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Castello di Colloredo fine lavori nel 2020
di Giacomina Pellizzari
16 aprile 2017 IL MESSAGGERO VENETO

COLLOREDO Fra tre anni, nel 2020, i friulani vedranno il castello di Colloredo come non l'hanno mai visto neppure prima del terremoto del 1976. Mattone dopo mattone, volta dopo volta, il maniero dove Ippolito Nievo scrisse "Confessioni di un italiano", sta riprendendo le sembianze che aveva quando era abitato da dame e cavalieri. Anche in questo caso il terremoto ha segnato un prima e un dopo perch, 41 anni fa, quando l'Orcolat si abbatt sul Friuli, al piano terra della cosiddetta casa rossa dormivano gli animali. I saloni erano adibiti a pollai, racconta il sindaco di Colloredo di Monte Albano, Luca Ovan, durante la visita guidata con Giorgio Baiutti che da consigliere regionale si speso non poco per garantire un futuro al castello, e l'assessore regionale alla Pianificazione territoriale, Mariagrazia Santoro. Pure lei pronta a scommettere che la Regione riporter il castello al suo antico splendore. L'appalto dell'ultimo grosso cantiere del terremoto vale 28,5 milioni di euro, l'importo lavori si ferma a 20. Entro la prossima primavera sar ultimato il primo lotto. Entrare nel castello di Colloredo oggi come fare, contemporaneamente, un tuffo nella storia e uno nel futuro: utilizzando materiali di nuova generazione che non snaturano l'architettura, il maniero viene reso antisismico. E quella che nel Trecento era la reggia della famiglia Colloredo Mels, oggi anche un cantiere scuola. Qui arrivano gli universitari e gli allievi del Marinelli impegnati in un progetto di alternanza scuola-lavoro, studiano le tracce del passato. Lo stesso fanno gli alunni dell'istituto comprensivo di Pagnacco, Colloredo e Moruzzo per registrare le loro emozioni in un video. L'ingegner Claudio Degano, il responsabile unico del procedimento (Rup), ci accompagna tra i saloni dei tre piani pubblici, nei 20 alloggi privati e nelle due unit produttive che saranno assegnate ai proprietari. La prima cosa che colpisce l'intreccio dei soffitti a volta. Sono stati realizzati ex novo, a mano, sottolinea Degano prima di indicare le travi in acciaio rivestite con i tavoloni in legno. Nella torre, come nelle case bianca e rossa, l'armonia la fa da padrona. I caminetti sono stati mantenuti anche se, per ragioni di sicurezza, non verranno mai accesi. Non stiamo facendo una Disneyland, continua Degano soffermandosi sulle scelte assunte con i tecnici della Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali. Fermo su un piano del ponteggio, il Rup invita a osservare le pietre recuperate e ricollocate. Quando il numero dei conci insufficiente per rivestire tutti gli stipiti, i nuovi sono ammessi purch venga reso evidente l'inserto. L'unica parte rimasta integra sicuramente la cantina. Qui volte e colonne sono originali. Si tratta di un vano molto basso pensato per le stature dei nostri avi. Questo locale per 40 anni era rimasto puntellato con puntelli da impalcatura, puntualizza l'assessore prima di descrivere il recupero effettuato, quasi fosse un lavoro di cesello, da sopra le volte. Sopra le voltine abbiamo creato una struttura metallica di sostegno che porta il carico, aggiunge Degano non senza lasciarsi andare a una considerazione che anche una certezza: Se, in presenza di un terremoto, questo edificio si muove, tutto il resto non lo troviamo pi. La fibra di vetro, utilizzata nel pannello made in Friuli, rinforza le murature: Le ingabbia evitando alle pietre di rotolare. Restando in tema di sicurezza, Degano illustra la tipologia costruttiva delle tramezzature: Ogni due corsi di mattoni posiamo un traliccio antisismico. Fino a qualche anno fa tutto questo era impensabile, ma ci siamo resi conto che il crollo delle pareti pu dare problemi. Salendo e scendendo dai vari piani, non sfugge lo spessore delle murature che nel punto pi grosso misura 1,20 metri. A salire si riduce a 70 centimetri. L'altro elemento che sorprende il camino dell'ala Nievo ben visibile dall'ala est: alto 3,7 metri, all'interno c' una struttura in acciaio ricoperta con i pannelli in cemento. Il risultato perfetto: nella forma il camino uguale all'originale. Lo confermano le immagini storiche prese a riferimento per rifare tutti gli elementi architettonici com'erano. Pensare che un camino alto oltre tre metri possa essere antisismico fantasia, insiste Degano facendo notare che quello del castello non cadr in testa alla gente. Saliamo le scale, entriamo nel salone della Giustizia e dalla bifora rifatta entra una luce surreale. Illumina i mensoloni dove appoggiano le travi. In questo castello non esiste nulla a 90 gradi. Degano lo dice quasi fosse un complimento e poi spiega che il soppalco realizzato negli anni Sessanta non sar pi rifatto. Trattandosi di un elemento aggiuntivo - chiarisce - la Soprintendenza ha ritenuto di non riproporlo. La visita prosegue e il sindaco Ovan sottolinea che il maniero di Colloredo di Monte Albano un tipico esempio di castello residenziale, costruito per necessit difensive al centro del feudo.



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