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Milano. I simboli storici trasferiti a Casa Manzoni. Il s del Comune a ex voto e Colonna infame
Francesca Bonazzoli
Corriere della Sera - Milano 20/6/2017

La lapide della Colonna infame e lex voto della Madonna dei Tencitt. La casa museo del Manzoni vorrebbe acquisire le due testimonianze legate alla peste del 1630. Dal Comune e dal Castello Sforzesco il via libera, con la condizionale.

In questa casa mancano due cose: la lapide che ricorda la colonna infame e la Madonna dei Tencitt. E stato molto preciso Angelo Stella, presidente del consiglio direttivo del Centro nazionale studi manzoniani, nellelencare i suoi desiderata a Gianni Santucci che lo intervistava per La lettura. Entrambi i documenti storici, liscrizione marmorea con i nomi dei presunti untori torturati e uccisi dopo un processo sommario e la tela commissionata come ex voto dai carbonai milanesi risparmiati dalla stessa epidemia di peste del 1630, dovrebbero stare nella casa museo di Alessandro Manzoni, in via Morone. Secondo il professor Stella, infatti, Qui sarebbe il centro di una rilettura dello scrittore e della storia di Milano in senso non accademico. Se non esistesse casa Manzoni il suo ragionamento allora la lapide potrebbe essere conservata altrove, ma non orfana, ha un suo luogo naturale di dimora e dunque qui andrebbe spostata.

Adesso, quindi, la questione stata ufficialmente posta ed diventata pubblica. Perch in privato, da presidente a direttore, Angelo Stella ne aveva gi parlato con Claudio Salsi, cui fanno capo le raccolte del Castello Sforzesco dove la lapide conservata dal 1900 dopo che la colonna infame, su cui era stata posta, era stata abbattuta nel 1778. Il professor Stella ha argomentato molto bene il suo punto di vista, conferma Salsi. Assieme a Francesca Tasso, responsabile dei musei artistici del Castello, ci siamo detti possibilisti. Anche Stella riconosce che dov oggi, sotto i portici del cortile, la lapide ben conservata. Non essendoci quindi un problema di tutela, potremmo cederla, in via del tutto eccezionale, se ci venisse prospettata una valorizzazione migliore dellattuale, spiega Claudio Salsi.

Un sostanziale nulla osta viene anche dallassessore alla cultura Filippo Del Corno. A livello istintivo la mia scelta cadrebbe su Casa Manzoni. Ma il compito dellassessore solo facilitare il dialogo fra le istituzioni. La cosa importante che ci sia un effettivo progetto di valorizzazione per poter raccontare quali simboli la lapide rappresenta. Il tema lo stesso per la Madonna de Tencitt: ormai quella parte di Milano, attorno al vicolo Laghetto, ha assunto unaltra fisionomia e quindi il trasferimento potrebbe avere senso a patto che sia accompagnato dal racconto dei fatti che Manzoni ha narrato. Bisogna cio fare in modo che questi reperti del passato parlino la lingua del presente.

Dunque la questione sembrerebbe risolta per la sua ovviet: casa Manzoni la sede naturale della lapide e della tela. Ma non proprio cos scontato, fa notare Claudio Salsi. Anche la sede del Castello ha il suo perch. Liscrizione su marmo arriv alle civiche raccolte nel 1900 assieme a tutti gli altri reperti del museo Patrio archeologico (che aveva sede nel palazzo di Brera), cio la totalit delle testimonianze antiche di case e chiese cittadine distrutte e confluite al Castello individuato proprio come luogo di salvaguardia delle memorie della storia di Milano. Col passare del tempo, la lapide scivol nellombra dei depositi ma a met anni Ottanta del 900, Guido Lopez la scov e si adoper per valorizzarla. Da allora collocata sotto il portico del cortile Ducale, con la sua traduzione dal latino allitaliano, accanto alla statua di san Giovanni in Conca che emerge con il busto dal pentolone in cui sta bollendo martirizzato. Nel prossimo autunno partir proprio un percorso di scoperta di tutte queste lapidi e statue che raccontano la storia di Milano. Da noi liscrizione della colonna infame collocata allinterno di un contesto storico e architettonico. A casa Manzoni diventerebbe pi letterario. Cambierebbe dunque solo la prospettiva. Si tratta di fare una scelta.

Di avviso simile anche la sovrintendente Antonella Ranaldi che sulla Madonna dei Tencitt sottolinea come lex voto sia legato al quartiere di santo Stefano, dove alloggiavano gli scaricatori di carbone. Tencitt, infatti, significa ragazzi sporchi. Fu labate della corporazione Bernardo Catone a commissionare la tela come segno di ringraziamento a Maria per averli risparmiati. Sotto la cura della Sovrintendenza il dipinto fu restaurato e protetto dallattuale teca nel 1993 a spese di un avvocato che abita in zona, ancora una volta come ex voto per essere sopravvissuto a un incidente stradale. Linaugurazione, con la benedizione dellimmagine da parte del prete, fu occasione per una festa di quartiere. Il legame col vicolo Laghetto, dunque, ancora molto stretto. Bisogna per verificare se lattuale collocazione idonea alla conservazione dellopera, precisa la sovrintendente. In questo caso sarebbe il Comune di Milano a dover chiedere lo spostamento alla commissione del ministero che si occupa dei beni culturali della Lombardia.

Su una cosa per lassessore Del Corno certo: qualsiasi trasferimento non sar strumentale ma dovr servire al racconto della citt. Due anni fa abbiamo completato il restauro di casa Manzoni e ora il museo uno dei pi frequentati, valorizzato anche da importanti occasioni espositive come quella di Emilio Isgr, lo scorso anno. E il prossimo 4 luglio avremo una mostra dedicata a Giancarlo Vitali che a casa Manzoni far un lavoro assieme a Peter Greenaway.



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