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Firenze, tanti sassolini. Il congedo della soprintendente Paola Grifoni da luned in pensione
Alessio Gaggioli
Corriere Fiorentino 2/4/2017

Una liberazione. Si doveva cambiare, ma non cos

A pochi metri in linea daria, a Palazzo Pitti, cominciato il G7 della cultura. Si sentono gli elicotteri, le sirene. A Boboli, nel piccolo appartamento della palazzina Annalena, c una signora con la radiolina sul tavolo che scrive con la penna blu una lunga lettera. Accanto ai piedi una stufetta, primavera, ma la casa umidissima. I ricordi di una vita ovunque, i libri, tante piccole piante perch nel terrazzo che affaccia su Boboli Paola Grifoni non pu mettere piede. vincolato. Sulla libreria in bella mostra, un pannello rosso con la falce e martello del 1973: Apertura sede Pci, sezione Testaccio, con il segretario Enrico Berlinguer. Ora posso dirlo, io cero. Poi 40 anni dopo ho votato s al referendum..., rivendica Grifoni con uno scatto. Un peso che pu finalmente togliersi perch da ieri cominciata una nuova vita. Gioved, il giorno del nostro colloquio, stato il suo penultimo giorno di lavoro. E stia tranquillo non mi cercher nessuno, nemmeno tra i suoi colleghi. Ora c Schmidt, c Hollberg, ci sono gli stranieri. I direttori-manager introdotti dalla riforma Franceschini dei Beni culturali. La segretaria regionale dal 2015 il nuovo incarico dellex soprintendente Grifoni non partecipa ai lavori del G7. Nessuno mi ha invitato, non hanno avuto questa accortezza. Una volta non era cos. Andr a sentire Muti, ma si sono raccomandati, senza accompagnatore. Unaltra epoca. Grifoni prepara il caff con la moka. Nellultima lettera al Ministero c il suo piglio deciso. Non pensavamo di dover cominciare questa intervista dalla fine. Ci conosciamo da tempo, lei cos. Non ha mai evitato i problemi e da quelli ci fa partire. PUBBLICIT inRead invented by Teads Che successo Grifoni? Quattro mesi fa mi hanno scritto una reprimenda perch avrei fatto qualcosa di sleale verso lamministrazione durante un sopralluogo. Una lettera molto brutta per cui adesso chiedo ufficialmente delle scuse e un qualcosa che rivaluti il mio servizio di 37 anni. Con quale stato danimo si congeda? una liberazione. Perch cambiato tutto, forse anche giusto, cambiano i tempi, cambiano i modi. La cosa che ha sconvolto me e la mia generazione stata questa riforma che ha stravolto il concetto di ministero per i beni culturali. Una riforma squisitamente amministrativa, ma epocale. Siamo passati da un ministero creato per la tutela e il restauro (invidiato da tutti) a una riforma che privilegia i musei, i tre grandi musei: Uffizi, Colosseo e Pompei. Gli altri 47 che stanno in Toscana sono abbandonati. Una riforma epocale buona o brutta che sia ha per bisogno di un rodaggio. E in qualche modo i grandi musei devono aiutare i piccoli, se non con la bigliettazione, almeno con i percorsi. Forse, sar. Ma non riusciranno mai a coprire tutto. A Firenze lAccademia riesce ad autogestirsi, il Bargello no. Lo sapevamo bene. Orsanmichele che ho curato per 25 anni non lo conosce nessuno se non per un veloce sguardo allIncredulit di San Tommaso. Le vecchie soprintendenze e il turismo non sono mai andate daccordo. E anche i grandi musei non avevano abbastanza autonomia per decidere come crescere. Tanta troppa burocrazia. Non si doveva fare nulla? Si doveva fare, ma certe affermazioni sono pretestuose. Il problema nasce sempre dai diversi interessi quello politico e quello che riguarda la tutela. Ma lo sa quante richieste di trasferimento ho sul tavolo? E secondo lei dove vogliono andare tutti? Agli Uffizi. Lunico museo che garantisce una certa stabilit. La riforma stata condotta male, a suon di decreti della presidenza del Consiglio. Le diamo un nome? Renziana. Per la sua portata doveva essere discussa alle Camere. Non stato coinvolto chi lavora sul territorio, stata affidata a personale esterno ed amministrativo. E guardi che io Renzi lho sostenuto. Da sindaco e presidente della Provincia abbiamo avuto un rapporto molto proficuo. Non rientrava dunque tra quelle funzionare che lallora assessore renziano alla cultura Da Empoli defin le vecchie zie No, perch cera molta stima tra noi. Poi certo, lui ce laveva con le soprintendenze troppo stataliste, troppo rigide. Molti aspetti negativi venivano anche da atteggiamenti personali di chi non aveva capito che i tempi erano cambiati. In questi anni a Firenze sono cambiate tante cose. Basti pensare alle pedonalizzazioni. Ci voleva pi attenzione. In piazza Duomo siamo passati dalleccesso di macchine alleccesso di turisti, non si vede pi niente. Ma si poteva fare. Ogni pedonalizzazione provoca una modifica del tessuto sociale e culturale. Io non sono daccordo con quella di piazza Pitti. Tutte le case di piazza Pitti sono bed and breakfast. E via Guicciardini? Ma chi ci vuole pi vivere? Estendere tutta questa area pedonale in una citt piccola come Firenze significa snaturarla. Dov la vera Firenze? Dov rimasta? Andate in piazza del Carmine, ci mancano i cavalli alla staccionata. Un bel rebus ora. Che fare? Avevo cominciato a vedere i progetti del parcheggio interrato, li condividevo. Ora in quella piazza non basteranno le fioriere. residenti hanno sempre rifiutato quei progetti.I Per forza. Le cose buone dellestero non sappiamo copiarle. Ci sono uninfinit di parcheggi interrati che quasi difficile trovarli per come sono fatti bene. Da noi li vedi da chilometri, sembrano luna park. Ma lo sa che a me sono arrivati a propormi le ringhiere sui sentieri del Cai della montagna pistoiese? E i dehors in piazza Repubblica che sembrano camere mortuarie?. Beh un soprintendente che pu dare una mano c sempre... Negli ultimi anni, nonostante i rapporti di stima che avevo con Renzi e Nardella, lambiente si era gi inasprito. Non cera pi collaborazione. Su certe cose non siamo competenti, ma quando si lavorava assieme i risultati venivano. Non ci si doveva fare la guerra. E ora noi non veniamo pi coinvolti nelle scelte culturali della citt. Palazzo Vecchio ha appena varato le regole anti mangificio. positivo, ma il mangificio c gi, i minimarket in via Maggio pure, la sparizione dei negozi di vicinato in via SantAgostino o in via dei Neri pure. I buoi sono scappati. Le politiche per residenti e commercio di qualit dovevano essere fatte prima. So quanto sia difficile, non immagina le resistenze che ho avuto nelle mie battaglie per il decoro. Dal 79 al 2009 a Firenze. Poi il trasferimento a Bologna. Colpa dei Nuovi Uffizi? S, certo. E non ci ho pi praticamente messo piede. Eppure la genesi e le fasi pi complesse dei cantieri li ha gestiti lei. Pure i contenziosi. A un certo punto il consorzio di imprese chiese 13 milioni di euro per riprendere i lavori. Lei la spunt, si dovettero accontentare di 7 milioni. Quella volta vinsi la battaglia, ma persi la guerra. Sono una rompicoglioni, cos mi hanno sempre vista al ministero. Lallontanamento dai Nuovi Uffizi fu una grossa cesura nella mia vita, come se fossi andata in pensione quel giorno. Ma prima fu commissariata. E nella squadra del commissario entrarono alcuni membri della Cricca della Ferratella, quelli a cui il terremoto de LAquila faceva fregare le mani... Ero stanca, cos si giustific il ministero. E uno della cricca, lex provveditore per le opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis in una famosa intercettazione mi defin, se non mi sbaglio, una gran baldracca. I lavori dei Nuovi Uffizi per la cronaca dovevano finire nel 2011. Del Vasariano senza ritratti che ne pensa? Non sono daccordo. Non avevamo dubbi. Ha una funzione, vedere quello che di splendido c fuori. Ma ci che vuole fare Schmidt. A me risulta che ci voglia mettere le statue. Tornata a Firenze ha ritrovato il grande teatro dellOpera. A me non dispiace, ma una cattedrale nel deserto e gestire quegli spazi non semplice. Bocciarono per la mia proposta: fare di quellarea la citt della musica. Spostare allOpera il Cherubini per farlo diventare un luogo di frequentazione quotidiana, una cosa viva. Il piccolo auditorium perfetto per lAccademia. Con la pensione dovr lasciare il suo alloggio di Boboli secondo le nuove regole del ministero: 60 mq per circa 500 euro al mese. Pochino. Guardi, quando lavori per lo Stato non ti compri una casa, qui i funzionari prendono da poco pi di mille euro fino a un massimo di 3.500. Sono stati fatti errori, ma noi le regole ce le siamo date, gli altri no. Il ministro il 5 febbraio ha annunciato che era pronto un regolamento. Stiamo aspettando, non sappiamo nulla. Io ho un contratto. Fino al 2020. Dovrei andarmene, ma non lho capito. Nel suo penultimo giorno di lavoro sul tavolo ci sono un sacco di cose spiacevoli. Ho una certa et, non me ne pu fregare di meno. Se per questo ho avuto unaltra vicenda poco piacevole appena rientrata a Firenze: mi sono rifiutata di acquistare un quadro per gli Uffizi (il Dante del Bronzino, ndr) e pochi giorni dopo a Roma mentre si faceva il punto sulla riforma dissero, caso strano, che a Firenze non funzionava niente. Ho chiesto spiegazioni, nulla. Quindi andai da un alto dirigente e gli dissi: Mi conosci, le cose che non mi convincono non le faccio. Se non vi va bene per stavolta mandatemi al mare, in Sardegna. Comincia una nuova vita. Intanto chiuder con il ministero, mi mette tristezza vedere colleghi che cercano da fuori di continuare a restare... uno diventa un vecchio trombone. Ho cercato di passare qualcosa allunica giovane di 42 anni che sta al regionale e che sprecata. Lo sa che gli ultimi entrati (mi pare nel 2003) non hanno mai fatto un restauro? E poi pure sto accordo Opificio-Uffizi... scellerato. Cos sono stati tagliati fuori i nostri artigiani, la nostra ricchezza. Grifoni lei in pensione! Se mi lasciano qui resto. Altrimenti io comunista me ne vado a Ladispoli, sul mare, anche se stata costruita dai fascisti. Lo Stato perde una rompicoglioni. Un funzionario puntiglioso. A cui essere riconoscenti. Riconoscenza cultura.] La cultura, Firenze, tanti sassolini
Il congedo della soprintendente
Paola Grifoni da luned in pensione: Una liberazione. Si doveva cambiare, ma non cos
di Alessio Gaggioli
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A pochi metri in linea daria, a Palazzo Pitti, cominciato il G7 della cultura. Si sentono gli elicotteri, le sirene. A Boboli, nel piccolo appartamento della palazzina Annalena, c una signora con la radiolina sul tavolo che scrive con la penna blu una lunga lettera. Accanto ai piedi una stufetta, primavera, ma la casa umidissima. I ricordi di una vita ovunque, i libri, tante piccole piante perch nel terrazzo che affaccia su Boboli Paola Grifoni non pu mettere piede. vincolato. Sulla libreria in bella mostra, un pannello rosso con la falce e martello del 1973: Apertura sede Pci, sezione Testaccio, con il segretario Enrico Berlinguer.

Ora posso dirlo, io cero. Poi 40 anni dopo ho votato s al referendum..., rivendica Grifoni con uno scatto. Un peso che pu finalmente togliersi perch da ieri cominciata una nuova vita. Gioved, il giorno del nostro colloquio, stato il suo penultimo giorno di lavoro. E stia tranquillo non mi cercher nessuno, nemmeno tra i suoi colleghi. Ora c Schmidt, c Hollberg, ci sono gli stranieri. I direttori-manager introdotti dalla riforma Franceschini dei Beni culturali. La segretaria regionale dal 2015 il nuovo incarico dellex soprintendente Grifoni non partecipa ai lavori del G7. Nessuno mi ha invitato, non hanno avuto questa accortezza. Una volta non era cos. Andr a sentire Muti, ma si sono raccomandati, senza accompagnatore. Unaltra epoca. Grifoni prepara il caff con la moka. Nellultima lettera al Ministero c il suo piglio deciso. Non pensavamo di dover cominciare questa intervista dalla fine. Ci conosciamo da tempo, lei cos. Non ha mai evitato i problemi e da quelli ci fa partire.
PUBBLICIT
inRead invented by Teads

Che successo Grifoni?

Quattro mesi fa mi hanno scritto una reprimenda perch avrei fatto qualcosa di sleale verso lamministrazione durante un sopralluogo. Una lettera molto brutta per cui adesso chiedo ufficialmente delle scuse e un qualcosa che rivaluti il mio servizio di 37 anni.

Con quale stato danimo si congeda?

una liberazione. Perch cambiato tutto, forse anche giusto, cambiano i tempi, cambiano i modi. La cosa che ha sconvolto me e la mia generazione stata questa riforma che ha stravolto il concetto di ministero per i beni culturali. Una riforma squisitamente amministrativa, ma epocale. Siamo passati da un ministero creato per la tutela e il restauro (invidiato da tutti) a una riforma che privilegia i musei, i tre grandi musei: Uffizi, Colosseo e Pompei. Gli altri 47 che stanno in Toscana sono abbandonati.

Una riforma epocale buona o brutta che sia ha per bisogno di un rodaggio. E in qualche modo i grandi musei devono aiutare i piccoli, se non con la bigliettazione, almeno con i percorsi.

Forse, sar. Ma non riusciranno mai a coprire tutto. A Firenze lAccademia riesce ad autogestirsi, il Bargello no. Lo sapevamo bene. Orsanmichele che ho curato per 25 anni non lo conosce nessuno se non per un veloce sguardo allIncredulit di San Tommaso.

Le vecchie soprintendenze e il turismo non sono mai andate daccordo. E anche i grandi musei non avevano abbastanza autonomia per decidere come crescere. Tanta troppa burocrazia. Non si doveva fare nulla?

Si doveva fare, ma certe affermazioni sono pretestuose. Il problema nasce sempre dai diversi interessi quello politico e quello che riguarda la tutela. Ma lo sa quante richieste di trasferimento ho sul tavolo? E secondo lei dove vogliono andare tutti? Agli Uffizi. Lunico museo che garantisce una certa stabilit. La riforma stata condotta male, a suon di decreti della presidenza del Consiglio.

Le diamo un nome?

Renziana. Per la sua portata doveva essere discussa alle Camere. Non stato coinvolto chi lavora sul territorio, stata affidata a personale esterno ed amministrativo. E guardi che io Renzi lho sostenuto. Da sindaco e presidente della Provincia abbiamo avuto un rapporto molto proficuo.

Non rientrava dunque tra quelle funzionare che lallora assessore renziano alla cultura Da Empoli defin le vecchie zie

No, perch cera molta stima tra noi. Poi certo, lui ce laveva con le soprintendenze troppo stataliste, troppo rigide. Molti aspetti negativi venivano anche da atteggiamenti personali di chi non aveva capito che i tempi erano cambiati.

In questi anni a Firenze sono cambiate tante cose. Basti pensare alle pedonalizzazioni.

Ci voleva pi attenzione. In piazza Duomo siamo passati dalleccesso di macchine alleccesso di turisti, non si vede pi niente. Ma si poteva fare. Ogni pedonalizzazione provoca una modifica del tessuto sociale e culturale. Io non sono daccordo con quella di piazza Pitti. Tutte le case di piazza Pitti sono bed and breakfast. E via Guicciardini? Ma chi ci vuole pi vivere? Estendere tutta questa area pedonale in una citt piccola come Firenze significa snaturarla. Dov la vera Firenze? Dov rimasta? Andate in piazza del Carmine, ci mancano i cavalli alla staccionata.

Un bel rebus ora. Che fare?

Avevo cominciato a vedere i progetti del parcheggio interrato, li condividevo. Ora in quella piazza non basteranno le fioriere.

residenti hanno sempre rifiutato quei progetti.I

Per forza. Le cose buone dellestero non sappiamo copiarle. Ci sono uninfinit di parcheggi interrati che quasi difficile trovarli per come sono fatti bene. Da noi li vedi da chilometri, sembrano luna park. Ma lo sa che a me sono arrivati a propormi le ringhiere sui sentieri del Cai della montagna pistoiese? E i dehors in piazza Repubblica che sembrano camere mortuarie?.

Beh un soprintendente che pu dare una mano c sempre...

Negli ultimi anni, nonostante i rapporti di stima che avevo con Renzi e Nardella, lambiente si era gi inasprito. Non cera pi collaborazione. Su certe cose non siamo competenti, ma quando si lavorava assieme i risultati venivano. Non ci si doveva fare la guerra. E ora noi non veniamo pi coinvolti nelle scelte culturali della citt.

Palazzo Vecchio ha appena varato le regole anti mangificio.

positivo, ma il mangificio c gi, i minimarket in via Maggio pure, la sparizione dei negozi di vicinato in via SantAgostino o in via dei Neri pure. I buoi sono scappati. Le politiche per residenti e commercio di qualit dovevano essere fatte prima. So quanto sia difficile, non immagina le resistenze che ho avuto nelle mie battaglie per il decoro.

Dal 79 al 2009 a Firenze. Poi il trasferimento a Bologna. Colpa dei Nuovi Uffizi?

S, certo. E non ci ho pi praticamente messo piede.

Eppure la genesi e le fasi pi complesse dei cantieri li ha gestiti lei. Pure i contenziosi. A un certo punto il consorzio di imprese chiese 13 milioni di euro per riprendere i lavori. Lei la spunt, si dovettero accontentare di 7 milioni.

Quella volta vinsi la battaglia, ma persi la guerra. Sono una rompicoglioni, cos mi hanno sempre vista al ministero. Lallontanamento dai Nuovi Uffizi fu una grossa cesura nella mia vita, come se fossi andata in pensione quel giorno.

Ma prima fu commissariata. E nella squadra del commissario entrarono alcuni membri della Cricca della Ferratella, quelli a cui il terremoto de LAquila faceva fregare le mani...

Ero stanca, cos si giustific il ministero. E uno della cricca, lex provveditore per le opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis in una famosa intercettazione mi defin, se non mi sbaglio, una gran baldracca. I lavori dei Nuovi Uffizi per la cronaca dovevano finire nel 2011.

Del Vasariano senza ritratti che ne pensa?

Non sono daccordo.

Non avevamo dubbi.

Ha una funzione, vedere quello che di splendido c fuori.

Ma ci che vuole fare Schmidt.

A me risulta che ci voglia mettere le statue.

Tornata a Firenze ha ritrovato il grande teatro dellOpera.

A me non dispiace, ma una cattedrale nel deserto e gestire quegli spazi non semplice. Bocciarono per la mia proposta: fare di quellarea la citt della musica. Spostare allOpera il Cherubini per farlo diventare un luogo di frequentazione quotidiana, una cosa viva. Il piccolo auditorium perfetto per lAccademia.

Con la pensione dovr lasciare il suo alloggio di Boboli secondo le nuove regole del ministero: 60 mq per circa 500 euro al mese. Pochino.

Guardi, quando lavori per lo Stato non ti compri una casa, qui i funzionari prendono da poco pi di mille euro fino a un massimo di 3.500. Sono stati fatti errori, ma noi le regole ce le siamo date, gli altri no. Il ministro il 5 febbraio ha annunciato che era pronto un regolamento. Stiamo aspettando, non sappiamo nulla. Io ho un contratto. Fino al 2020. Dovrei andarmene, ma non lho capito.

Nel suo penultimo giorno di lavoro sul tavolo ci sono un sacco di cose spiacevoli.

Ho una certa et, non me ne pu fregare di meno. Se per questo ho avuto unaltra vicenda poco piacevole appena rientrata a Firenze: mi sono rifiutata di acquistare un quadro per gli Uffizi (il Dante del Bronzino, ndr) e pochi giorni dopo a Roma mentre si faceva il punto sulla riforma dissero, caso strano, che a Firenze non funzionava niente. Ho chiesto spiegazioni, nulla. Quindi andai da un alto dirigente e gli dissi: Mi conosci, le cose che non mi convincono non le faccio. Se non vi va bene per stavolta mandatemi al mare, in Sardegna.

Comincia una nuova vita.

Intanto chiuder con il ministero, mi mette tristezza vedere colleghi che cercano da fuori di continuare a restare... uno diventa un vecchio trombone. Ho cercato di passare qualcosa allunica giovane di 42 anni che sta al regionale e che sprecata. Lo sa che gli ultimi entrati (mi pare nel 2003) non hanno mai fatto un restauro? E poi pure sto accordo Opificio-Uffizi... scellerato. Cos sono stati tagliati fuori i nostri artigiani, la nostra ricchezza.

Grifoni lei in pensione!

Se mi lasciano qui resto. Altrimenti io comunista me ne vado a Ladispoli, sul mare, anche se stata costruita dai fascisti.

Lo Stato perde una rompicoglioni. Un funzionario puntiglioso. A cui essere riconoscenti. Riconoscenza cultura.

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/17_aprile_02/cultura-firenze-tanti-sassolini-congedo-soprintendente-38baa7ca-177c-11e7-8824-2784ca7574c0.shtml


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