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Brescia. Minini dixit: ora sdraiamo il Bigio al Moca
Massimo Tedeschi
Corriere della Sera - Brescia 5/7/2017

La discussione in consiglio comunale con accuse di conflitti di interesse e richieste di dimissioni (respinte) ha chiuso i due mesi vissuti pericolosamente da Massimo Minini, presidente della Fondazione Brescia Musei. Tutta colpa di un post con cui il gallerista rispose a chi lo attaccava per la statua nera di Paladino sul piedistallo del Bigio. Due mesi di silenzio dopo quelle dichiarazioni ora, per, risponde: Paladino non un artista della mia galleria. E sul Bigio spiega: Torner in piazza quando sar perdonato. Intanto sdraiamolo al Moca.

La discussione in consiglio comunale con accuse di conflitti di interesse e richieste di dimissioni (respinte) ha chiuso i due mesi vissuti pericolosamente da Massimo Minini, presidente della Fondazione Brescia Musei. Tutta colpa di un post al vetriolo con cui il gallerista rispose a chi lo attaccava per la statua nera di Paladino sul piedestallo del Bigio. Due mesi di silenzio sono stati duri da rispettare per il presidente di Brescia Musei. Che ora, per, risponde a una vecchia sollecitazione.

Minini, lei ha sempre detto di non avere rapporti commerciali con Paladino. Invece una sua opera nel 2010 lei lha venduta.

Paladino non un artista della mia galleria. Sfido chiunque a trovare Paladino nei miei elenchi, nelle pubblicit, inviti, cataloghi. Non che per aver comprato un giorno una grafica di Picasso io non potr pi fare una mostra su Picasso nei musei, vero? Ho comprato da un privato e venduto in America unopera di Alighiero Boetti che chiede a Paladino una collaborazione, Boetti manda i disegni in Afghanistan dove i suoi soliti collaboratori ricamano. Dopo alcuni passaggi di propriet ne acquisto uno, lo porto a Basilea senza successo e poi a New York dove invece stato venduto. Come si fa a configurare un conflitto di interessi? Quella di Paladino a Brescia unoperazione che fa sfracelli e dovrebbe essere inficiata da un conflitto che non c e che mi viene rimproverato dagli amici di Berlusconi che invece s se ne intendeva.

E come la mettiamo con Anish Kapoor, un suo artista, che collabora al progetto di riapertura della Pinacoteca?

Ho posto il quesito al sindaco che, correttamente, mi ha risposto: I lavori alla Pinacoteca sono del Comune, non della Fondazione. Kapoor sta studiando i colori delle pareti interne della Pinacoteca. Non compriamo alcuna sua opera, lui ci d gratis un aiuto che credo avr uneco anche maggiore di Paladino. E la prima volta in assoluto che si chiede a un artista contemporaneo di studiare soluzioni per una Pinacoteca storica. La Sovrintendenza ha chiesto che le pareti non venissero tinteggiate ma coperte da stoffe e noi abbiamo chiesto ad uno dei pi grandi artisti viventi di studiare la cosa naturalmente gratis proprio perch ci sono io. Alla faccia del conflitto di interessi. Il mio ruolo un servizio alla citt, altro che.

E veniamo al suo famigerato post sul Bigio. Non sarebbe stato pi semplice dire scusate, ho sbagliato tono e chiudere l la polemica?

Un momento, io quelle cose le ho scritte a caldo mentre cera chi mi accusava su Facebook di aver messo uno str nero al posto del Bigio e chi mi esortava: Minini fatti un bagno nellacido muriatico. Ho risposto a dei tizi che dicevano un mucchio di falsit e fesserie. Ne ho archiviato una collezione, volevo farci un instant book.

Per lei da uomo delle istituzioni non doveva scrivere di aver portato perle ai porci.

Quella una frase evangelica, lha usata anche Salvatore Mangione in arte Salvo. Non parlavo dei bresciani ma di chi non capisce. Ho trovato gente che mi ha detto bravo e gente che mi diceva io sono uno dei porci. Ci sono persone che mi fermano per strada ringraziandomi.

Lei ha invocato la distruzione del Bigio manco fosse un iconoclasta dellIsis.

Falso, mai detto una cosa simile. Si figuri, sono tre anni che tento di rimettere fuori il ragazzone. Ho detto che sarebbe stato meglio distruggerlo allora, come avviene per i simboli di regime.

Evocare la fine di Mussolini per una statua stato truce.

Sar lo spirito dissacratore del Sessantotto. Comunque lindicazione era chiara.

Un conto fare il contestatore sessantottino, un conto il presidente di unistituzione culturale pubblica.

Io sono arrivato a Brescia Musei dopo e grazie al Corriere e quello che ho scritto per tre anni, pur avendo alle spalle una storia di galleria di quarantanni. Se mi hanno scelto conoscendo le mie idee, non possono stupirsi. Non possono chiamare Sgarbi e chiedergli di stare zitto.

Lei non riesce a scindere il ruolo istituzionale e lanima da contestatore un po dadaista.

Le due anime sono compresenti. Mi dicono di stare zitto, ma una volta allanno io sbotto.

Provocazioni a parte: il suo pensiero effettivo su questa benedetta statua del Dazzi?

Chiariamo una cosa: loperazione Paladino nasce da l. Avevamo chiesto a Antony Gormley di darci unopera da mettere sul piedestallo: lui venuto, ha visto, ha detto no perch unopera sul piedestallo sarebbe comunque unimposizione. Il sindaco aveva posto quattro condizioni: che lopera fosse sul piedestallo, bella, grande e senza costi. Abbiamo pensato a Paladino e invece di una scultura ne abbiamo avute 74.

Lesperienza si replicher con altri autori? Avr in mente qualche nome.

Certo, ma il problema che loro non lo sanno ancora. E poi devo accertarmi di non aver mai venduto neanche una loro grafichetta.

Torniamo a Paladino: cosa succeder il 7 gennaio, fine della mostra?

Paladino ci lascia la stele per ventanni rinnovabili a condizione che venga esposta. La mia idea che potrebbe stare l finch arriva il Bigio o altro, mi sembra ragionevole.

Facebook a parte, lei convinto quindi che un giorno o laltro il Bigio torner in piazza?

Torner quando la statua sar perdonata. Trentanni fa piazza Vittoria era considerata orribile, oggi molti la trovano bella. Se il fascismo morto nel 45, a Brescia tornato nel 74. Ci fu un voto allunanimit del Consiglio comunale (sindaco Ghislandi) per togliere la statua, oggi ci vorrebbe un voto unanime e di segno opposto per rimetterla. Non penso che prima delle elezioni se ne far nulla: il simbolo ancora troppo vivo.

Dopo le elezioni cosa farebbe della statua?

Comincerei a metterla, sdraiata, nel cortile dellex tribunale, al Moca. Abbiamo preso le misure: ci entra e ci sta. Oggi la statua restaurata dentro una gabbia di ferro inscatolata in un sarcofago. Sa che ho chiesto di vederla e mi hanno detto che non si pu per via del Pcb della zona? Messo al Moca, sono convinto che mezzo milione di persone sarebbe disposto a pagare un euro per vederlo.

Parliamo della sua esperienza in Fondazione Brescia Musei.

Faccio questa esperienza come servizio civile. Una restituzione alla citt che mi ha formato. Purtroppo ci sono sempre polemiche e io non mi tiro pi indietro. Il problema che sovente si guarda al buco e non alla ciambella.

Ci spieghi lei la ricetta.

Con la Fondazione abbiamo raggiunto in tre anni risultati inimmaginabili. Per Paladino abbiamo una rassegna stampa pi importante di quella su Monet dei tempi doro. I visitatori dei musei a Brescia sono aumentati in modo esponenziale. Nel 2016 abbiamo superato i 200.000 visitatori con 20% in pi sul 2015. Questanno siamo a un pi 21%. Via Musei il nuovo centro della citt. Giorno e notte. Il glamour qui. Ma il bello che tutto questo venuto come logica conseguenza della nuovissima impostazione che abbiamo dato a Brescia Musei accogliendo i suggerimenti, le indicazioni, le linee dettate da una Amministrazione Comunale con cui esiste piena consonanza di idee e obbiettivi. Poco effimero e lavorare sul patrimonio, accrescerlo, studiarlo, farlo conoscere.

Non tutte le ciambelle vi riescono col buco. Il maxi bando per la gestione dei servizi andato deserto. Avete sbagliato qualcosa?

Molti soggetti si sono interessati, uno solo ha dichiarato che ci stava. Quando abbiamo visto lofferta abbiamo deciso che non ci stavamo noi. Bisogner abbassare le pretese. Non ripiegheremo su uno spezzatino di gare. Anche per la Pinacoteca previsto un bando unico.

Piazza Vittoria diventer un museo della scultura contemporanea allaria aperta?

S e no. Non in senso classico. Comunque un luogo dove la scultura abita, bene accolta. Non abbiamo una galleria di arte contemporanea e se la facessimo ora arriverebbe ultima. Non avendo n opere n spazi abbiamo scelto di puntare sullarte contemporanea diffusa nella citt, sul suo rapporto con lantico.

Avete da gestire anche il castello.

Dobbiamo trovare unidea fondante, al di l del ristorante e delle bancarelle, del cinema, dei divertimenti.

Lei cosa ha in mente?

Brescia, per la sua storia, ferro e fuoco, cio metallo e armi. L gi oggi c il museo delle armi e quello del Risorgimento. Bisogna forse lavorare su un modello come il Muse di Trento: interattivo, vissuto. Io comincerei a portare anche le armi moderne in Castello. Ci vorrebbero Marzoli, Beretta e Risorgimento insieme. Aggiungo che Brescia ha anche una grossa tradizione musicale, la patria del violino prima di Cremona. Brescia Musei ha una collezione di 200 strumenti, ci sono altre collezioni a Brescia: unendo esposizioni di strumenti musicali e armi si potrebbe creare un unicum. Dimenticavo: bisognerebbe dare collocazione pi prestigiosa al plastico del trenino.

Smantellarlo? Susciter un altro vespaio.

Non dico di smantellarlo ma di spostarlo e valorizzarlo, che ne so, al Moca. Oggi il plastico occupa una grande stanza aperta due giorni alla settimana e un deposito enorme che sempre chiuso. A noi due spazi cos servirebbero per raggiungere una massa critica. E il trenino in citt bassa sarebbe pi accessibile. Una volta i nonni portavano i bambini a vederlo, oggi sono i bambini che portano i nonni a rivedere il gioco della loro passata giovinezza.

Minini, si prepari a una nuova polemica



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