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TRENTO - Cultura, grandi musei spiazzati. Mart e Muse: prendiamo atto. Soddisfatti i piccoli: va evitato lisolamento
Corriere del Trentino 12 Apr 2017

Maraniello: Polarizzare resta unopportunit. Lanzinger: La politica sia comune


Lultimo tentativo di mediazione di Tiziano Mellarini sul fronte della riforma della cultura trova freddi i direttori dei grandi musei provinciali, ma incontra la soddisfazione dei responsabili dei musei di interesse provinciale. Data la difficolt di trovare uno schema che vada bene a tutti, le reazioni allultimo cambio di rotta potrebbero anche essere lanticamera dellapprovazione del disegno di legge. Se per Gianfranco Maraniello polarizzare resta unopportunit e per Michele Lanzinger limportante che ci sia una politica comune, per Domenica Primerano e Camillo Zadra la strada imboccata giusta.


TRENTO Il nuovo cambio di rotta sulla riforma della cultura incontra la freddezza dei direttori dei principali enti museali del Trentino. Una reazione che, considerata la difficolt nel trovare un assetto condiviso da tutti, potrebbe perfino essere lanticamera dellapprovazione del disegno di legge promosso da Tiziano Mellarini.

In principio furono i tre poli intorno ai quali si sarebbero aggregati, secondo un principio di omogeneit, le diverse filiere museali. Poi i poli divennero quattro, perch al Museo degli usi e costumi della gente trentina proprio non andava di essere subordinato al Muse. Forse fu la crepa che indicava limminente rottura della diga. La riorganizzazione del sistema museale per poli piaceva a dire il vero molto solo agli enti che si sarebbero trovati a fare da capofila. Di fronte alle critiche, esattamente un mese fa Mellarini decise di non imporre un modello non condiviso e torn allidea che era stata accantonata anni addietro: un consiglio di amministrazione unico per i quattro poli funzionali (Muse, Mart, Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi). Anche in questo caso, per, il variegato sistema dei musei trentini non ha reagito positivamente. Gli enti pi piccoli, che sarebbero stati organizzati separatamente, hanno criticato la cesura che a loro giudizio si sarebbe prodotta. Un argomento sostenuto con forza anche dalla presidente della commissione competente, Lucia Maestri (Pd). I maggiori, che avrebbero perso il proprio cda, non hanno contestato apertamente la scelta. Lo hanno fatto riservatamente.

Di qui la svolta di luned nel gruppo di lavoro creatosi in seno alla quinta commissione: Mellarini ha dato parere favorevole agli emendamenti di Walter Viola (Pt) che propongono di lasciare gli attuali cda, anche se ridotti a tre soli componenti, e anzi di crearne uno anche per il catello del Buonconsiglio, di istituire una conferenza dei presidenti, a sua volta presieduta dallassessore, per garantire unitariet al sistema. Resterebbe ovviamente anche la previsione di una conferenza dei direttori.

Gianfranco Maraniello, che manifest il suo entusiasmo per lorganizzazione in poli, cauto. Non compete a un direttore spiega esprimere giudizi di merito in materia di governance. Lo feci per i poli perch prevedevano una progettualit che avrebbe chiamato direttamente in causa i direttori. Anche la nuova prospettiva investe principalmente la governance, mi pare un tentativo di far comunicare e collaborare maggiormente gli enti tra di loro e di armonizzare il sistema in modo da poter meglio emanare delle linee generali. Due restano per il direttore del Mart le grandi opportunit: Una polarizzazione che consenta, penso allarte contemporanea perch il mio settore, di organizzare lattivit secondo principi di armonia e complementariet, che significa non fare tutti la stessa cosa, non inaugurare mostre negli stessi giorni e non essere tra di noi indifferenti. Secondo una logica di distretto territoriale che permetta, ad esempio, a Mart e Museo della Guerra di non considerarsi come qualcosa di separato.

Sono appena uscito da un convegno a Praga premette Michele Lanzinger in cui si evidenziata limportanza di una governance territoriale. Io non ero preoccupato dal cda unico, la complessit dei nostri musei tale che sarebbe stato difficile comprimere lautonomia delle singole gestioni. Prendo atto positivamente della nuova linea. Limportante che la Provincia possa indicare un propia politica.

Quello che n Maraniello, n Lanzinger sembrano voler esplicitare il timore che tutto resti com, con una conferenza dei presidenti non realmente in grado di imprimere un chiaro e comune percorso al sistema.

Laura Dal Pr, al momento, si tiene coperta. Sono tornata in sede da poco, vorrei capire meglio prima di esprimermi. Quello che posso gi dire che, fino ad ora, il Buonconsiglio stato ben gestito anche senza cda.



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