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Taormina, al G7 due opere di Antonello da Messina al posto del Caravaggio negato
di Silvia Mazza
Il Giornale dell'Arte edizione online, 28 aprile 2017


A Palazzo Corvaja per un mese saranno esposti il Ritratto d'ignoto dal Museo Mandralisca e la Vergine annunciata dell'Abatellis. Progetto culturale assente e rischi conservativi
La Vergine Annunciata di Antonello da Messina dalla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo

Taormina (Messina). Che lesposizione di opere darte per eventi come il prossimo G7, il 26 e 27 maggio, a Taormina abbia poco a che fare con un progetto culturale dotato di una pur minima credibilit e, non sia altro, invece, che unesibizione dei gioielli di famiglia lo dimostra la soluzione su cui caduta, alla fine, la decisione dei capolavori da mostrare ai capi di Stato. Dopo il no di Siracusa al prestito del Caravaggio, saranno, infatti, due Antonello da Messina, lAnnunciata di Palazzo Abatellis e il Ritratto di ignoto del Museo Mandralisca, a essere esposti per un mese, al piano terra di Palazzo Corvaja, che non sembra offrire sufficienti garanzie conservative e dove, appunto, si realizzer un impianto di climatizzazione ad hoc. Si tratta, infatti di due opere particolarmente delicate.

Il dipinto di Cefal dotato di una teca con un dispositivo, ci spiega il progettista Ermanno Cacciatore, di umidificazione e deumidificazione ad effetto termoelettrico (Peltier) per mantenere lumidit relativa del microambiente a un valore prestabilito, grazie anche a un sistema che segnala il superamento dei valori-limite prefissati. Ma, aggiunge, non trasportabile. Quanto allAnnunciata un dipinto delicatissimo perch su tavola, e, pur essendo una delle opere identificative del patrimonio regionale, non sembra che le siano state riservate troppe cautele recentemente. Nel marzo 2016 la Giunta Crocetta non aveva esitato a deliberare (sulla scorta del decreto Sgarlata 2013, che, invece di prevedere il parere dei tecnici per i prestiti, ha introdotto quello dei politici), con tempistiche singolarmente celeri, il via libera del capolavoro per una mostra di dubbio valore di una fondazione milanese, che poi per questioni ancora tutte da chiarire non si fatta. Ma com che sia andata, intanto, lok da Palermo cera stato.

Per Taormina c il parere favorevole del direttore dellAbatellis, Sergio Aguglia, un architetto, non uno storico dellarte in un museo darte, per il quale levento, che definisce di eccezionale rilevanza, vale i rischi sempre insiti nella fase di movimentazione di unopera darte, quando il momento pi critico si registra nel cambio di ambiente, col venire meno della stabilit microclimatica.
Per laltro Antonello, invece, si fa ricorso a una fondazione privata. A capo della quale, per, dal giugno scorso c lex assessore ai Beni culturali, Giovanni Purpura, che durante il suo mandato era riuscito a ottenere per la Fondazione Mandralisca laumento del contributo regionale dai 99mila euro, irrisori, assegnati dal predecessore Sgarlata (cfr. n. 339, feb. 14, p. 5), ai 190mila, ridotto poi a 155mila, cifra, persino al di sopra dei 142 che le spettano come da legge 51/95. Eppure mancano i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti: 20 mensilit in arretrato, ci dice lo stesso Purpura, che si trova a dovere fronteggiare una situazione ereditata. Limpegno di risolverla entro lanno, mettendo in ordine i conti. Il fatto che per il 2016 manca ancora il decreto di assegnazione dei fondi. Intanto, si battono altre vie, partecipando, ci dice ancora, al bando per il programma Cultura crea con un progetto da 250mila euro per interventi volti a migliorare la qualit della fruizione, e accedendo a 120mila del Ris, fondo di rotazione per gli interventi straordinari dellAssessorato al Turismo, che serve a risanare questo tipo di gestioni. La contropartita per il prestito del ritratto antonellesco ancora da definire, dovrebbe essere di natura culturale, con in cambio prestiti di opere di propriet regionale, ci anticipa, e non economica, come per lExpo di Milano. Allora la Fondazione incass 30mila euro, ci dice Mimma Calabr, segretario generale Fisascat-Cisl, che ha promosso con il sindaco di Cefal e il presidente Purpura un tavolo concertativo per risolvere la questione degli arretrati e mettere in campo azioni di valorizzazione del museo, come quella di farne un polo di attrazione per il comprensorio cefaludese-termitano; introducendo il biglietto unico per il museo, il castello di Castelbuono e quello di Caccamo, per esempio; o puntando sulla destagionalizzazione. Ma non solo, sono urgenti interventi strutturali importanti sulledificio. Ecco, garantire buone condizioni conservative alle opere, con un impegno della Regione, potrebbe essere la contropartita migliore che dia un senso al prestito al G7.



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