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LECCO-Addio ramo del lago. La casa di Manzoni inghiottita dai palazzi
Flavia Amabile
Stampa, 07/07/2017

Lecco, viaggio nella villa dello scrittore lombardo: oscurato il panorama che ispir I promessi sposi. Solo otto sale visitabili, restauri bloccati da anni


Quel ramo del lago di Como che ai tempi di Alessandro Manzoni volgeva a mezzogiorno e ora giace sepolto sotto una spessa coltre di indifferenza, ignoranza, cecit. Tra palazzi che ambirebbero a essere grattacieli come una Lecco che vorrebbe tanto imitare Milano e finestre vietate ai turisti per incuria e la necessit di occuparsi delle buche delle strade prima che di unantica dimora.

E la storia di villa Manzoni, la casa dellinfanzia e delladolescenza, dei giochi e della vita libera in campagna dello scrittore lombardo, il luogo che gli rimase per sempre nel cuore e che non sempre con lo stesso trasporto entrato nelle vite di milioni di ragazze e ragazzi obbligati a studiare a scuola i Promessi Sposi, il primo grande romanzo della lingua italiana. Per Manzoni fu innanzitutto una dichiarazione damore verso luoghi che non rivide mai pi dopo aver deciso di vendere la casa. E che per sua fortuna non deve rivedere ora.

Scusi il panorama del ramo del lago di Como dov?, chiedono i turisti ai custodi di quella che oggi una villa.-museo oppure agli addetti dellufficio informazioni della citt. E la prima domanda, la curiosit pi forte per chiunque arrivi fin qui. Non sono pochi, 23.874 persone lo scorso anno, il 15% in pi rispetto al 2014. Tante scuole e turismo della terza et ma anche famiglie, studiosi, semplici gitanti del vicino lago.

A tutti viene data la stessa risposta: Il panorama non si vede pi da anni. Una parte nascosta dietro grattacieli costruiti senza curarsi troppo di distruggere una cartolina darte stampata nella mente di milioni di persone. Il resto si dissolto nel degrado di una villa che da pi di venti anni avrebbe bisogno di una seria ristrutturazione e che da pi di venti anni assiste a un susseguirsi di ministri, assessori, parole, e non molto di pi.

Nel 2014 pure la Regione Lombardia si eclissata, cancellando il museo dal suo database e negando al museo il riconoscimento regionale. A livello nazionale lunico intervento dal 1974 in poi, anno di nascita del ministero dei Beni Culturali, stato un finanziamento di 452mila euro ricavato inserendo con una certa generosit la villa tra i percorsi dellExpo 2015. Fondi destinati alla ristrutturazione ma a tre anni di distanza ancora non utilizzati. E uno scandalo. Il nostro un museo civico, dipende dal comune di Lecco e lItalia lo ha sempre considerato un edificio di dimensione locale non un simbolo nazionale. Persino trovare privati disposti a finanziare la ristrutturazione unimpresa difficilissima per noi. La villa di Manzoni non interessa, spiega Mauro Rossetto, direttore del Sistema Museale Urbano Lucchese che comprende anche la villa.

Nel frattempo i visitatori sfogano la loro delusione su Trip Advisor. Onestamente Villa Manzoni avrebbe bisogno di diversi interventi di restauro e risanamento conservativo e poi andrebbe maggiormente valorizzata, scrive un turista quattro settimane fa. Oppure Claudia, sempre nello stesso periodo: Non ci posso credere! Non ci hanno fatto entrare dallingresso principale, che avrebbe seriamente bisogno di un intervento conservativo.

Tutto vero. Il portone principale sbarrato. Sulla facciata crepe, graffiti, infissi divelti. I visitatori entrano dallingresso di servizio, che allepoca di Manzoni erano le scuderie. Biglietto 4 euro: niente Bancomat o carte di credito ma tariffa ridotta come prevede il regolamento quando solo una parte del museo accessibile. E a villa Manzoni le sale visitabili sono otto, le altre sono prive di agibilit o di impianti a norma, quindi chiuse.

I divieti di accesso lungo il breve percorso di visita sono numerosi. Nella migliore delle ipotesi si tratta di fogli di carta con su scritto Sala in restauro attaccati alle porte. In alternativa ci sono anche piloncini da cantiere, scaffali in modesto compensato e persino sedie da ufficio a bloccare gli ingressi. Il museo vittima di oltre venti anni di noncuranza - spiega Simona Piazza, assessore alla Cultura del comune di Lecco - Per noi invece molto importante, abbiamo deciso di investire tutto quello che possiamo. Lassessore elenca i futuri interventi circa 150mila euro per il consolidamento statico delledificio, un bando di 380mila euro finanziato da Cariplo per rinnovare arredi e percorsi e i soliti 452 mila euro promessi tre anni fa dal Mibact. Ma quando inizieranno i lavori? Lassessore allarga le braccia: Attendiamo il via libera della Soprintendenza, hanno un sovraccarico di lavoro...



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