degli studi di Camerino, prof. Flavio Corradini; del prof. Francesco Adornato, Rettore dell'Universit degli studi di Macerata; della prof.ssa Anna Maria Ambrosini Massari, in rappresentanza del Rettore dell'Universit degli studi di Urbino, prof. Vilberto Stocchi; del prefetto Fabio Carapezza Guttuso, Coordinatore dell'unit di crisi del coordinamento nazionale del MiBACT; dell'ing. Paolo Iannelli, Soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016; della dott.ssa Giorgia Muratori, Segretario regionale e responsabile Unit di crisi delle Marche; dell'arch. Carlo Birrozzi, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche; del maggiore Carmine Grasso, Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, in rappresentanza del Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Fabrizio Parrulli;

ESPRIME
la pi sentita solidariet e vicinanza alle popolazioni cos duramente colpite dai recenti terremoti e pieno apprezzamento per l'attivit svolta e in corso, in condizioni assai difficili, con grande competenza e passione, da parte di tutto il personale del MiBACT, dalla Protezione Civile, dai VV.FF., dai Carabinieri NTPC, dall'Esercito e dalle forze dell'ordine, dai volontari, dal Commissario straordinario, dalle Regioni, dai Sindaci e dagli Enti Locali, e, in particolare, dalle stesse comunit locali che stanno dimostrando una straordinaria forza e volont di rinascita.

Il Consiglio profondamente convinto che il patrimonio culturale possa e debba rappresentare un fattore essenziale per costruire il futuro delle comunit e dei territori e che costituisca gi in questa lunga fase di ricostruzione un elemento di coesione e di forte identit delle 'comunit di patrimonio' dei territori dell'Italia centrale colpiti dal sisma.

Il Consiglio, raccogliendo varie suggestioni e indicazioni, a seguito dei sopralluoghi e dopo un ampio e approfondito dibattito

AUSPICA:
Che il governo e il Parlamento italiani e l'Europa intera sostengano in ogni modo l'attivit di recupero, restauro, ricostruzione dell'intero patrimonio culturale diffuso, destinando maggiori risorse e personale specializzato, elaborando e realizzando progetti di qualit per la rinascita dei borghi, dei centri storici, dei monumenti, degli edifici di culto, dei luoghi della cultura e dell'intero tessuto territoriale e paesaggistico e, soprattutto, rafforzando le straordinarie capacit di resilienza che le popolazioni stanno dimostrando.

Che si curi il recupero, la ricostruzione la tutela e la valorizzazione non solo dei singoli monumenti ma dell'intero tessuto connettivo, che costituisce la peculiarit di questi territori e che si pu salvaguardare solo con una stretta e efficace collaborazione tra tutti gli interlocutori e un potenziamento della capacit operativa degli uffici periferici del MiBACT in queste regioni.

Che si sviluppino fin da subito attivit che colleghino la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale con progetti di sviluppo economico e sociale sostenibile e durevole, mediante sia specifiche iniziative di turismo culturale sia interventi nel campo della ricerca, della formazione, dell'innovazione tecnologica e dell'industria creativa.

Che si attui una politica di stretta collaborazione tra le varie istituzioni e i cittadini e che trovi piena attuazione lo spirito della Convenzione europea di Faro, favorendo in ogni modo la centralit e il protagonismo delle locali 'comunit di patrimonio' nel "processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione del patrimonio culturale" e la partecipazione attiva "alla riflessione e al dibattito pubblico sulle opportunit e sulle sfide che il patrimonio culturale rappresenta", sviluppando "una maggiore sinergia di competenze fra tutti gli attori pubblici, istituzionali e privati coinvolti" e sollecitando tutte le parti a "sviluppare un quadro giuridico, finanziario e professionale che permetta l'azione congiunta di autorit pubbliche, esperti, proprietari, investitori, imprese, organizzazioni non governative e societ civile".

Che, a partire da questa esperienza, si costituisca, in maniera stabile e strutturata, una vera e propria funzione della Protezione Civile specializzata nel campo del Patrimonio Culturale con il pieno coinvolgimento del MiBACT e la stretta collaborazione del MIUR, in modo da preparare specialisti dei beni culturali, gi in sede di formazione universitaria, in grado di operare come pronto intervento e nelle attivit di recupero dei beni, analisi delle macerie, restauro e ricostruzione, sia in occasioni di catastrofi sia in "periodo di pace" per una pi efficace opera di studio, monitoraggio, prevenzione.

Che si avvii una ampia e sistematica azione coordinata e multidisciplinare di studio e analisi dei territori e che si mettano in campo adeguate misure di prevenzione, messa in sicurezza e di manutenzione programmata del patrimonio culturale italiano, anche attraverso l'aggiornamento professionale degli specialisti dei beni culturali operanti nel MiBACT e dei liberi professionisti e societ specializzate.

Che, in tal senso, si giunga presto ad un accordo fra MiBACT e MIUR, in particolare con le Scuole di Specializzazione di Beni Architettonici, Archeologia, Storia dell'arte, Archivistica, ecc., sia per impiegare nell'immediato le tante competenze presenti e disponibili sia, soprattutto ai fini della costituzione di tale funzione della Protezione Civile-Patrimonio Culturale, prevedendo alcune condizioni, come l'obbligo di inserire, nei curricula di dette Scuole, dei corsi di preparazione all'intervento in caso d'emergenza.

Che si utilizzino i depositi di raccolta dei beni culturali recuperati, i laboratori di restauro, i musei e i luoghi della cultura come cantieri aperti alle popolazioni locali e ai visitatori - compatibilmente con le ovvie necessit di sicurezza - per presentare i lavori in corso, per allestire mostre, per organizzare conferenze, convegni, incontri e ogni altra iniziativa utile a sviluppare la partecipazione attiva e a mantenere un filo diretto tra i cittadini e il loro patrimonio.



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