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Roma. Villa Celimontana. Alberi pericolanti e foresta derbacce
Maria Egizia Fiaschetti
Corriere della Sera - Roma 10/4/2017

Il parco del Celio una grande discarica, tra clochard accampati e cumuli di rifiuti

Villa Celimontana ridotta ad una gigantesca discarica. Dallultimo reportage di quattro mesi fa nulla cambiato. Anzi, la situazione addirittura peggiorata. Tra alberi pericolanti o caduti a terra e mai rimossi attorno a cui bisogna fare lo slalom, pollai messi a protezione di buche, erbacce ovunque e giacigli di clochard. Il parco del Celio versa in condizioni pietose. E tra i residenti e i frequentatori abituali scoppia la rabbia: Quando ero bambina ricorda una signora parlando del vialetto che porta al parco giochi per i bimbi lo chiamavamo il tunnel di Cenerentola, ora somiglia piuttosto allantro della strega cattiva....

Il tempo si fermato, a Villa Celimontana: non per latmosfera da piccolo mondo antico che ci si aspetterebbe di trovare nel parco dove generazioni di romani hanno imparato ad andare in bicicletta. Della fiaba rimasta solo la nostalgia dei bambini di allora, erano gli anni Ottanta, che oggi continuano a frequentarlo: chi con i figli, chi con il cane. Sono passati quattro mesi dal nostro ultimo tour, ma nulla cambiato: a fine novembre si affondava nellerba alta, pi da savana che da giardino curato, adesso la situazione peggiorata. Ripetiamo lo stesso itinerario: superato lingresso principale in piazza della Navicella, svoltiamo a sinistra. La vegetazione incolta somiglia a una selva oscura: cespi rigogliosi si mescolano a cespugli di ortiche e mucchi di foglie secche ammassate negli angoli. Oltre i rami di un albero, si intravede la sagoma di un senza fissa dimora: se ne sta l, seduto allindiana, in posizione yogica. Dai cartoni di vino da due soldi, le stoviglie di plastica e le buste dimmondizia abbandonati qua e l si intuisce che nei viali pi decentrati si consumano i bivacchi. La volta scorsa trovammo i panni stesi ad asciugare sulla recinzione mentre dallaltro lato della villa, prima dellarea giochi, cera chi si lavava alla fontanella.

Con la ripresa delle attivit della Societ geografica italiana racconta Belinda Romiti, 35 anni, residente al Celio, che porta il suo terrier meticcio a correre al parco arrivata la Asl e ha sgomberato i clochard, ma dopo pochi giorni sono tornati. Si nascondono meglio, ma continuano a dormire tra gli anfratti e ad accendere fuochi. La fontana di marmo a destra della gradinata che taglia il sentiero per una decina di passi un relitto: la vasca, stracolma di detriti, diventata una cloaca. Sul muro di fronte unaltra stonatura: lo slang indecifrabile delle scritte vandaliche. Raggiungiamo lo slargo con lobelisco al centro: nella giornata di sole primaverile romani e turisti si godono il sole, se non fosse che dai cestini stracolmi di rifiuti e svuotati troppo di rado si sprigiona un tanfo fastidioso. Costeggiamo il belvedere con i vasi tali e quali, nel senso che sono ancora tutti sbeccati e dentro neanche un fiore. Immutato pure il pollaio con la rete di plastica arancione, che nel frattempo collassata, intorno a una grossa buca sulla terrazza: Si limita a segnalare il pericolo sottolinea Romiti , ma non ci vuole niente a scavalcarla E se un bambino sfuggisse al controllo dei genitori?.

Pi ci inoltriamo, pi la situazione peggiora. Il ramo spezzato da un temporale autunnale pende come una spada di Damocle sulla testa di chi passa. Accanto, una catasta di tronchi spezzati e rami secchi: Un alloro abbattuto dal maltempo, ma non si pu lasciarlo cos osserva labitante del Celio . Cosa aspettano, che al primo incidente prenda fuoco?. La pista ciclabile dellarea giochi ancora tranciata di netto dal pino secolare sradicato dalle intemperie e mai rimosso: Abbiamo chiesto in tutti i modi di portarlo via ricorda Romiti , ma non sono serviti neppure la raccolta di firme e il flash mob con i passeggini delle mamme. Fuori uso anche i bagni pubblici, realizzati ex novo e abbandonati. Sul cartello con gli orari c chi si diverte a scrivere: Il 27 marzo ancora chiuso, ma quando vi decidete a rifare il bando?. E dire che, a leggere laltro avviso (1 euro per il servizio), potrebbe pure fruttare qualcosa. Il viaggio nel degrado, lunico sempreverde, si conclude davanti al vialetto dellarea giochi: Quando ero bambina sospira la residente lo chiamavamo il tunnel di Cenerentola, ora somiglia piuttosto allantro della strega cattiva.



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