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Stadio della Roma avanti, per M5s e Soprintendenza nessuna idea condivisa di citt
di Manlio Lilli
IL FATTO QUOTIDIANO | 14 giugno 2017


E cos il progetto denominato impropriamente Stadio della Roma si far. Gi, impropriamente, perch quella che verr realizzata una operazione urbanistica nella quale lo stadio sar solo un elemento. Neppure il pi invasivo. Di certo non il pi qualificante. E cos il progetto che aveva attirato tante critiche sullex sindaco Marino e sullex assessore alla Trasformazione urbana, Caudo, si far. Il progetto stato rivisto, vero. Non ci saranno i tre grattacieli, ma in compenso ci sar tutto il resto. Insomma una urbanizzazione che saturer altri spazi, contribuir presumibilmente ad aggravare la situazione dei trasporti di un settore della citt.

Dopo mesi di riunioni e dichiarazioni, lamministrazione comunale pentastellata ha deciso provvedendo a rimuovere ogni residua resistenza. Prima, direttamente, nel municipio IX, struttura politica nel quale ricade territorialmente il progetto. Poi, in maniera pi indiretta, nella commissione regionale chiamata ad esprimersi sulla questione del vincolo sullIppodromo di Tor di Valle, esistente nellarea del progetto. Infine in Assemblea capitolina, dove il voto sul pubblico interesse del progetto ha chiuso la questione.

Cos lAS Roma avr il suo stadio e chi costruir avr realizzato il business sperato. In ogni caso una gran brutta storia dalla quale non esce bene il M5s. Lincapacit dei suoi rappresentanti in Campidoglio, ma anche quella dei big che hanno in vario modo sostenuto la bont delloperazione, sono la cifra pi evidente di un fallimento. Un disastro su tutti i fronti. Non soltanto scelte sbagliate. Soprattutto la pi completa, ferma, volont, di tener fuori dalle scelte la citt intera. I comitati locali, i semplici cittadini, come i professionisti, le tante intelligenze che hanno aspettato di poter essere chiamati ad esprimere il loro parere. Insomma tutte quelle entit che avevano creduto che il Movimento, oltre a parlare di partecipazione, volesse farla esercitare. Niente, invece. Nessuna reale partecipazione. Una chiusura, totale. Il Movimento ha pienamento fallito, almeno su questo progetto, perch autorizzandolo, ha tradito diverse delle promesse fatte in passato. A partire da quella che il tragico sviluppo urbano di Roma non avrebbe dovuto subire nuove scriteriate aggiunte.

Forse il progetto stadio a Tor di Valle non unaggiunta, per di pi illogica e pericolosa? La pianificazione urbana una materia importante sulla quale non possibile improvvisare. Il tema del consumo di suolo non un argomento del quale discettare in convegni oppure in riunioni, ma una realt con la quale confrontarsi. In entrambi i casi, aldil delle competenze che si in grado di mettere in campo, sarebbe necessario essere guidati da una idea condivisa di citt. Il dubbio che questa idea non esista, oppure che se c non sia pi quella che al momento della composizione della giunta indirizz la scelta di Paolo Berdini come assessore allUrbanistica, si rinsalda sempre pi. Quella scelta significava lavorare a una citt nella quale a indirizzare le operazioni non sarebbero stati i soliti costruttori. Lok alloperazione Tor di Valle vuol dire rinnegare quellidea. Sostanzialmente abbandonarsi alla convinzione che Roma debba continuare ad essere una citt persa. Insomma persa al bene Comune.

Il M5s non solo in questo disastro. Al suo fianco c con (de-)merito la Soprintendenza archeologica. Il vincolo sullIppodromo firmato nel 1959 dallarchitetto Julio Lafuente, avrebbe potuto cambiare la storia. La sua soppressione ha evitato che accadesse. Non mai esistito, c stata solo una proposta di vincolo. La mia posizione che quella proposta sia impraticabile. La decisione non mia, collegiale, dice Francesco Prosperetti, il Soprintendente che ha anche autorizzato il mega palco per lo spettacolo Divo Nerone sul Palatino. Prosperetti non ha voluto deludere il Comune, peccato non sia un mediatore daffari, ha scritto lex Soprintendente Margherita Eichberg.

Insomma, ognuno dice la sua. Ma la sostanza non cambia. Il vincolo scompare. Anche in questo caso, come gi accaduto per le nomine dei Musei, ci saranno dei ricorsi. Anche se dovessero essere accolti, rimarranno indelebili le occasioni perse. Di certo quelle del M5s di cambiare il trend urbanistico della citt. Della Soprintendenza di aver esercitato uno dei suoi compiti istituzionali, ovvero tutelare.
Unaltra brutta storia per Roma.



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