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"Per salvare Pompei pi ingressi aperti e visite prenotate"
ANTONIO FERRARA
10 maggio 2017 LA REPUBBLICA




LA PRIMA risposta al sovraffollamento degli scavi di Pompei, che domenica ha fatto registrare 26mila visitatori e ha costretto il direttore della soprintendenza Massimo Osanna a chiudere i cancelli alle 11, appena toccata quota 15mila ingressi, viene dalla Federico II. E dal gruppo di lavoro del dipartimento di architettura coordinato da Renata Picone, ordinaria di Restauro nell'ateneo federiciano. Lo scorso febbraio la fondazione Deloitte Onlus ha messo a disposizione 220mila euro a sostegno del progetto di ricerca "Pompei Accessibile", affidato alla guida scientifica di Picone, per trovare soluzioni per il miglioramento della fruizione e la valorizzazione di Pompei. La Federico II ha finanziato con altri 80mila l'intervento, per un totale di 300mila euro: progetto pronto a febbraio 2018, lavori entro il 2019.

Professoressa Picone, domenica l'assalto dei turisti a Pompei. Come si evitano rischi al patrimonio e si garantisce sicurezza ai visitatori?

Non parlerei di rischio, al momento. Certo, se l'afflusso continua a crescere, bisogner interrograsi sul da farsi. Ma con l'incremento della cura che da tre anni viene riservata agli scavi la sicurezza per chi visita gli scavi notevolmente aumentata, e questo consente una certa tranquillit.

Anche se il direttore Osanna stato costretto a chiudere il sito alle 11 del mattino per troppa affluenza?

Il tema sul quale come Federico II stiamo lavorando e sul quale gi dal 2010 abbiamo avviato la progettazione quello della Pompei accessibile, guardando alle nuove opportunit di visita.

Cosa bisogna fare per ridurre la pressione antropica?

La nostra idea, sulla quale in corso il confronto con la soprintendenza, quella di ampliare i punti di ingresso agli scavi. Il ragionamento semplice: se tutti entrano solo da Porta Marina, i percorsi si saturano rapidamente. Se invece apriamo l'accesso da Porta Vesuvio, possiamo offrire un itinerario a chi vuole vedere le case romane, mentre potenziando il varco dell'Anfiteatro possiamo sviluppare il tema delle necropoli e anche il circuito di visita lungo le mura. Con le aperture che ci sono state negli ultimi anni Pompei pu accogliere anche pi di 15mila persone tutte insieme, ma tutto va comunicato e organizzato. questo il lavoro che stiamo facendo con l'accordo firmato nel 2015 e poi rinnovato a febbraio tra Federico II e Soprintendenza Pompei.

E che pensa dell'ipotesi di un numero chiuso? Ne ha parlato per esempio, a determinate condizioni, Mauro Felicori per la Reggia di Caserta...

La contingentazione degli accessi per la visita alla citt prematura, proprio perch Pompei, a differenza di un museo con sale e percorsi limitati, una citt aperta, vitalissima. Quindi non prevederei il numero chiuso. Diverso il caso di edifici particolarmente delicati o che possono accogliere per le loro dimensioni poche persone alla volta: vedrei bene la prenotazione obbligatoria per entrare nel Lupanare o alla Terme del Foro, non per entrare a Pompei.

Il ministro Franceschini ha spiegato a Repubblica che illuminre Pompei di notte consentir di ampliare la visita.

Certo, la visita notturna una grande opportunit, ma in questo caso credo che possa avvenire solo se guidata e su prenotazione. Aggirarsi tra le strade di Pompei senza luce solare non pu essere lasciato all'iniziativa individuale.

Massimo Osanna ha chiesto pi fondi per pagare gli straordinari ai custodi e avere pi personale in campo per le domeniche gratuite. Che ne pensa?

Il direttore Osanna ha ragione. Serve pi personale e serve un loro utilizzo coordinato e ragionato, per garantire accoglienza e servizi a tutti. In questo, il nostro progetto per creare il nuovo accesso alle Terme suburbane dall'area del parcheggio degli uffici della soprintendenza a Porta Marina, pu essere un contributo ulteriore a diversificare i flussi. Stiamo anche lavorando per giungere al concorso internazionale di idee che dovr ridefinire l'intero accesso agli scavi di Pompei con la costruzione dell'hub ferroviario di Trenitalia. Sarebbe bello rifarsi all'idea guida di Bernard Tschumi che ha ridisegnato il museo dell'Acropoli ad Atene e l'accesso all'Acropoli. un modello possibile.



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