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Mattarella & Renzi e lo spot sempreverde allidentit culturale
Manlio Lilli
www.emergenzacultura.org, 08/04/2017

In questo momento di difficolt su pi fronti deve essere forte il richiamo allimportanza della cultura. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Sulmona, per partecipare ai lavori del Convegno internazionale di Studi ovidiani nel Bimillenario della morte del poeta sulmonese, usa le parole che ci si aspetta (qui le paginate in latino dedicate dal quotidiano Il Centro alla ricorrenza). Ed infatti aggiunge, in un tripudio di bambini festanti, che la nostra identit si collega alla cultura, solo cos si pu affrontare il futuro. Questa straordinaria condizione culturale ci rende forti anche su altri fronti, come quello economico e sociale.

Nelle stesse ore Renzi era a Napoli, una delle tappe del suo giro da solo nel profondo del Paese. Nel cuore del quartiere Sanit ha visitato le Catacombe di San Gennaro passate da ottomila a ottantamila visitatori. Circostanza che, a detta dellex Presidente del Consiglio, le cui dichiarazioni, la cui attivit politica continuano ad essere riportate con grande ed inusitata attenzione dalla gran parte dei media nazionali, sono solo la punta delliceberg di un appassionate lavoro educativo. Cos, a suo dire C molto di pi. C lidea che lidentit culturale sia la chiave del riscatto economico e sociale non solo del Mezzogiorno.

Insomma lidentit di Mattarella e lidentit culturale di Renzi si segnalano nei loro interventi come una sorta di tags. Ma a ben guardare sono molto pi che semplici parole chiave. Sono a tutti gli effetti degli autentici leitmotiv. Gi perch, a ben guardare, non la prima volta che Presidente della Repubblica e ex segretario del Pd ricorrono allidentit culturale, si affidano al ruolo della cultura.

La ricostruzione in quei luoghi dei beni culturali e artistici necessaria, non meno delle case e delle fabbriche, delle scuole e delle piazze, perch fanno parte di unidentit personale e collettiva, e sono moltiplicatori di forza sociale, ha sostenuto Mattarella, intervenendo nel novembre scorso a Mantova ad un convegno sulle citt darte. Gi, il terremoto del centro Italia. Il sisma che ucciso, e distrutto case e chiese, monumenti e musei. I danni al patrimonio abitativo, economico, culturale e religioso sono impressionanti. Questi borghi sono lidentit italiana: dovremo ricostruirli tutti, presto e bene. Lo faremo perch noi tutti noi siamo lItalia, ha scritto Renzi nella sua newsletter Enews lo scorso 1 novembre.
Di fronte ad una serie quasi senza fine di richiami alla nostra identit culturale, che evidentemente diviene identit nazionale, ci sarebbe da pensare che essa sia un caposaldo per il Presidente e lex presidente. Verrebbe da pensare che essa sia un elemento fondante. Non solo dei loro discorsi, soprattutto delle loro azioni. Ma non cos, sfortunatamente. Lo raccontano le cronache ufficiali. Mattarella un impareggiabile presenzialista. Non c inaugurazione, ricorrenza, anniversario, esequie, celebrazione religiosa, festivit civile e sfilate militari a cui non partecipi. A modo suo, certo. Con quella sua oratoria stentata, quella rigidit corporea che non trasmette pathos. Quel suo sembrare quasi fuori posto. Ma Mattarella cos. Una presenza impalpabile. Insomma un Presidente che lidentit culturale la evoca, ma non sembra una sua priorit.

Se Mattarella agli eventi deve esserci, per il protocollo, Renzi partecipa(va) a prescindere: adora apparire. Gli piace tanto parlare di cultura, di bellezza e di identit culturale. Se il suo governo fosse stato pi breve si sarebbe potuto pensare che, con il tempo in pi, i tanti annunci si sarebbero trasformati in realt. Per sua sfortuna non andata cos. Cos si risolto in un nulla di fatto bellezza@governo, il progetto per recuperare i luoghi culturali dimenticati. Le 139.759 mail arrivate entro il termine stabilito senza risposta. Il motivo? I 150 milioni promessi per interventi di vario tipo non sono mai stati stanziati.

Ma al di l di tutto quel che, forse, pi di ogni altra cosa stride con lidentit culturale evocata tante volte da Renzi, lidea barbara e antiquata che il patrimonio storico-artistico-archeologico serva a far soldi. Sia il mezzo per fare cassa. Un atteggiamento, una propensione quella dellex sindaco di Firenze, ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Pd che pu trovare sintesi in una vignetta di Staino, su lUnit del luglio 2013. Protagonisti Bobo e sua figlia Ilaria. Questultima chiedeva al pap: Babbo, cos un cafone?, e Bobo rispondeva: Ti faccio due esempi: Montezemolo che vuole il Ponte Vecchio di Firenze per una festa privata, e Renzi che glielo concede.

Sentir parlare di identit culturale da un presidente che ne sottolinea meccanicamente limportanza, e da un ex segretario per il quale la storia dellarte non suscita emozioni, davvero poco credibile. Verrebbe da sorridere se non fosse una cosa tremendamente seria.



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