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Milano. Le scuderie dimenticate
Paola DAmico
Corriere della Sera - Milano 10/4/2017

Centro termale, poi Rsa: ventanni di idee irrealizzate. La vergogna De Montel

Sono ai primi posti nella lista nera degli edifici degradati di propriet del Comune. Unalta recinzione anti intrusioni stata eretta tutto attorno alle Ex scuderie De Montel a disegnare un ampio perimetro di sicurezza. I rampicanti si annodano a ci che resta (sempre meno) del gioiellino liberty, lunico esempio di architettura ippica in stile viennese a Milano.

Da qualche anno a competere quanto abbandono e degrado s aggiunto lex ippodromo del Trotto, che la Snai ha messo in vendita, dopo che nel 2014 il settore pianificazione urbanistica ha modificato il Pgt aggiornando il Piano dei Servizi ed ha eliminato la destinazione ad attivit sportive e a servizi di interesse generale. Erbacce e rampicanti da un lato, le intemperie dallaltro, stanno cambiando in modo quasi irreversibile i connotati ad uno degli impianti pi belli in Europa. Per larea di 152 mila metri quadrati, che ha superato i 70 anni det, ancora in discussione la possibilit di ottenere un vincolo di tutela, seppure parziale, cio limitato alle strutture edificate. Chiesto a gran voce da associazioni ambientaliste e Italia Nostra.

E torniamo alle scuderie che tra il 1914 e il 1924 De Montel, un nobile milanese, fece costruire tra le vie Achille e Fetonte. Gli furono sequestrate nel 1938, con le leggi razziali: De Montel era ebreo e questa fu unoccasione imperdibile per chi competeva con lui come proprietario di cavalli da corsa. Il destino incerto delle scuderie gioiello dellarchitettura s poi legato alle fortune altalenanti del mondo delle corse e delle scommesse. Ma era gi evidente ai milanesi ventanni fa, nel post Tangentopoli, che erano ad alto rischio di speculazione immobiliare, la stessa che aveva trasformato la pista di allenamento in un imponente complesso residenziale tra le vie Achille e Fetonte, che peraltro fu oggetto di un lungo sequestro giudiziario per irregolarit edilizie. Le De Montel si salvarono e finirono cos al Demanio.

Sin dalla met degli anni Ottanta i cittadini organizzarono petizioni e vigilarono, temendo che larea diventasse la club house del nuovo quartiere. Tanto fecero da ottenere il vincolo monumentale dalla Soprintendenza, nel 2004, come quasi lintera cittadella dellippica. Ma le ex scuderie, luogo sui cui si ferm anche lo sguardo di Hemingway, alle spalle dello stadio Meazza, proprio davanti allo scivolo che porta i pullman dei giocatori agli spogliatoi, sembrano condannate alloblio. Da lontano, sintravedono brandelli del tetto originale con lorditura in legno e il rivestimento in beola grigia, sfondato con le nevicate negli anni. E i serramenti divelti, lintonaco staccato, lassedio della vegetazione incolta.

In molti si illusero che il progetto di trasformarlo nelle terme di Milano si sarebbe realizzato. Era il maggio 2006 quando il Comune assessore al Demanio della giunta Albertini, Diego Sanavio annunci che il bando pubblico per il recupero del capolavoro liberty dellippodromo aveva un vincitore. Ad aggiudicarsi luso dello spazio per 35 anni era stato il Consorzio Stabile, una rete di 25 imprese, la maggior parte milanesi. Lidea vincente era di fare delle scuderie De Montel un impianto per bagni curativi, massaggi, cure terapeutiche ed estetiche, gestito dalle Terme di Saturnia, in grado di attrarre 350 mila persone lanno.

Quanto alle acque termali, si sarebbero pescate direttamente da una falda a 400 metri di profondit, la stessa acqua marcia, sulfurea, e oligominerale (come certificarono studi degli anni Cinquanta) che sgorgava dalle fontanelle di viale Piceno e dellArena, costruite negli anni Trenta. Durata delle opere: tre anni. Sei anni pi tardi, nel 2012, delle terme ancora non cera traccia, invece il consorzio present un nuovo progetto, per trasformare le ex scuderie in Rsa. A far naufragare il primo progetto furono probabilmente i costi (30 milioni) e i tempi lunghi delle autorizzazioni. Sul secondo progetto, caduta una pietra tombale.



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